Ricavato dai semi desoleati del fiore, è più secco, poco oleoso e non produce cattivi odori, non causando problemi ai vicini
 
Oggigiorno le stufe e le migliori caldaie a pellet sono molto diffuse poiché le biomasse comportano una minore spesa. Il pellet esiste in diversi tipi, quelli a base legnosa sono i prediletti ma negli ultimi tempi sempre più persone stanno provando con una certa soddisfazione un altro tipo di pellet, quello che si ricava dai girasole. 
 
Per essere più precisi il pellet è ricavato dai semi desoleati del fiore. Questi vengono sminuzzati e compressi in modo tale da prendere la forma cilindrica non dissimile dai ben noti pellet legnosi. Va detto che a un elevato potere calorifico si accompagna una considerevole produzione di ceneri di gran lunga maggiore rispetto a quelle prodotte da altre biomasse. In virtù di ciò, i pellet di girasole sono più adatti per caldaie grandi e stufe di ultima generazione poiché caratterizzate da più efficienti sistemi di pulizia dei bracieri.
 
 
 
Chi produce il pellet di girasole
 
I maggiori produttori di pellet di girasole sono i Paesi dell’est Europa, in particolare Ucraina, Ungheria e Bulgaria. Appena un gradino più sotto ci sono Russia e Romania. Guardando più da vicino le sue caratteristiche possiamo dire che la lunghezza del pellet varia da 10 a 30 mm mentre il diametro è compreso tra i 6 e i 10 mm. In media il tasso di umidità è di circa l’8%. Il valore calorifico è buono, si assesta sui 4.5 KW/Kg senza contare che il costo è inferiore rispetto al pellet di legno. 
 
 
Sembra tutto fin troppo bello, qualcuno potrebbe avanzare dei dubbi. In effetti qualche aspetto negativo c’è. Come detto in apertura, i pellet di girasole producono molta cenere e non tutti i modelli di stufe e caldaie, almeno quelle più vecchie, hanno un sistema di pulizia del braciere adeguato. C’è da dire che se avete un orticello la cosa può anche tornarvi utile. Come? Dovete sapere che le ceneri del pellet di girasole sono un buon fertilizzante organico.
 
 
 
La reperibilità
 
Forse il problema maggiore del pellet di girasole riguarda la sua reperibilità, almeno qui da noi. Come detto l’Italia non è tra i maggiori produttori in Europa e questo, inevitabilmente, si traduce in una difficoltà nell’acquistare il prodotto. Ma c’è comunque da essere ottimisti visto il continuo aumento di domanda. I commercianti, prima o poi, dovranno far fronte alla crescente richiesta della clientela anche perché i pellet in legno cominciano a scarseggiare  questo comporta un aumento di prezzo del prodotto. Virare sull’alternativa rappresentata dal girasole è una conseguenza naturale dello stato delle cose.
 
 
 
Chi è il consumatore di pellet di girasole?
 
Possiamo tracciare una sorta di identikit dell’attuale consumatore di pellet di girasole. Coloro che in precedenza usavano la sansa o il nocciolino d’oliva sono stati tra i primi a credere nel girasole. Ma per quale motivo? Innanzitutto il pellet di girasole è più secco e poco oleoso quindi ha un impatto inferiore rispetto alla sansa sulla caldaia e sull’impianto dei fumi. Sempre a differenza della sansa, il pellet di girasole non produce cattivi odori dunque non si causano problemi ai vicini.
 
 
 
Provare non costa nulla
 
 
Siamo giunti alla fine dell’articolo ed è il momento di tirare le somme. È chiaro che qualcuno ancora dubbioso tra i nostri lettori c’è. Si tratta sicuramente di dubbi legittimi ma per spazzarli via non c’è altro modo che testare il combustibile e poi trarre le conclusioni. Questa la prova del nove che invitiamo tutti a sostenere.
 
DI GIUSEPPE MANZONI per lindro.it
https://www.lindro.it/

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Pubblicato da Antonella Marinelli