Avete appena messo via fiammiferi, palette e soffietti per accendere e ravvivare il fuoco nel caminetto di casa? Bene, le temperature sono in rialzo ed è tempo di pulire e dimenticare (almeno per qualche mese) il vostro termocamino o la vostra stufa a pellet. Ma attenzione, per l'acquisto e la vendita di legna da ardere potrebbe invece essere un ottimo periodo, essendo questa la stagione ideale per il taglio e l'essiccazione del legname. Se nell'articolo "Qualità e caratteristiche ottimali della legna per pizzeria" abbiamo trattato di quale sia la migliore legna per forno e per la pizza, oggi vogliamo darvi qualche consiglio sul tipo di combustibile più adatto ai termocamini e alle stufe.
 
Prima di mettervi alla ricerca di qualcuno che effettui vendita di legna da ardere, dovete capire qual è la tipologia più adatta alle vostre esigenze. Non tutti i tipi di legno, infatti,  sono uguali e adeguati per gli stessi utilizzi. La vostra scelta dovrà tenere conto di alcune caratteristiche fondamentali: durezza e potere calorifico, livello di manutenzione richiesto, quantità di fumo prodotto, qualità delle ceneri ottenute.
 
Durezza del legno
La durezza è una delle caratteristiche più importanti da tenere in considerazione quando ci si appresta ad un particolare utilizzo del legno. Che sia destinato a lavorazioni artigianali o industriali (ad esempio, fabbricazione di mobili o falegnameria) o che si abbia intenzione di utilizzarlo come combustibile, è indispensabile sapere quanto un determinato tipo di legname sia più o meno duro. A questo scopo, si ricorre al cosiddetto metodo Brinell, elaborato nel 1900 per la valutazione della durezza dei metalli e adottato per le prove sul legno soltanto negli anni Trenta: una sfera di acciaio (di solito della grandezza di 10mm di diametro) viene premuta su di una superficie legnosa, applicandovi un carico. A seconda delle dimensioni dell'impronta lasciata dal carico sulla superficie del legno, ne viene determinata la durezza.
Ai fini della vendita di legna da ardere, questa caratteristica viene presa in considerazione relativamente alla compattezza e al peso del combustibile. È possibile quindi distinguere tra legni duri e legni dolci. 
I legni duri sono più pesanti e quindi più compatti. Provengono da latifoglie come rovere, noce, faggio, olmo e quercia. I legni dolci, invece, sono più leggeri e ricavati generalmente da conifere o alberi sempreverdi come larice, abete, pino. Per un uso ottimale della legna nel termocamino o nella stufa, l'ideale è combinare una minima quantità di legname dolce con la restante parte di legname duro: infatti, mentre il primo tipo è adatto per accendere il fuoco, producendo una fiamma più vivace, il secondo tende a bruciare più lentamente e mantenere più a lungo il calore.
 
Resina
Quando si parla di legna da ardere, è possibile fare un'ulteriore distinzione tra legni resinosi e legni non resinosi. 
La resina è una sostanza di protezione con una composizione chimica molto varia; può presentarsi più o  meno  liquida, a seconda delle specie arboree. La sua caratteristica principale sta nel fatto che essa si secca e indurisce a contatto con l’ambiente esterno. Può essere prodotta spontaneamente dalla legna, oppure a causa di uno stress esterno come una ferita o l’attacco di un insetto, una muffa o un batterio. Quando avviene una lacerazione, si insinua nella ferita e la ripara. Pertanto, il legname tagliato e destinato a diventare combustibile per il termocamino contenere resina; le quantità sono variabili a seconda della tipologia di albero e bisogna tenerne conto nella vendita di legna da ardere.
I legni resinosi provengono sopratutto dalle conifere: bruciano molto più velocemente e producono un calore intenso ma meno regolare. Hanno bisogno di più elevata manutenzione, perchè richiedono di aggiustare la legna più frequentemente all'interno del caminetto. I legni non resinosi erogano calore in modo più costante e bruciano più lentamente. Richiedono una minore manutenzione e, grazie al maggior peso, un pezzo di legno non resinoso fornisce più calore di uno di dimensioni analoghe di legno resinoso.
 
Potere calorifico
Fondamentale per la qualità della legna da ardere è il potere calorifico, ovvero la quantità di calore sviluppato da un chilo di legname arso. Più precisamente, questo valore indica la quantità di energia termica che può venire ricavata nella combustione completa dell’unità di peso del combustibile. 

vendita di legna da ardere

Nel caso specifico, se l'essiccazione è avvenuta correttamente, non ci sono grandi differenze tra una specie arborea e l'altra. Il potere calorifico del legno, infatti, ha un rapporto inversamente proporzionale con il grado di umidità dello stesso; minore sarà il contenuto idrico del combustibile e maggiore sarà la sua capacità di produrre calore, e viceversa. 
Per avere un'idea generale del potere calorifico delle varie tipologie di combustibile legnoso, riportiamo i valori delle specie più utilizzate per la vendita di legna da ardere:
 
Potere calorifico
Abete 4600 Kcal/kg
Acero 4600 Kcal/kg
Betulla 4900 Kcal/kg
Faggio 4600 Kcal/kg
Frassino 5300 Kcal/kg
Larice 4000 Kcal/kg
Noce 4046 Kcal/kg
Pino 4900 Kcal/kg
Pioppo 4100 Kcal/kg
 
