L'Associazione di categoria commenta gli inasprimenti a livello dell'Ordinanza federale contro l'inquinamento atmosferico

LUGANO - Il 1° giugno 2018 sono entrati in vigore degli inasprimenti a livello dell’Ordinanza federale contro l’inquinamento atmosferico OIAt. Questa maggiore severità comporta da un lato uno sforzo supplementare, ma dall’altro rappresenta un’opportunità per l’energia del legno di dimostrare la propria efficienza in termini di impatto ambientale.

Mentre nel 1990 in Svizzera erano ancora in funzione più di 150'000 impianti di riscaldamento centralizzato a legna (legna in pezzi, cippato) con una potenza inferiore a 70kW, nel 2016 questa cifra era scesa a 52'000, soprattutto a causa della diminuzione degli impianti a carica manuale. Gli impianti di riscaldamento a pellet apparsi attorno alla fine del millennio non sono stati in grado di fermare completamente questo declino. Finora l’OIAt non prevedeva l’obbligo di misurazione per questi piccoli sistemi di riscaldamento a legna. Ora la situazione è cambiata.

La nuova OIAt prescrive una misurazione di collaudo nella quale bisogna rilevare le particelle solidie (polvere) e il monossido di carbonio (CO). Negli impianti che bruciano legna allo stato naturale, la misura del CO deve essere eseguita ogni quattro anni. Negli impianti che bruciano legna di scarto, il CO deve essere misurato ogni due anni. A questo scopo sono possibili metodi di misurazione semplificati. Per i grandi impianti di potenza superiore a 70 kW restano in vigore gli attuali limiti di emissione. Ci sono invece novità invece per gli impianti automatici a cippato fino a 500 kW, che devono essere dotati di un accumulatore di calore di almeno 25 litri per kW di potenza nominale. Inoltre, “di regola” la disponibilità del sistema di separazione delle polveri (filtro elettrostatico) dovrebbe essere almeno del 90%. 

I valori limite valgono anche per gli impianti di riscaldamento d’ambiente locale (apparecchi domestici). Se l’apparecchio dispone di una dichiarazione di prestazione o di una prova di calcolo di feusuisse, le emissioni non devono essere misurate, se non in caso di azioni legali. Per contro, è necessaria un’ispezione visiva da parte delle autorità preposte alla verifica dell’applicazione. Nell’ambito della revisione dell’OIAt, Energia legno Svizzera si è fermamente opposta all’introduzione dell’obbligo di misurazione dei piccoli impianti a legna.

La principale argomentazione di Energia legno Svizzera è stata che, da un lato, il numero totale di questi impianti sta diminuendo drasticamente e, dall’altro, sta invece crescendo il numero di impianti a pellet, che con la loro combustione pulita contribuiscono molto di più alla soluzione che al problema. «Purtroppo - sottolinea l'associazione -, ancora una volta abbiamo dovuto prendere atto che un singolo aspetto ha avuto maggior influenza rispetto all’insieme dei punti di forza dell’energia del legno (neutrale a livello di CO2, contributo alla svolta energetica, rinnovabile, valore aggiunto regionale, riduzione della dipendenza dall’estero). L’unica consolazione: l’obbligo di misurazione dimostrerà che i moderni impianti di combustione a legna possono facilmente rispettare i valori limite».

A proposito di Energia legno Svizzera - Da quasi 40 anni l’Associazione di categoria Energia legno Svizzera gestisce un servizio professionale di informazione e consulenza e si impegna presso le autorità e gli organi decisionali in favore di un aumento dell’utilizzo del “calore dal bosco”. 

tio.ch

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Pubblicato da Debora De Carlo