Scritto da Gianclaudio Iannace
 
In questo articolo affronteremo il tema delle caratteristiche del pellet e di come interpretare alcune informazioni o dati tecnici, contenute sulle buste di pellet che comprate per alimentare stufe e caldaie.
La qualità del pellet deriva da alcune sue caratteristiche fisiche e chimiche che ne caratterizzano le prestazioni energetiche e l'impatto ambientale.
La qualità del pellet è in buona parte condizionata dalle caratteristiche del materiale utilizzato e dalla sua variabilità.
Lo stesso tipo di legno può provenire, ad esempio, da foreste e essere utilizzato scortecciato, oppure da residui delle lavorazioni boschive o da segatura o da scarti dell'industria del mobile: pur da stessa essenza, il risultato sulla produzione del pellet potrà portare a prodotti dalle diverse prestazioni, poiché ognuna delle diverse matrici possiede diverse caratteristiche fisiche e chimiche.
Questo aspetto diventa ancora più evidente quando si analizzano le caratteristiche dell'agripellet, per il quale l'utilizzo di materie prime residuali rende il prodotto finale difficile da stabilizzare nelle sue caratteristiche prestazionali.

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La qualità del pellet varia anche in funzione del processo di pellettizzazione.
Differenze di impianti e di processi possono determinare forti differenze sulle caratteristiche del pellet stesso. Ad esempio, prevedere o meno la scortecciatura dei tronchi, cambia di molto la qualità del pellet.
Alla luce di tutte queste variabili, che possono determinare pellet di qualità molto diverse l'una dall'altra, ci si è posti l'obiettivo della certificazione, elemento di garanzia a tutela del consumatore (per approfondire, rimandiamo al nostro precedente articolo "Certificazione del pellet: ENplus, DINplus, Önorm, Pellet Gold").
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Torniamo sul tema della qualità del pellet. Il pellet viene prodotto attraverso l'utilizzo di biomasse solide legnocellulosiche con l'eventuale integrazione di prodotti densificanti.
Le biomasse legnocellulosiche sono costituite per la massima parte da emicellulosa, cellulosa e lignina. Possono essere presenti, anche se in minima parte, altri composti che possono influenzare le caratteristiche del pellet.
Nelle conifere, per esempio, la resina che è ricca di carbonio e idrogeno e povera di ossigeno, determina un leggero incremento del contenuto energetico.
Va anche considerato che la biomassa, utilizzata per la produzione del pellet, contiene anche una componente inorganica che non partecipa alla produzione dell'energia. Questa componente sono le ceneri e la sua presenza condiziona la qualità del pellet. La quantità di ceneri è particolarmente elevata nella corteccia e la sua presenza impedisce quasi certamente il raggiungimento della soglia massima di ceneri tollerata ad esempio nella certificazione ENplus A1.
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Entriamo ora nel dettaglio delle caratteristiche che condizionano i comportamenti del pellet in combustione. Anzitutto il formato del pellet.
 
Dimensione del pellet
Una delle caratteristiche positive del pellet di qualità è la sua uniformità dimensionale che, oltre a facilitare il sistema di alimentazione, ne determina la migliore combustione.
Pellet di dimensioni più elevate, per maggiore lunghezza e larghezza, determinano tempi di combustione più lunghi e questo finisce per condizionare il comportamento degli impianti  e le rese energetiche.
I produttori di stufe e caldaie danno infatti indicazioni precise sulla dimensione del pellet ottimale (in genere, diametro 6 mm e lunghezza 10/40 mm). 
Si possono tuttavia utilizzare pellet di maggiore dimensione per i grandi impianti.
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Umidità del pellet
Il contenuto di umidità misura la quantità di acqua presente nel pellet. In genere, l'umidità del pellet è inferiore al 10%. L'umidità condiziona il comportamento energetico del pellet.
Più umidità significa più acqua e più acqua determina una minore presenza della massa secca e conseguentemente minore energia generata in combustione. C'è poi da considerare che l'acqua presente nel pellet evapora in combustione, sottraendo calore e determinando minore efficienza dell'impianto energetico.
Quando invece il contenuto di umidità è basso, il pellet offre alte prestazioni energetiche e una maggiore densità energetica, ovvero il volume occupato dal pellet contiene più energia con vantaggio nello stoccaggio e nella logistica.
Inoltre, una bassa presenza di umidità determina una minore possibilità di aggressioni da parte di microrganismi, che potrebbero contribuire a decomporre il pellet. 
Nel prossimo articolo continueremo a parlare della qualità del pellet ed in particolare affronteremo il tema delle ceneri, del potere calorifico, della durabilità meccanica e dei parametri chimici.
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Pubblicato da Maddalena Sofia