Fumo
Quando si parla di termocamino o stufa a legna, si deve tenere conto che la combustione del legno sprigiona del fumo, che può essere anche molto dannoso per la salute. Perciò è assolutamente indispensabile che nell’impianto domestico non venga utilizzata legna trattata, legname di scarto proveniente demolizioni e ristrutturazioni di edifici, quello costituito da imballaggi (bancali) o mobili di legno, la formica o il compensato, perché la combustione di questi materiali può liberare sostanze tossiche. 
Tuttavia, anche il più biologico e naturale dei combustibili, come può essere il legno non trattato, produce in minima parte emissioni indesiderate; è importante quindi adottare tutte le misure conosciute per cercare di ottenere un processo di combustione il più possibile completo, e quindi “ambientalmente sostenibile”. 
Nella buona combustione il fumo deve essere quasi invisibile: se si nota del fumo denso all’uscita del camino, di colore giallo o grigio scuro, c'è qualcosa che non va e occorre procedere alla verifica della materia prima utilizzata. Inoltre, dalla combustione della legna non si devono generare odori: se si sentono vuol dire che il processo sta formando sostanze nocive in quantità significative. 
Alcuni tipi di legna, per loro stessa natura, hanno una densità dei fumi minore rispetto ad altri e quindi risultano più idonei alla combustione nei caminetti di casa e alla vendita di legna da ardere. Essi sono la quercia, la betulla, il faggio, il frassino, la noce, il rovere.
 
Ceneri
Il legno, qualunque sia la sua origine, è costituito da una parte organica combustibile (la cui composizione chimica media è Carbonio 50%, Ossigeno 42,5%, Idrogeno 6,5%, Azoto 1%), da una parte minerale inerte, e dall’acqua. Le sostanze organiche, cioè le resine, i tannini ed i polimeri (cellulosa, emicellulosa e lignina), per azione della ossidazione ad alta temperatura durante la combustione, subiscono delle profonde modificazioni chimiche, liberando energia e producendo dei residui, che possono variare entro certi limiti. Il principale residuo della legna da ardere sono le ceneri.
Le ceneri costituiscono dal 2 al 3% della massa anidra del legno e sono il residuo della sua parte minerale (silicio, calcio, magnesio, potassio, acido fosforico, ecc.). Costituiscono un eccellente fertilizzante, e possono essere utilizzate ottimamente anche come detergente per i vetri ad alta resistenza termica delle stufe e degli inserti per caminetti. In effetti, un tempo erano utilizzate come costituente di saponi artigianali.
Tuttavia, molto spesso la cenere è ritenuta un rifiuto disagevole da maneggiare, di cui ci si può sbarazzare solo con difficoltà. Invece, essa non è un rifiuto, bensì un elemento prezioso che può apportare sostanze utili alle coltivazioni del giardino e dell’orto. 
Il metodo migliore per smaltire la cenere con profitto consiste nello spargerla sulle aiuole. Si può fare in ogni periodo dell’anno, con la precauzione di non esagerare nelle dosi. La cenere di legna contiene calcio dal 18 al 45%, fosforo dal 2 al 20% e potassio dal 5 al 35%: il fosforo sovrintende alla colorazione dei fiori e al sapore dei frutti assieme al potassio, utile soprattutto nella coltivazione di patate e pomodori. Nella cenere di legna troviamo anche diversi microelementi indispensabili alla salute dei vegetali, come magnesio, ferro, rame, boro. 
L’uso delle ceneri proveniente da legname da ardere, o dalla combustione del pellet, è consentito anche in agricoltura biologica. In ogni caso bisogna evitare quella prodotta dalla combustione di legnami verniciati o trattati con altri elementi chimici; la vendita di legna da ardere dovrebbe sempre essere orientata alla fornitura di materie prime naturali e non trattate.
 
Per concludere
La legna da ardere non è tutta uguale: c'è quella che scalda di più, quella che brucia prima, quella che sprigiona più fumo o che fa scintille. Tutto questo in base all'albero da cui è ottenuta. La legna migliore per calore sprigionato è quella di faggio, frassino, betulla e quercia, mentre castano, tiglio o pioppo hanno una qualità inferiore. 
 

legna da ardere

La stagionatura è particolarmente importante, ad esempio, nel caso del legno di castagno, un tipo di essenza molto pesante, spesso usata anche per costruzioni, ma molto economica come legna da ardere. Se non è stagionato in maniera corretta, il castagno produce molto fumo, scoppietta e sprigiona scintille, mentre se correttamente stagionato per un paio di anni non dà nessun problema. Il legno di faggio, invece, è particolarmente adatto da bruciare, visto il suo grande potere calorifico e il tempo piuttosto lungo che impiega ad ardere. 
Anche l'acacia è un legno duro che brucia lentamente, così come il legno di quercia, mentre il larice, pur essendo un discreto combustibile, tende a fare fumo e a sporcare la canna fumaria; è però adatto alla cottura delle carni, essendo aromatico. Il noce è invece un legno molto pregiato, ottimo come legna da ardere: quando brucia, inoltre, emana un aroma forte e intenso adatto per cuocere pane e dolci. 
 

 

Ti è piaciuto questo articolo? 

Ricevi gratuitamente le news direttamente al tuo indirizzo e-mail