"La scarsa produzione di olio d'oliva, unita alla corsa ai sottoprodotti olivicoli per il biogas, che usufruisce degli incentivi statali destinati alle fonti rinnovabili, mette in difficoltà il comparto del sansa, anello fondamentale della filiera”. È questo l'allarme lanciato da Assitol, che sottolinea l'esigenza di “tutelare i sansifici dalle distorsioni di mercato causate dall'impiego illecito dei sottoprodotti olivicoli”.
 
La sansa, sottoprodotto della lavorazione delle olive in frantoio, è impiegata per produrre olio alimentare e, recentemente, anche biomasse. “Quello che, erroneamente, si potrebbe considerare uno “scarto” – sottolinea in una nota Assitol – al contrario, è valorizzato dal lavoro delle aziende che trasformano la sansa e ne estraggono un olio destinato all'alimentazione e, in aggiunta, un combustibile di origine vegetale, con evidenti vantaggi ambientali”. In particolare, secondo l'associazione l'olio di sansa “riveste storicamente il ruolo di ‘grimaldello' per l'extravergine d'oliva nei nuovi mercati, in particolare in Asia e, in generale, nei Paesi non ancora abituati al gusto dell'extravergine, di cui il sansa è un fratello ‘minore', ma dotato di analoghe qualità alimentari”.
 
L'attività dei sansifici, denuncia l'associazione, è però messo a dura prova dai comportamenti scorretti di alcuni operatori, attratti dai contributi statali sulle bioenergie. “Nel quadro di una campagna olearia 2018-2019, caratterizzata dal forte calo di produzione (-40%), si è infatti scatenata la “corsa” alle biomasse di origine olivicola, come il digestato, sottoprodotto derivato dalla produzione di biogas, che usufruisce degli incentivi statali per le fonti rinnovabili. Il fenomeno – chiarisce la nota di Assitol – ha una ricaduta negativa anche dal punto di vista ambientale: il digestato, infatti, viene usato come fertilizzante agricolo da spandere sui campi e, se impiegato in eccesso, come purtroppo spesso accade, “brucia” il terreno, danneggiandolo”.
 
Per questo il presidente del Gruppo sansa di Assitol Michele Martucci fa un appello alle autorità competenti: “vigilare con grande attenzione in modo da evitare l'ulteriore aggravarsi della situazione, che vede le nostre aziende alle prese con il difficile reperimento della materia prima, ovviamente più costosa a causa dell'esigua produzione. Per noi – osserva Matteucci – resta fondamentale il principio del ‘food first', ovvero garantire la destinazione alimentare della sansa. Siamo a favore de dell'energia rinnovabile”, conclude Martucci. “Il sansificio è un esempio consolidato di economia circolare. Per la produzione dell'olio, si riutilizzano i residui della spremitura delle olive per produrre olio, reimpiegando le sanse disoleate per la produzione di energia termica, a basso impatto ambientale, che le stesse imprese utilizzano al loro interno senza alcun sostegno statale".
Staffetta Quotidiana

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Pubblicato da Yuri Isoldi