Scritto da Gianclaudio Iannace
 
L’Italia, lo sappiamo, è il primo consumatore di pellet “domestico” al mondo con 3,5 milioni di tonnellate all’anno, mentre, il primo consumatore in assoluto di pellet di legno è la Gran Bretagna con 4,5 milioni di tonnellate all’anno.
Tra i macchinari che determinano il consumo di pellet di legno tipo domestico, rientrano tutti quegli apparati che vengono installati in ambienti residenziali e che non si trovano solo in campagna o in montagna, ma anche nelle nostre città, dove economicità e la praticità del pellet di legno conquistano ogni anno nuovi utenti.
Nuovi impianti e sostituzione progressiva dei vecchi caminetti aperti, verso soluzioni più pulite, più efficienti e anche più sicure.
L’adozione di questi impianti consente, in sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento, l’utilizzo comunque delle strutture preesistenti atte a veicolare il riscaldamento o l’acqua calda sanitaria e questo elemento di flessibilità porta decine di migliaia di famiglie ogni anno a decidere, insieme a interessanti incentivi per l’acquisto, di cambiare i vecchi macchinari con nuovi che utilizzino pellet di legno.
Così come chiudere i caminetti con inserti e termocamini, consente di mantenere la magia del camino, ma di ricevere i vantaggi di un impianto efficace, pulito, ecologico e che può portare riscaldamento in tutta la casa ed, eventualmente, acqua sanitaria.
L’apparato più diffuso è la stufa, che produce calore diretto per irraggiamento e convenzione naturale o attraverso aria forzata diffondendo aria calda nei locali dove le stufe sono installate anche attraverso canalizzazioni che hanno il vantaggio di contenere la propagazione delle polveri all’interno degli ambienti riscaldati.
Si può inoltre portare questo riscaldamento anche nelle stanze adiacenti quella dove è posizionata la stufa ottenendo ancora maggiore efficienza energetica, magari affiancando anche la produzione di acqua calda sanitaria.
L’acqua calda sanitaria si può anche produrre in modo misto, attraverso l’uso, integrato alle stufe, di pannelli solari.
Gli impianti domestici per il riscaldamento possiamo dividerli in tre grandi categorie: stufe, inserti e termocamini.
Per installare questi impianti occorre sempre rivolgersi ad esperti che adeguino l’impianto alle specifiche tecniche e alla normativa.
Dove vengono installati questi impianti si deve prevedere la presenza di una presa d’aria che consente di compensare l’ossigeno che si consuma nella combustione.
La presa d’aria esterna non è indispensabile nel caso di sistemi di tipo ermetico, dove è previsto che l’aria per la combustione venga aspirata attraverso un condotto a tenuta stagna dell’esterno della abitazione.
In ogni caso tutti gli impianti devono disporre di un'adeguata uscita dei fumi di combustione, ovvero una canna fumaria anche questa disciplinata dalla normativa.
La diffusione degli impianti e la continua evoluzione della tecnologia ha portato ad una gestione attraverso un quadro di controllo collegato ad una scheda elettronica e sono dotati di software che ottimizzano il funzionamento dei macchinari.
L’utente può regolare potenza termica o gestire le temperature desiderate, nelle ore desiderate anche in remote (sempre più integrazioni con gli smart phone).
Chi voglia comprare questi impianti deve avere chiari alcuni aspetti:
Gli apparecchi devono essere dotati di marchio CE, gli unici ammessi alla distribuzione in Italia e in Europa.  La certificazione CE garantisce l’acquisto di stufe, inserti e termocamini ben funzionanti e soprattutto sicuri.
Leggere con attenzione le schede tecniche del prodotto prima di effettuare l’acquisto per comprendere se quella macchina è adatta a riscaldare la volumetria da riscaldare, con evidenti vantaggi di economicità gestionale (la macchina giusta per la tua casa).
Questi apparecchi se non vengono ben gestiti e manutenuti, seguendo le indicazioni del produttore, possono causare seri problemi alla salute delle persone e alla sicurezza delle persone. Vanno seguiti con scrupolo gli intervalli di manutenzione e questo va fatto da personale specializzato e che segua i corsi di aggiornamento dei produttori. Ci sono poi quelle regole di manutenzione che è l’utente che deve seguire: rimuovere spesso le ceneri, pulire il vetro di separazione dalla camera di combustione e la pulizia della canna fumaria.  Questo garantirà lunga vita all’impianto.
 

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Pubblicato da Maddalena Sofia