Durante l’inverno le giornate fredde e rigide sembrano durare più a lungo rispetto alle altre stagioni. Così, dopo aver affrontato gli impegni giornalieri appesantiti dal clima gelido della stagione, il rientro a casa è visto come una ricompensa meritata. E per migliorare questa ricompensa e regalare alla vostra abitazione un impianto funzionale e sofisticato non c’è nulla di meglio di un termocamino. Chi può dirsi immune dal fascino di vedere le fiamme di un focolare agitarsi tra ceppi di legna scoppiettante? Chi non vorrebbe lasciarsi trasportare dal romanticismo davanti al tepore di un camino? Chi poi non vorrebbe veder realizzate queste immagini magari assicurandosi una fonte di risparmio sui costi dei consumi domestici? Se vi riconoscete in questi desideri, il termocamino è la soluzione ideale.
 

Il termocamino: cos’è e come funziona

Lo scopo del termocamino, detto anche caminetto con scambiatore acqua, è quello di riscaldare gli ambienti di un’abitazione e, allo stesso tempo, mettere a disposizione acqua calda per i termosifoni, per l’impianto a pavimento. Inoltre, alcune tipologie di termocamini possono essere anche utilizzati per riscaldare l’acqua destinata al bagno e alla cucina. Si tratta di impianti efficienti e dall’alto contenuto tecnologico, ideali per fornire acqua calda alla propria casa servendosi soltanto di energia pulita tramite la combustione di legna da ardere e/o pellet.

Il termocamino è formato da una parte esterna e una interna, incassata e non visibile. La parte esterna è composta da sportelli in vetro termico resistenti a uno shock termico fino a 800° e dal rivestimento, facilmente adattabile ai più diversi stili di arredamento della vostra abitazione (i più gettonati sono i rivestimenti in maiolica e in acciaio). La parte interna è composta dalla camera di combustione e dal cassetto di carico se si sceglie il pellet come combustibile.

Per quanto riguarda l’installazione del termocamino, è possibile scegliere tra tre diversi tipi di inserto: a vetro frontale, bifacciale e angolare.

La potenza termica risultante dalla fase di combustione ha un duplice ruolo: da un lato è finalizzata a riscaldare l’ambiente in cui il termocamino è stato installato, garantendo così l’effetto di un vero e proprio camino senza disperdere calore grazie allo sportello di vetro termico; la restante potenza termica è invece canalizzata a fornire acqua calda ai radiatori degli altri ambienti domestici o è distribuita nei pannelli radianti del pavimento, nel caso ci si serva di un riscaldamento a pavimento. Allo stesso tempo, alcune tipologie di termocamini provvedono anche a riscaldare l’acqua sanitaria dell’intera abitazione: in questo modo l’acqua può sempre essere a disposizione alla temperatura desiderata.

Inoltre, il termocamino può essere facilmente collegato anche a impianti di riscaldamento già esistenti oppure essere integrato con pannelli solari, caldaie murali a gas e altro, così da poter usufruire di un sistema di impianti di riscaldamento di ultima generazione e ricavarne un consistente risparmio sulle bollette.

Una caratteristica importante da tenere in considerazione in fase di acquisto di un termocamino è la suddivisione della potenza: quanto più alta sarà la percentuale di energia trasmessa all’acqua, tanto più efficiente sarà il rendimento del vostro termocamino. In questo modo avrete sempre a disposizione la quantità necessaria di acqua calda per ogni esigenza domestica.
 

Quale combustibile scegliere per il termocamino

Decidere di quale combustibile servirsi per l’alimentazione del vostro termocamino dipende da diversi fattori, tra cui la tipologia della vostra abitazione, lo spazio disponibile e il gusto individuale.

Le biomasse energetiche maggiormente utilizzate sono senza dubbio la legna da ardere e il pellet. Vediamo i vantaggi e gli svantaggi che derivano dalla scelta di una rispetto all’altra.

La legna da ardere offre un piacere estetico ineguagliabile: le fiamme che si agitano tra i ciocchi brucianti, il profumo di legno che si diffonde nella casa sono qualità al cui fascino nessuno può dirsi immune. Inoltre, scegliere la legna come combustibile offre anche vantaggi in termini ecologici e economici: la legna da ardere in fase di combustione produce la medesima quantità di CO2 della legna lasciata a marcire nei boschi, e d’altro canto il risparmio economico rispetto a una caldaia a metano è estremamente conveniente.

Lo stoccaggio invece potrebbe rappresentare uno svantaggio: in assenza di ampie stanze o taverne e soffitte dove si potrebbe facilmente stoccare la legna, conservare la quantità necessaria per un’interna stagione risulta estremamente complicato e di conseguenza, a queste condizioni, è preferibile indirizzare la scelta verso il pellet. Un ulteriore svantaggio riguarda la necessità di innescare e regolare la fiamma manualmente.

Il pellet sopperisce proprio a questi svantaggi: disponibile a un costo relativamente basso, è facilmente stoccabile e dotato di un sistema di accensione programmata e regolabile attraverso un telecomando e, per i termocamini di ultimissima generazione, anche attraverso lo smartphone.

Tuttavia, la combustione del pellet secca l’aria più della legna da ardere e il termocamino richiede una maggiore manutenzione.

Per tutti coloro che scelgono il termocamino come impianto principale di riscaldamento, il termocamino alimentato a pellet rappresenta senza dubbio il sistema più efficiente.  

Esistono poi sul mercato termocamini policombustibili, progettati per essere alimentati con diverse biomasse sempre più economiche: nocciolino di sansa, cippato, gusci di nocciole e mandorle.

I vantaggi del termocamino sono molteplici: un sistema ecologico e economico che integra in se stesso il fascino senza tempo del focolare con un’innovazione tecnologica mirata all’efficienza e al risparmio.
 

Scritto da Jacopo Marenghi

 

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Pubblicato da Yuri Isoldi