Sempre più persone negli ultimi anni scelgono il pellet per riscaldare la loro case durante l’inverno. Vediamo cosa spinge a fare questa scelta e quali sono gli aspetti positivi che derivano dall’utilizzo di questo biocombustibile. Innanzitutto bisogna chiarire che il pellet è un materiale del tutto naturale, assolutamente non nocivo, che si ottiene sottoponendo la segatura del legno ad alte pressioni. Il pellet è un ottimo combustibile che presenta notevoli vantaggi: oltre alla salvaguardia dell’ambiente e alla sua praticità, il pellet permette un notevole risparmio economico, rispetto ad altri combustibili come metano o gpl. Ed è su quest’ultimo aspetto che ci vogliamo concentrare: dove avviene la vendita del pellet, quindi dove è più conveniente acquistare, in che periodo dell’anno e quali sono i costi da sostenere.

Diverse aziende si dedicano alla vendita del pellet, per cui questo materiale è facilmente reperibile presso numerosi rivenditori.

Dalla grande distribuzione, ai brico, ai negozi di ferramenta, alle aziende che vendono prodotti per l’edilizia e la termoidraulica, da chi vende prodotti per l’agricoltura e per gli animali e perfino le pompe di benzina, oggi il pellet si vende davvero ovunque e questo si spiega con il primato che detiene il nostro Paese, primo al mondo nelle vendite di pellet per il mercato retail con 3,5 milioni di tonnellate nel 2018.

Seppur il negozio vicino casa possa sembrare la scelta più semplice, in termini economici può non risultare la soluzione più vantaggiosa. Per ottenere un notevole risparmio, è consigliabile acquistare il pellet tramite e-commerce (la vendita on-line), che oltre a un risparmio economico, permette di ricevere il prodotto direttamente a casa propria. On-line oramai è presente una larga varietà di offerta e, per esser certi di acquistare in modo sicuro e con un buon rapporto qualità/prezzo, è opportuno affidarsi a siti sicuri, con metodi di pagamento e spedizione garantiti. Il consiglio in questo caso è di dare un’occhiata ai feedback lasciati dai precedenti consumatori. Il cliente deve fare attenzione non solo alla certezza circa la disponibilità del prodotto, ma anche alla qualità del pellet. 

 

L’acquisto di pellet scadente infatti comporta una scarsa resa calorica oltre al rischio di danneggiare la stufa.Non è semplice calcolare quanto pellet è necessario acquistare per superare un’intera stagione invernale. Il pellet è venduto in sacchi da 15 kg (più raramente da 10 kg) e in media per il riscaldamento di un’abitazione ne servono circa 2,5 tons all’anno. Anche per questa ragione, seppur i singoli sacchi siano pratici e facili da trasportare, in termini di comodità, è preferibile affidarsi alla vendita on-line o comunque ad una vendita che fornisca il servizio di consegna a domicilio. Il pellet permette lunghi periodi di conservazione, per cui si possono acquistare anche notevoli quantità di prodotto, optando per l’acquisto di uno o più bancali (strutture portanti, ciascuna composta da 70/90 sacchi), piuttosto che dei singoli sacchi. L’acquisto del bancale permette di ridurre un i costi rispetto all’acquisto delle singole sacchette. Il prezzo di un singolo sacco si aggira tra i 5 e i 6 euro secondo la qualità del pellet e l’acquisto di maggiori quantità può permettere un certo risparmio. Nel caso in cui si acquistino grosse quantità di prodotto, per avere una buona conservazione per lunghi periodi di tempo, è consigliabile conservare il pellet acquistato in un luogo asciutto, lontano da fonti di umidità. Quest’ultima, infatti, peggiora parecchio la resa del pellet.

I costi del pellet variano in base al periodo in cui si decide di acquistarlo. Si distingue un periodo di cosiddetta offerta pre-stagionale, che va da aprile ad agosto/settembre, in cui la richiesta è minore e di conseguenza la vendita del pellet avviene a costi inferiori del 10 o del 20% rispetto al resto dell’anno. È quindi consigliabile muoversi per tempo e non ridursi ad acquistare il pellet in pieno inverno quando, senza alcun dubbio, la maggior richiesta fa sì che i prezzi di vendita siano più alti. Un’altra variabile che incide sui costi del pellet è se si decide di acquistare o meno un prodotto certificato. Un sacco da 15 kg non certificato può costare mediamente un euro meno di un sacco certificato, ma la certificazione è il modo migliore per esser certi della qualità del prodotto acquistato. La certificazione del pellet più diffusa in Italia è la ENplus, una certificazione che garantisce tutta la filiera del prodotto, dalle caratteristiche del prodotto in sé, quindi caratteristiche fisiche, chimiche ed energetiche, alla metodologia di trasporto e consegna. Un pellet certificato è certamente un prodotto di qualità. Il marchio ENplus individua tre differenti tipi di pellet con tre diversi livelli qualitativi: EN plus A1, consigliabile per il riscaldamento domestico, quindi soprattutto per le stufe; EN plus A2, usato per l’alimentazione delle caldaie; ed infine EN plus B, ad uso industriale. Il prezzo di un sacco di EN plus A1 si aggira intono ai 5,5/6 euro ma, come dicevamo, durante il periodo pre-stagionale, c’è una piccola diminuzione dei costi e lo stesso sacco può anche arrivare ad essere venduto a 5 euro. Occhio quindi all’etichetta presente sul pacco dove sono indicati tutti i parametri che servono ad indentificare un buon prodotto.

La certificazione è indubbiamente indice di qualità del pellet in vendita, al contrario invece della provenienza geografica. 

Il pellet austriaco è ritenuto come un prodotto migliore ma questo non è assolutamente vero. Non importa se il pellet in vendita sia italiano o provenga da altri paesi, ciò che conta maggiormente è appunto la certificazione.

Ed infine un consiglio per testare il pellet acquistato, è quello di immergerne una piccola quantità in una bacinella d’acqua. Se il pellet resta compatto e non si sbriciola o non resta a galla, avete acquistato un prodotto di buona qualità.

 

Scritto da: Caterina Scianna

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Pubblicato da Yuri Isoldi