Come funziona una stufa a pellet? Sul mercato è possibile trovare diversi tipi di stufe a pellet, ognuno con caratteristiche differenti ma tutti con un medesimo principio di funzionamento alla base: si brucia biomassa (pellet) per produrre calore da erogare negli ambienti domestici.
 
Come funziona una stufa a pellet
Dal serbatoio del combustibile una coclea raccoglie il pellet e lo lascia cadere in un piccolo focolare, dove un getto di aria forzato e regolabile proveniente dal basso assicura la giusta miscela combustibile/comburente e trasforma il braciere in una piccola forgia. Il calore prodotto dalla fiamma viene scambiato con l'aria di convezione, anch'essa forzata da uno o più ventilatori, attraverso un sistema di fasci tubieri ermeticamente separati da quello di combustione. I fumi residui sono poi espulsi da un ultimo ventilatore. L'accensione della fiamma è assicurata da una resistenza elettrica posta all'interno del braciere.
Ci si potrebbe chiedere perché venga usata una coclea per "pescare" il combustibile invece di limitarsi a farlo cadere nel braciere dall'alto. In realtà la coclea è il meccanismo "dosatore" del pellet: variando velocità e frequenza del suo movimento si può calcolare con sufficiente precisione quanto combustibile viene fornito al braciere per ogni unità di tempo, nozione indispensabile per poter regolare tutti gli altri parametri di funzionamento. Pochi modelli di stufe utilizzano un pistone orizzontale anziché la coclea, ma il principio è il medesimo.
Per ottimizzare il rateo di combustione e l'efficienza della stufa, occorre che l'afflusso di aria comburente, la velocità di espulsione dei fumi e quella dell'aria di convezione varino in accordo col variare della quantità di combustibile che viene fornito al braciere. Queste regolazioni, piuttosto complesse, sono affidate ad una centralina elettronica che è il "cuore" di ogni stufa a pellet e che regola anche la sicurezza della stufa: un pressostato segnala un eccesso di pressione in canna fumaria, segno di una probabile ostruzione, un sensore termico o luminoso controlla la presenza di fiamma nel braciere, avviando automaticamente la procedura di spegnimento in caso di "allarme".
La presenza di una centralina di controllo presenta altri vantaggi: accensione e spegnimento possono essere impostati in automatico e regolati su un termostato ambiente ed anche i modelli più economici consentono almeno la programmazione giornaliera/settimanale degli orari di accensione. In sostanza, per ogni giorno della settimana è possibile impostare orari diversi di accensione e durata del riscaldamento. Alcuni modelli più sofisticati possono essere collegati ad una centralina gps o ad un modem telefonico per consentire l'accensione a distanza, ideale per le seconde case (per lconsigli sull'installazione dell'impianto, vi consigliamo di leggere anche "Come installare una stufa a pellet senza commettere errori").
 
I modelli di stufa a pellet Idro
Nei modelli Idro lo scambio termico avviene con l'acqua anziché con l'aria. Per il resto il principio di funzionamento è il medesimo.
I bruciatori a pellet vengono distribuiti sotto forma di stufe, termostufe, camini e termocamini. Alcuni modelli, che sono però tra i più costosi, sono "policombustibile", possono cioè bruciare, oltre al pellet, altri combustibili vegetali, come chicchi di mais o scorze di noci o di mandorle, oltre alla stessa legna, lasciando all'utilizzatore la scelta del combustibile di volta in volta più conveniente.
 
Perché scegliere una stufa a pellet?
I combustibili per le stufe (ma anche per i barbecue e i caminetti) possono essere di natura liquida o solida. Solitamente, per il primo caso, i sistemi vengono alimentati autonomamente, poiché la composizione del carburante, consente un alloggiamento diretto, regolare e regolarizzato. Per i combustibili solidi, invece, ciò non è possibile, per cui la loro erogazione avviene manualmente. Nel caso specifico di una stufa a legna, quest'ultima viene aggiunta da parte del possessore, ogni qualvolta il sistema si trova in deficit.

stufa a pellet

I combustibili solidi, come nel caso della legna, impiegano meno dell'80% del loro rendimento e ciò è dovuto dal fatto che essi rimangono in contatto con l'aria comburente solamente per una parte, mentre l'altra rimane al di fuori, determinando uno spreco di aria inutile.
Il combustibile ideale per le stufe a legna consiste in un formato limitato, in grado di facilitare l'accensione e le procedure di riscaldamento; la dimensione della legna, seppur ridotta, tuttavia, non deve superare un certo limite, nel caso ad esempio della segatura, poiché ciò determinerebbe l'occlusione dei bruciatori, oltre che a richiedere una quantità superiore di legna sminuzzata.
Ecco che da questa basilare nozione di combustione nasce l'idea di pressurizzare la segatura, al fine di raggiungere il formato pellet, in grado di mettere insieme la rapidità e la praticità della segatura e la consistenza della legna.
Il pellet venne sperimentato durante gli anni '30 dello scorso secolo, ma ebbe il suo exploit solamente dopo la crisi petrolifera del '73. A causa dell'aumento del costo del petrolio si cercò un'alternativa meno onerosa e più ecologica: le stufe a pellet, nonostante richiedessero uno elevato sforzo economico iniziale, se paragonato alle altre tipologie di stufe, nel tempo, avrebbero concesso di rientrare nei costi e di preservare l'ambiente dall'inquinamento.
Dopo quarant'anni di esperienza, le stufe a pellet sono considerate un ottimo sistema di riscaldamento, economico, efficiente ed ecologico, preferito di gran lunga rispetto ai tradizionali dispositivi.
 
Pro e contro del riscaldamento  a pellet
Il vantaggio più evidente del pellet rispetto alla legna è la comodità. Il pellet è fornito in sacchetti sigillati di plastica da 15 kg, facili da trasportare, immagazzinare ed utilizzare. Il serbatoio della maggior parte delle stufe consente da 50 sino a 80 ore di funzionamento a regime minimo, raramente una stufa deve essere caricata più di una volta al giorno, spesso sono sufficienti un paio di cariche a settimana. L'accensione è automatica e comandata da un cronotermostato che regola automaticamente temperatura e tempi di riscaldamento, ottimizzando il consumo. Il pellet è quasi privo di umidità, quindi la combustione è pulita e completa, le canne fumarie si sporcano meno, il residuo di ceneri è minimo rispetto alle stufe a legna e l'efficienza mediamente più alta.
 
Lo svantaggio 
Le stufe a pellet costano mediamente il doppio rispetto ad una stufa a legna di pari potenza. Sono complessi meccanismi eletromeccanici ed elettronici che consigliano una installazione da parte di personale specializzato ed una manutenzione periodica simile a quella delle caldaie e gas. Come qualunque elettrodomestico sono nel tempo soggette a guasti e malfunzionamenti. Rispetto ad una stufa a pellet, una stufa a legna costa di meno, non contiene parti in movimento, non si rompe mai, funziona sempre, non richiede manutenzione specializzata.
Insomma, con una stufa a pellet si risparmia lavoro pagandolo con prezzi più alti e con la dipendenza dal combustibile e dalla manutenzione. Con una stufa a legna si guadagna  in indipendenza ed autonomia e si risparmia denaro,  ma al prezzo di molto più lavoro.
 

 

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Scritto da Maddalena Sofia