Il focolare, simbolo arcaico di sicurezza e condivisione sin dalla notte dei tempi. Tornare al fuoco è una scelta primordiale o di innovazione? La stufa a legna è un archetipo del piacere domestico, si rifà al passato e si proietta al futuro grazie a tecnologie sempre più sofisticate e design ricercato. Le stufe a legna sono molto più che semplici complementi d’arredo adatti a chalet d’alta quota o a cottage shabby chic in campagna, sono una proposta di praticità e stile anche nei loft in città. Scopriamo quali sono, come funzionano e come sceglierle.

 

Per iniziare la ricerca della stufa a legna adatta alle nostre esigenze è bene fare un po’ di chiarezza tra stufe a legna e caminetti, a volte utilizzati come sinonimi. La prima differenza è legata alla resa termica, ossia la percentuale di calore che viene ceduto all’ambiente.Quello della stufe a legna è abbastanza elevato e varia dal 70% ad oltre il 90%, mentre quello dei caminetti può variare dal 25% al 30% se presentano una struttura aperta e del 65-75% per i termocamini (chiusi da un vetro resistente alle alte temperature, apribile o scorrevole). La seconda differenza è data dalla loro struttura. Nell’accezione classica le stufe sono svincolate dalle mura della casa e dispongono di canne fumarie di almeno 12- 15 cm di diametro (8 cm per quelle a pellet), mentre i camini sono inglobati nella struttura muraria e richiedono canne fumarie di grandi dimensioni, mai inferiore a 20 cm di diametro. E’ doveroso dar merito alla ricerca ingegneristica che negli ultimi anni propone soluzioni sempre più innovative. Oggi la tecnica suggerisce delle proposte ottimali e originali che danno voce anche all’estro dei designer. Esistono modelli di caminetti svincolati delle tradizionali collocazioni a parete, idee lineari e minimali pensate per case moderne che liberano gli “angoli camino” e si staccano anche dal pavimento per inedite concezioni domestiche, oltre l’immaginazione. Non mancano soluzioni strategiche come le stufe ad effetto camino inserite a parete in una boiserie, un trucco con un effetto “filomuro” estremamente raffinato.

Torniamo alle nostre stufe a legna, lascelta del modello è indubbiamente una questione di stile ma soprattutto di praticità. Ognuno fa riferimento alle proprie esigenze e dove è possibile posizionarla in casa tendendo sempre in considerazione la cubatura della stanza dove verrà collocata. Solo così è possibile orientarsi tra i vari modelli in commercio e stabilire la potenza del generatore di calore(kilowatt), che dipende dal volume totale da riscaldare, dal grado di isolamento e dalla posizione nella casa. Oltre al piacere visivo di un allegro focolare domestico, le stufe a legna sono una valida alternativa ai termosifoni per riscaldare rapidamente gli ambienti, anche le stanze ampie con soffitti alti e soppalcature.

Come funzionano le stufe a legna?

Questi sistemi di riscaldamento diffondono calore per irraggiamento e convezione. L’involucro si riscalda per combustione ed il calore è trasmesso attraverso le pareti che permettono l’irraggiamento nell’ambiente. La convezioneavviene naturalmente e può essere aumentata tramite un impianto di ventilazioneforzata. Questo sistemaaumenta il flusso delle correnti convettive che mettono in circolazione l’aria calda riscaldando gli ambienti della casa.

La stufa a legna è costituita da una camera di combustione, da una valvola che regola l’ingresso dell’aria, da un sistema di ventilazione e da una canna fumaria per l’evacuazione dei fumi di combustione. Il calore sviluppato nell’apposita camera durante la combustione della legna entra nella griglia (generalmente collocata nella parte sottostante)e viene propagato nell’ambiente grazie ad un sistema di ventilazione. Nella parte inferiore si trova il vano detto anche "cassetto", nel quale confluisce la cenere. Alcuni modelli predispongono il vetro ceramico resistente alle alte temperature nello sportello di apertura, mentre nella parte posteriore si trova il pannello riflettente, un elemento che contribuisce all’isolamento termico ma anche all’estetica. Infine la canna fumaria che collega la stufa a legna al cosiddetto "camino esterno" o comignolo per l’emissione del fumo. Uno degli elementi chiave delle stufe a legna è il principio della combustione controllata. Il funzionamento è estremamente semplice: dopo l’accensione del fuoco e la chiusura dello sportello, la regolazione dell’aria avviene dal portellino dell’aria primaria di combustione. Questo permette un tiraggio ottimale della canna fumaria consentendo al legno di bruciare a fiamma alta senza depositare fuliggine, tipica conseguenza di una combustione troppo lenta. L’aria comburente è misurata da una valvola che ne regola la quantità e consente di variare la produzione di calore secondo della necessità. L’autonomia della stufa a legna può variare dal modello, alcuni assicurano 24 ore di accensione, altri necessitano due carichi di legna al giorno (dipende anche dall’ampiezza degli ambienti da riscaldare). Quelle più innovative presentano un sistema di regolazione di accendimento, spegnimento e della fiamma con il quale è possibile automatizzare il riscaldamento senza supervisione costante e senza rischi.

 

La struttura delle stufe a legna è costituita principalmente in ghisa o in materiale refrattario per la loro capacità di conduzione e per loro resa termica. Anche il materiale di rivestimento ricopre un ruolo importante per la resa, non solo per l’estetica. La rosa di materiali presente in commercio è variegata. Oltre alla ghisa con le sue ottime prestazioni di accumulo ed irraggiamento del calore, troviamo il rivestimento in maiolica di argilla “refrattaria” o in ceramica, tra le più richieste per l’efficienza e per il dato estetico dei possibili decori che restano intatti alle alte temperature; il rivestimento in cotto o in mattone presenta ottime performance di riscaldamento e si distingue per lo stile rustico, perfetto per le abitazioni in campagna; il rivestimento in acciaio è una scelta minimal ed accattivante, adatto al gusto contemporaneo e indicato per chi desidera una manutenzione semplice. In ultimo, il rivestimento in pietra ollare è il più costoso sul mercato e le sue prestazioni sono eccellenti grazie alla capacità di accumulare il calore e di rilasciarlo negli ambienti in modo graduale. La scelta del materiale di rivestimento varia in base al prezzo, il costo di una stufa a legna può variare da 700 euro per un rivestimento in acciaio, ai 10.000 euro in pietra ollare.

La stufa a legna è un investimento più o meno impegnativo per la nostra casa ma si rivela una scelta economica nel lungo periodo. Permette di azzerare o diminuire considerevolmente i consumi di gas utilizzando quantità ragionevoli di legna. La sua installazione non solo permette di risparmiare sensibilmente sui consumi del combustibile ma si rivela anche una scelta ecologica. Le nuove tecnologie permettono di diminuire l’emissione di monossido di carbonio, di polveri e ceneri nell'ambiente. 

 

Scitto da: Elena Bittante

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Pubblicato da Gianclaudio Iannace