Cosa offre il mercato sugli accendifuoco

Accendere un fuoco con qualche legnetto di fortuna e tanta buona volontà è una scena da film, nella vita quotidiana è indispensabile utilizzare degli strumenti pratici che permettano di snellire i tempi. La praticità è un prerequisito della quotidianità dove tutto corre veloce, compresa l’accensione del fuoco per il riscaldamento domestico. In questo articolo scopriremo quali sono gli accendifuoco più richiesti in commercio e quali possono essere i più adatti per le vostre esigenze.

Accendere il fuoco del camino è una gestualità antica, oggigiorno rimanda più alla condivisione di un momento che ad una vera e propria necessità, ma nonostante la piacevolezza dell’attimo, la praticità reclama la sua parte. C’è chi è molto abile ad accendere una bella fiamma con poco materiale a disposizione, per altri invece è una missione impossibile. Per approfondire come accendere il camino in poche e semplici mosse suggeriamo questo articolo, e per scoprire come snellire i tempi, consigliamo un accendifuoco, facile da usare, veloce e possibilmente bio.

accendifuocoChe cosa è un accendifuoco e quali tipologie troviamo in commercio?

Quando sentiamo parlare di accendifuoco si intende una sostanza o un preparato facilmente infiammabile che viene utilizzato per sviluppare la fiamma in un camino, in una brace o in altre strutture. Si tratta di prodotti di uso comune che possono essere facilmente reperibili in commercio in diverse tipologie. Particolarmente nota è la “Diavolina”, nata dall’idea di un imprenditore carrarese, Nilo Corsini, ma possiamo trovare anche altri prodotti allo stato solido come i cubetti o i bastoncini, oppure allo stato liquido, in schiuma o gel, o come aerosol con una percentuale dal 70 all'80% di cherosene e la restante parte di propellente più volatile.

Tra i più venduti sono i prodotti sintetici come i cubetti accendifuoco a base di petrolio. Nella norma, i prodotti in forma solida sono composti per il 40% da materiale combustibile come la carta da riciclo, la paglia o la segatura di legno; questi fungono da elemento assorbente per gli altri prodotti che costituiscono il composto, generalmente olii combustibili, resine (come per esempio la colofonia), grassi animali o vegetali, cherosene o paraffine liquide. Non sono usati per la produzione di accendifuoco, i solventi organici e le benzine che abbiano una certa volatilità.

L’alternativa consigliata a chi desidera alternare o sostituire un accendifuoco sintetico per l’accensione di caminetti o braci, sono i legnetti di legno tenero come l’abete rosso o di pino. Questi piccoli tronchetti non sono scarti di lavorazione ma sono di origine naturale e vengono essiccati al forno per una rapida accensione del fuoco.
Particolarmente indicate per camini, barbecue, stufe e altri focolari è anche la lana di accensione. Questo accenditore biologico è realizzato da funi di lana di legno (con provenienza da boschi certificati) imbevuti nella cera. Un’altra alternativa accendifuoco naturale ed efficace è la pigna di abete preparata manualmente con cera, ideale per accendere un fuoco in pochi secondi e in totale sicurezza in quanto non permette ritorno di fiamma.

In commercio troviamo altre proposte come il bioetanolo vegetale, ottenuto dalla fermentazione di biomasse o vegetali ad alto contenuto zuccherino, senza additivi chimici aggiunti, inodore ed incolore. Da considerare anche l’accendifuoco spray, con propellente CO2 totalmente inodore che permette di accendere in un istante carbonella e legna per camini, stufe e barbecue.

E’ bene ricordare che si sconsiglia di accendere il fuoco con qualsiasi carta da giornale, nonostante sia una pratica diffusa ed economica. Per quale ragione? I giornali infiammano con estrema facilità e sono sempre stati uno strumento pratico e accessibile a tutti ma sono da evitare perché durante la combustione l’inchiostro presente libera sostanze nocive.

E per chi ama la vita all’aria aperta? Tecniche alla boy scout a parte, chi pratica il campeggio conosce molto bene il classico acciarino tascabile. Questo piccolo strumento consiste in una piastra di metallo ruvida in acciaio temperato, che grattata contro una pietra focaia in magnesio o ferro-cerio genera scintille, l’esca per l’accensione del fuoco. Per accendere una bella fiamma in natura ci vuole un certo allenamento, in casa o all’esterno basta disporre degli strumenti giusti.

 

Scritto da: Elena Bitante per Biomassapp.

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Pubblicato da Antonella Marinelli