Colpo gobbo. In canna

Nel Belpaese abbiamo circa 11 milioni di ettari di superficie boschiva (35% del territorio). Inoltre l’Italia in trent’anni (1990-2020) ha incrementato il suo capitale arboreo di un milione di ettari. Niente male, ma si può fare di più. Il verde è fondamentale per il futuro delle generazioni a venire. Sostenibilità ed economia: la nostra (specie di questi tempi) ha bisogno di idee innovative per ripartire e per ridare linfa all’occupazione.
Abbiamo scritto linfa perché siamo sempre in zona legno, bosco, ambiente, pur discettando di imprenditoria. L’imprenditoria sostenibile, virtuosa e, perché no, dagli ottimi bilanci.

 

Torniamo nel bosco; quanti alberi? Neanche uno: la nostra è una foresta di canne. Sì, il bambù gigante, i cui “tronchi” possono raggiungere i 30 metri. Si fanno tante cose con il bambù, a cominciare dai germogli: utilizzati da secoli nella cucina asiatica, si possono utilizzare per ogni tipo di piatto, dall’antipasto al dessert. Ottimi anche per “panificare” (schiacciatine, focacce, taralli), per produrre formaggi e addirittura birra, liquori e… panettone!

Dalla tavola al tavolo. Ovvero a tutto ciò che si può realizzare con la canna del “gigante”: pavimenti, sedie, tavoli, coperture e – dalla fibra – scarpe, borse, cinture, vestiti, camicie… Poi la carta (ecofriendly al 100%) e soprattutto una plastica naturale e biodegradabile che può sostituire egregiamente quella tradizionale.

 

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