La provincia di Bolzano è un esempio virtuoso di come gestire la risorsa legno.

Se l’utilizzo virtuoso delle biomasse legnose è un'opportunità per creare sviluppo economico e occupazione, oltre che per stimolare la gestione sostenibile del patrimonio boschivo, i produttori di cippato della Provincia Autonoma di Bolzano rappresentano un interessante esempio di buone pratiche che rispondono a un duplice obiettivo: tutelare l'ecosistema e generare attività produttive e occupazione.

Qualità e sostenibilità

Con l’obiettivo di incrementare la trasparenza del mercato, le imprese Agro Forestali di Bolzano hanno intrapreso un percorso di qualificazione professionale, ottenendo l’attestazione di conformità di prodotti legnosi (pellet e cippato) immessi sul mercato .

Per certificato di qualità della biomassa, si intende il report, emesso dal laboratorio di analisi, che verifica e assicura che il cippato sia di classe A1, A2 o B, così come dichiarato dal produttore.

La gestione dei boschi

In Alto Adige, il bosco cresce ogni anno di 1,07 milioni di metri cubi, di questi solo 0,82 (meno del 77%) vengono tagliati. Se includiamo anche l’import e il legname da altre provenienze (agricoltura e manutenzione del verde dei parchi), la regione annualmente lavora 1,19 milioni di metri cubi di legname tondo che poi prende diverse destinazioni.

Al volume sopra riportato si aggiungono altri 1,33 milioni di metri cubi di legno già lavorato o semilavorato, che concorre quindi ad alimentare il settore dell’industria del legno di prima e seconda lavorazione (segherie e falegnamerie) per un totale di 2,52 milioni di metri cubi (1,19+1,33).

Dal taglio del bosco e dalla lavorazione del legname da parte dell’industria del legno, si ottengono degli scarti (cascami), che vengono destinati alla valorizzazione energetica, in impianti singoli o di teleriscaldamento. Annualmente vengono utilizzati circa 0,98 milioni di metri cubi di biomassa residuale, ovvero 833.000 tonnellate; di queste:

  • 443.000 tonnellate circa vengono destinate a impianti di teleriscaldamento (77 impianti di teleriscaldamento a biomassa su un totale di 82 in tutta la provincia);
  • 390.000 tonnellate circa vengono destinate a impianti privati (60% cippato, 40% legna) prevalentemente alberghi, strutture produttive, abitazioni.

Il valore generato

Tutta questa biomassa (legna, pellet e cippato) genera un controvalore economico di 60-65 milioni di euro.

Considerando che tale volume di biomassa produce, al netto dei rendimenti medi degli impianti (calcolati al 75% medio), 1.393.000 MWh di energia, applicando un prezzo di vendita (o di controvalore economico) di 85 €/MWh, si ottiene un valore annuo della produzione energetica di circa 118,4 milioni di € ogni anno, 60-65 dei quali da attribuire al valore del legno, la restante agli altri segmenti della filiera.

AIEL

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Scritto da Admin Admin