Scritto da Gianclaudio Iannace
 
Il costo del riscaldamento è un argomento che suscita molto interesse, perché la bolletta energetica finisce per pesare in modo significativo sul bilancio delle famiglie. L’Italia è un fortissimo consumatore di pellet, per la maggior parte importato, e questo sistema di riscaldamento è oramai consolidato da anni. 
 
prezzo pellet*fonte AIEL
 
A questo ha certamente contribuito la relativa stabilità dei prezzi del pellet, e l’incremento anno dopo anno, della vendita di impianti riscaldamento a pellet (stufe, caldaie, etc). Per approfondire sui prezzi delle stufe a pellet, vi consigliamo di leggere il nostro precedente articolo "Costo delle stufe a pellet: prezzi e variabili in gioco".
 
stufe a pellet
*fonte AIEL
 
A pellet cominciano ad essere prodotte anche attrezzature per riscaldamento di esterni (funghi pirolitici) oramai accessibili anche a prezzi interessanti.
Usare il pellet è semplice, le stufe sono automatizzate e il costo del riscaldamento è prevedibile. Il processo di lavorazione del pellet è informato dal D. Lgs 152/2006, che prevede come il pellet debba essere ricavato da materia prima assolutamente vergine e senza sostanze chimiche, nè collanti, nè vernici. La segatura di legno viene essiccata e compattata meccanicamente.
La lignina contenuta naturalmente nel legno farà da collante e la compattazione del pellet gli conferisce, rispetto alla legna, un contenuto energetico molto più alto, a parità di volume. Un deciso passo avanti nella tutela del consumatore, che favorisce un acquisto consapevole del pellet, è la certificazione, ed in particolare quella più diffusa, ovvero la ENplus.
La certificazione risulta oggi quanto mai importante, in considerazione dell'attenzione al rispetto delle emissioni delle stufe: pellet certificato e moderni impianti di riscaldamento, anche questi rispettosi delle norme, possono certamente contribuire a risolvere il problema delle PM10.
Attenzione a verificare che il marchio ENplus  sia quello giusto, perché le frodi e l’uso improprio del marchio sono purtroppo molto diffusi. Devono essere presenti pertanto tutti i dati come nell’immagine di cui sotto.
Online sono disponibili siti accreditati dove è possibile verificare quali sono i produttori e i distributori certificati di pellet, oltre che eventuali revoche o sospensioni delle certificazioni autorizzate.
 
 
enplus a1
*fonte AIEL
 
Usare pellet certificato assicura fino a 4 volte una minore emissione di polveri sottili, rispetto al pellet non certificato.
 
Quale prezzo è giusto per il pellet?
L’offerta è ampia, l’unità di misura è la sacchetta da 15 kg, un packaging diventato oramai uno standard.  E naturalmente il prezzo varia anche secondo il periodo in cui si compra. Le aziende produttrici sono riuscite ad “allargare” i tempi di commercializzazione del pellet,  con l’offerta di prezzo cosiddetta prestagionale. Durante il periodo di offerta prestagionale del pellet, il prezzo del pellet può essere inferiore del 10-20%.
L’offerta prestagionale va da Aprile ad Agosto. Nel corso dell’anno i prezzi in genere possono variare da € 3,80 per prodotto non certificato, fino a superare € 5, per prodotti certificati.
Una variabile molto importante è quella della logistica; se il vostro rivenditore si trova in una Regione o in un‘area lontana da snodi logistici importanti, il prezzo può essere anche significativamente più alto. Abbiamo riscontrato, in Sardegna o in alcune isole come Ischia o l’Elba, prezzi superiori ai 6 euro per sacchetta.
 
Ma concretamente quanto si spende, anzi quanto si risparmia usando pellet?
Aiel ha svolto uno studio concreto in tal senso. Hanno preso in considerazione il riscaldamento di un appartamento di 100 mq, per il quale risultano necessari circa 12Mwh di energia all’anno.
 
Costi di riscaldamento di una caldaia per 100 mq
Confronto tra pellet, metano, gasolio, gpl
 
Tipo di caldaia Costo di riscaldamento Risparmio grazie al pellet
euro %
Caldaia a pellet € 780 - -
Caldaia a metano € 900 € 120 13%
Caldaia a gasolio € 1.584 € 804 51%
Caldaia a gpl € 2.796 € 2.016 72%
 
I risparmi sono piuttosto significativi.
E chi voglia comprare un impianto nuovo, in sostituzione di generatori alimentati a gasolio, olio combustibile e carbone, può ricevere, con  il Conto Termico o le detrazioni fiscali, un incentivo che può arrivare al 65% della spesa complessiva, prevedendo un maggiore incentivo quanto più basse sono le emissioni dell’impianto.
Insomma il risparmio c’è e continuerà ad esserci anche nei prossimi anni.
 

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Pubblicato da Maddalena Sofia