Dove ci porteranno le nuove normative ambientali?

Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna fanno fronte all'inquinamento causato dal riscaldamento domestico imponendo nuovi divieti

Del documento varato da Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna Nuovo accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano ne abbiamo già parlato ieri, in occasione delle nuove norme anti-diesel. Oggi ci focalizziamo invece sulle restrizioni che riguardano i generatori di calore a biomassa legnosa e a pellet, dato che le quattro Regioni, gravemente colpite dall’inquinamento dell’aria causato soprattutto dal riscaldamento domestico, hanno deciso di imporre un giro di vite.

Combustione legnosa e a pellet: cosa sono
I generatori di calore a biomasse possono essere caminetti aperti, camini chiusi, inserti a legna, stufe a legna, cucine a legna, stufe ad accumulo, stufe, inserti e cucine a pellet, termostufe, e caldaie con alimentazione a pellet o a cippato.
 
Cosa cambia in Lombardia
Come per il diesel, anche qui Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna pur firmando un documento comune si sono mosse a macchia di leopardo. In Lombardia occorre fare riferimento al D.g.r. 18 settembre 2017 – n. X/7095. Secondo la delibera, dal 1 ottobre 2018, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, è consentito solo l’utilizzo di pellet “legale”, ovvero che rispetti le condizioni previste dall’Allegato X, Parte II, sezione 4, paragrafo 1, lettera d), parte V del decreto legislativo n. 152/2006, e che sia certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un Organismo di certificazione accreditato, da comprovare mediante la conservazione obbligatoria della documentazione pertinente da parte dell’utilizzatore.
Inoltre, sempre da oggi si dispone che i generatori di calore alimentati a biomassa legnosa possano essere mantenuti in esercizio se aventi prestazioni emissive non inferiori a: “due stelle”, almeno 3 per i gli apparecchi che saranno in esercizio dall’1.1.2020.
Le novità in Piemonte
Medesime restrizioni anche in Piemonte, dove, da oggi 1° ottobre 2018 sarà vietato installare generatori a biomassa legnosa con potenza nominale inferiore a 35 kW con classe di prestazione emissiva inferiore a “tre stelle”. Si ricorda inoltre, sebbene non sia strettamente d’attualità, che tale divieto subirà tra 12 mesi una ulteriore estensione: infatti, dal primo ottobre 2019 si potranno installare solo stufe a biomassa da “quattro stelle” in su e verrà vietato anche solo l’utilizzo di generatori con meno di tre stelle.
 
Il Gestore dei servizi energetici, si legge sul sito di Regione Piemonte, attraverso il Conto termico 2018, incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. In particolare, la sostituzione dei generatori di calore con generatori a biomassa di nuova generazione, con un contributo pari al 50% del costo.
 
Dal primo ottobre stop ai diesel Euro 3. Guida alla circolazione
La Regione ha dato mandato alle autorità competenti per gli accertamenti e le ispezioni in materia di impianti termici civili, di incrementare i controlli sugli impianti di combustione, con particolare attenzione ai sistemi di generazione maggiormente impattanti dal punto di vista delle emissioni in atmosfera (come le caldaie a gasolio), anche per aggiornare le informazioni presenti nel Catasto degli impianti termici. A tutto ciò si aggiunge il divieto di usare pellet non certificato. Per ogni altra informazione, può essere utile consultare il sito istituzionale.
Cosa si prevede in Veneto
Il Veneto con delibera n. 859 del 15 giugno 2018 ha previsto limiti per stufe e camini solo in caso di raggiungimento del livello di criticità “2”, che si attiva in caso di concentrazione media giornaliera di 100 microgrammi al metro cubo per 3 giorni consecutivi. Nell’agglomerato urbano in cui si è verificato il raggiungimento di tale livello di allerta e nei successivi 10 giorni è vietato l’uso degli apparecchi a biomassa di classe inferiore alle 4 stelle se nell’abitazione sono presenti altri impianti termici alimentati a gas (metano o gpl). Qui l’elenco degli impianti.
 
I divieti in Emilia Romagna
Medesimi cambiamenti anche in Emilia-Romagna dato che, come è noto, aderisce coi suoi Comuni al PAIR (Piano Aria Integrato Regionale). I generatori di calore a biomassa legnosa di stufe e caminetti per poter continuare a lavorare, in caso di superamento dei limiti delle emissioni ambientali nei Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, dovranno essere classificati almeno 2 stelle dal 2018 e almeno 3 stelle dal 2019. Mentre per le nuove installazioni, i generatori di calore dovranno essere almeno a 3 stelle dal 2018 e almeno a 4 stelle dal 2019.
 
Come verificare la classe del proprio generatore di calore a combustione
Per sapere il grado di classificazione del proprio caminetto o stufa a legna o a pellet, la miglior soluzione è quella di recuperare l’imballaggio o il libretto di istruzioni del prodotto. In alternativa, è possibile consultare il sito internet del produttore se si ricorda il nome del modello. Nel caso si possieda un generatore di calore che non è più in produzione e di cui non c’è certificazione bisogna verificare sulle caratteristiche tecniche i parametri relativi al Co e rendimento termico e confrontarli con la tabella 1 del  D.M. n. 186 del 07/11/2017
Infine, potete fare affidamento anche sul sito: http://www.certificazioneariapulita.it
 
 
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Pubblicato da Debora De Carlo