Bioenergy Europe illustra il ruolo della bioenergia per il futuro dell’Europa

La bioenergia – termine con cui si fa riferimento a tutti i tipi di energia derivati dalla conversione di fonti naturali e biologiche (denominate biomasse) disponibili su base rinnovabile – dà un contributo fondamentale alla riduzione delle emissioni di gas effetto serra e alla gestione sostenibile delle foreste, permettendo al contempo di raggiungere gli obiettivi della green economy europea.

L’ultima conferma arriva da una comunicazione diffusa in questi giorni da Bioenergy Europe, organizzazione internazionale senza scopo di lucro con sede a Bruxelles che riunisce più di 40 associazioni nazionali e 90 aziende del settore della bioenergia, oltre ad università e istituti di ricerca di tutta Europa.

Per raccontare in modo semplice ed efficace il potenziale offerto dalle bioenergie nella decarbonizzazione entro il 2050, Bioenergy Europe ha realizzato una pubblicazione dal titolo Bioenergy: A Renewable Energy Champion.

Secondo l’organizzazione, a cui aderisce anche AIEL, Associazione italiana energie agroforestali, che rappresenta le aziende italiane della filiera legno-energia, sono diversi gli ambiti in cui la bioenergia può aprire nuove importanti prospettive per l’Europa.

Oggi queste fonti energetiche rappresentano il 57% delle energie rinnovabili consumate in Europa. Il 70% viene utilizzato nel riscaldamento domestico (66 milioni di cittadini europei le utilizzano nelle loro abitazioni), il 15% per la produzione elettrica, il 15% come biocarburante per i trasporti.  È chiaro quindi che si tratta di un ‘campione’ che può contribuire a vincere sfide importanti. Ecco le principali.

Le bioenergie per il clima

Innanzitutto, un contributo importante riguarda il contrasto al cambiamento climatico, che deriva dalla possibilità di sfruttare una fonte energetica pulita e rinnovabile in grado di ridurre le emissioni di gas climalteranti (Coin particolare) e della sostenibilità connessa alle pratiche di gestione forestale sostenibile promosse dalla valorizzazione bioenergetica. Quando la biomassa proviene da foreste in cui gli stock di carbonio sono stabili o in aumento (nelle foreste europee è cresciuto del 23% negli ultimi 20 anni), le emissioni della bioenergia al momento della combustione sono compensate dalla crescita delle foreste in cui è stato prodotto il combustibile. La CO2 emessa con la combustione della biomassa è infatti pari alla quantità di anidride carbonica assorbita nella fase di crescita. Nel 2018, in Europa, l’uso della bioenergia ha consentito di risparmiare circa il 7% delle emissioni di gas effetto serra, paragonabili al totale delle emissioni di una nazione come la Spagna.

L’innovazione e la crescita della green economy

Da non sottovalutare inoltre gli ambiti dell’innovazione, grazie alle nuove soluzioni tecnologiche di apparecchi come stufe, caldaie o reti di teleriscaldamento, in grado di abbattere notevolmente le emissioni, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria come testimonia anche il Libro Bianco di AIEL sul riscaldamento domestico a biomassa legnosa. Secondo Bioenergy Europe, il settore della bioenergia genera circa 700 mila posti di lavoro diretti e indiretti, 50 mila imprese e un fatturato annuale stimato in 57.6 miliardi. Importante anche il peso per le economie locali, perché le bioenergie consentono a territori rurali e montani di sfruttare il patrimonio energetico insito nei loro territori, contribuendo a preservare l’autonomia energetica europea.

Per approfondire e conoscere tutte le potenzialità derivanti dall’uso della bioenergia scarica e leggi l’opuscolo sul sito di Bioenergy Europe.

AIEL