Abbiategrasso, offerti terreni per la produzione
di Andrea Gianni
 
IL SOGNO di quattro studenti milanesi, che hanno lanciato un progetto per trasformare in energia pulita una sterpaglia, il Miscanthus giganteus, potrebbe diventare realtà grazie a un imprenditore di Abbiategrasso, Gianpaolo Nicoli, infatti, ha raccolto l'appello dei ragazzi e ha messo a disposizione gratuitamente un terreno di sette ettari nel cuore del Parco del Ticino, alle porte di Milano,dove avviare la produzione. Nei prossimi giorni arriverà ad Abbiategrasso un camion di pellet dall'Inghilterra, grazie a un accordo con la britannica Terravesta, uno dei leader del settore, per iniziare i primi test. Con l'obiettivo di iniziare a coltivare ad aprile. «Sono rimasto colpito dall'idea di questi giovani», spiega Nicoli, che dal 2009 gestisce assieme alla moglie l'azienda agricola Norma, specializzata nella coltivazione di fieno per mangimi.
i tre fondatori
«LA NOSTRA azienda è attenta all'ambiente-racconta- da tempo ci siamo dotati di un impianto fotovoltaico e ora metteremo a disposizione degli studenti attrezzature e competenze nel campo della coltivazione». Lorenzo Avello e Francesco Lanzeni, il primo studente di Scienze bancarie ala cattolica e il secondo iscritto a Ingegneria a Lugano, hanno iniziato a lavorare sull'energia pulita nel 2015, quando entrambi frequentavano l'Istituto Salesiano di Milano. Un anno dopo, con il passaggio dal liceo all'Università, sono entrati nella squadra due nuovi "giocatori": Matteo Bombasini, anche lui studente di Scienze bancarie, e il bocconiano Pablo Mileni. I quattro ventenni partendo dallo spazio ConLab della Cattolica hanno creato la startup Planeta Renewables per «una nuova filiera per la produzione di energia rinnovabile da biomasse», sfruttando il Miscanthus, una graminacea ad alto potere calorifico e facile da coltivare, per realizzare a livello industriale energia pulita e a impatto zero. Con una tonnellata di Miscanthus si produce circa 4,6 MW/h di energia termica, su un ettaro di terreno è possibile ricavare lo stesso poteree calorifico di circa 12 tonnellate di carbone e di 8.000 litri di petrolio.
Per avviare l'attività, però mancava un terreno. Uno spazio, attualmente incolto, che ora viene messo a disposizione dall'imprenditore di Abbiategrasso.
Miscanthus
Una base di partenza, alla quale presto potrebbero aggiungersi terreni nella zona di Cremona e a Sesto San Giovanni, possibile sede per un futuro impianto di trasformazione. Sono in corso contatti con il Comune, per poter coltivare su alcuni terreni inutilizzati, bonificandoli, e con gli incubatori Impact Hub e Politehub, che fa capo al Politecnico. «Siamo al lavoro anche con imprenditori che gestiscono una bio-raffineria a Matera - conclude Avello - voglio creare una filiera sostenibile e sono interessati alle proprietà del Miscanthus».
 
 
Il Giorno

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Pubblicato da Debora De Carlo