Scritto da Gianclaudio Iannace
 
Le stufe ad accumulo sono degli straordinari complementi di arredamento che coniugano bellezza, fascino della tradizione e concreta efficienza.
Molto diffuse da secoli soprattutto in montagna nei paesi di lingua tedesca, le stufe ad accumulo sembravano destinate a rimanere relegate, con l’avvento dei sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, come reliquie del passato.
E invece no, pur registrando un mercato di nicchia, la stufa ad accumulo trova i suoi estimatori e questo è stato possibile non solo per le straordinarie valenze estetiche di queste meravigliose stufe, ma anche per la loro efficienza termica, i bassi consumi e la relativa praticità d’uso.
Ci sono stufe ad accumulo che funzionano perfettamente con 200 anni di vita alle spalle e si tratta pertanto di una stufa che certamente ha un costo rilevante (una buona stufa ad accumulo inizia a costare 5000 euro) ma che potrà attraversare diverse generazioni!
Mutuando la parola tedesca la stufa ad accumulo è anche detta stube, che identificava il locale dove questa tipologia di stufe venivano impiantate e che ha poi dato origine al termine che si usa tutt’ora ovvero stufa.
Le stufe ad accumulo funzionano con il principio dell’irraggiamento e questo rende la distribuzione del calore particolarmente piacevole.
Una volta le stufe ad accumulo riscaldavano solo l’ambiente dove erano posizionate e per questo erano spesso a cavallo di due stanze, proprio per consentire a spazi ampi di fruire del riscaldamento.
Anche oggi le stufe ad accumulo, vengono alimentate a legna da ardere con piccoli carichi e, le altissime temperature, 850° - 1100°, raggiunte nella camera di combustione consentono di riscaldare per molte ore la casa.
Questa caratteristica della stufa ad accumulo si traduce in basso costo di combustibile e una alta efficienza (oggi si arriva al rendimenti termici anche superiori all’85%).
Usare poca legna da ardere in questo tipo di stufe significa avere lunghi intervalli di svuotamento delle ceneri, e alti rendimenti significano basse emissioni in termini di azoto, ossido di carbonio, zolfo e in generale polveri sottili, questo a tutto vantaggio dell’ambiente, argomento oggi particolarmente apprezzato.
Il residuo di ceneri, se si utilizza legna da ardere secca di buona qualità come legna di faggio o legna di conifera, può essere intorno all’1%.
legna da ardere
Quando pensiamo ad una stufa ad accumulo, ci vengono in mente le meravigliose stufe a maiolica dalle forme spesso originali.
Oggi le stufe ad accumulo sono realizzate, oltre che in ceramica, anche in altri materiali come ad esempio la pietra ollare, la ghisa, l’intonaco refrattario.
Vengono solitamente alimentate a legna da ardere e si tratta di stufe molto pesanti (almeno 1000 kg ma si arriva anche a 2000 kg) che talvolta vengono realizzate “sul posto” finendo per diventare l’elemento che caratterizza l’ambiente domestico.
Abbiamo detto che dobbiamo considerare la stufa ad accumulo un investimento a lungo termine, ma quali sono i costi di esercizio di queste stufe?
Se prendiamo in considerazione un impianto a metano non particolarmente innovativo (diciamo di classe B o C) il risparmio annuale arriva al 50% o addirittura al 60%.
Se invece consideriamo un impianto a gasolio o a GPL il risparmio può arrivare all’80%.
La caratteristica della stufa ad accumulo risiede nel particolare giro di fumi: la stufa viene riscaldata dalla combustione della legna da ardere e i fumi caldi passano attraverso i cosiddetti condotti fumari, cedendo calore al materiale di cui è composta la stufa, il calore accumulato viene ceduto dalla maiolica o dalla pietra ollare all’ambiente esterno riscaldando l’ambiente per irraggiamento.
Una volta erano i maestri fumisti che realizzavano le stufe ad accumulo: erano artigiani e artisti che riuscivano a valutare il fabbisogno termico e costruire la stufa più adatta alle esigenze del cliente.
Oggi ci sono aziende che realizzano delle stufe che riescono a coniugare efficienza e praticità, con una ottima resa termica.
Una volta queste stufe erano impianti a sé stanti, oggi invece è possibile canalizzare il calore e riscaldare tutta la casa o produrre acqua sanitaria.
Taluni costruttori, considerando che la stufa ad accumulo richiede comunque tempi lunghi per riscaldarsi e andare a regime, propongono dei modelli a funzionamento misto /ovvero che funzionano per irraggiamento ma anche per convenzione) e questo favorisce l’utilizzo per tempi brevi della stufa.
Inoltre l’ultima legge di bilancio prevede per le ristrutturazioni una detrazione pari al 50% e la stufa ad accumulo può essere oggetto di questo incentivo: in questo modo si possono dimezzare i tempi di ammortamento.
 
 

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Pubblicato da Debora De Carlo