Scritto da Gianclaudio Iannace
 
Comprare una stufa o una caldaia in estate può essere un buon affare: i rivenditori sono disponibili a scontare i prodotti disponibili a magazzino prima della chiusura estiva e dell’inizio della stagione autunnale.
Prima di recarci da un rivenditore però, è sempre meglio chiarirsi un poco le idee ed evitare di decidere sotto la pressione di chi vende: per le nostre esigenze meglio una stufa o una caldaia, meglio a legna da ardere o a pellet e se decideremo per una stufa meglio una stufa a convenzione o una stufa ad accumulo (Per ulteriori approfondimenti leggere "Stufa ad accumulo: tradizione, design ed efficienza").
Naturalmente la decisione dipende dalle esigenze di ognuno, cercheremo però di dare qualche indicazione e quantomeno rappresentare i pro e i contro di ogni possibile alternativa tra stufa e caldaia.
Le stufe possono funzionare con il principio della convenzione o dell’irraggiamento.
Nelle stufe a convenzione l’energia riscalda l’aria che viene spostata nell’ambiente attraverso i ventilatori.
Le stufe a convenzione sono apparecchiature semplici e leggere, per cui con una limitata impiantistica, una assenza di fluidi di funzionamento e una possibilità, specie per quelle a pellet di un funzionamento automatizzato.
Le stufe a convenzione hanno la caratteristica di essere apparecchi con una bassa inerzia termica, ovvero riscaldano velocemente, ma, una volta, spente il calore va via rapidamente.
Le stufe a convenzione hanno molti vantaggi ma anche qualche problema: anzitutto, per quanto semplici e compatte, a differenza delle caldaie, occupano spazio all’interno delle abitazioni.
Inoltre le stufe a convenzione procurano il classico effetto “testa calda e piedi freddi” e la movimentazione dell’aria può dare fastidio a soggetti anziani o particolarmente sensibili.
Inoltre le ricariche, in particolare di pellet, sono piuttosto frequenti anche se la problematica può essere limitata dalla presenza di un serbatoio.
Le stufe ad accumulo o stufe a irraggiamento sono invece apparecchi molto più pesanti e costosi che funzionano appunto per irraggiamento: l’energia prodotta viene accumulata dalle superfici della stufa e successivamente rilasciata nell’ambiente.
Si tratta di stufe ad alta inerzia termica, impiegano molto tempo ad entrare in esercizio, ma, anche dopo spente, continuano a riscaldare l’ambiente per molte ore.
Sono poi disponibili apparecchi che hanno un funzionamento a convenzione e a irraggiamento come ad esempio le stufe-caminetto.
Anche in questo caso si ha assenza di fluidi di funzionamento, semplicità impiantistica (ma attenzione: le stufe a irraggiamento pesano molto e dovrete verificare la tenuta del vostro solaio prima di comprarne una), non determinano fastidiose movimentazioni di aria e non si avverte l’effetto piedi freddi e testa calda, perché il riscaldamento è più uniformemente distribuito.
Tra i difetti della stufa ad accumulo o a stufa ad irraggiamento, il peso elevato (si arriva facilmente a 2000 o 3000 kg), l’ingombro (decisamente maggiore rispetto alla stufa a convenzione) e la necessità di ricariche manuali (anche se in genere le ricariche sono minori rispetto alla stufa a convenzione).
Ma una possibilità è anche quella di scegliere una caldaia a biomassa.
In questo caso si dovrà preventivare una spesa maggiore e una maggiore complessità degli impianti.
Le caldaie come sappiamo vengono installate in un locale dedicato e comunque non all’interno della abitazione, ma la presenza di un fluido come l’acqua che fa da vettore, consente il trasporto del calore verso gli spazi da riscaldare.
Inoltre la caldaia, a differenza della maggior parte delle stufe che sono apparecchi più semplici, consente la produzione di acqua calda sanitaria e si sistemi di regolazione della temperatura o dei tempi di riscaldamento sono ampiamente automatizzati.
Tra gli svantaggi della scelta di una caldaia rispetto alla stufa a convenzione o ad una stufa a irraggiamento, sono da segnalare i maggiori costi e la necessità di disporre di un locale dedicato e idoneo.
A voi la scelta adesso!
 

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Pubblicato da Debora De Carlo