Scritto da Gianclaudio Iannace
 
Contenuto in ceneri
Quando leggete sulla busta di pellet "Ceneri xy%", si intende la percentuale in peso della componente inorganica del pellet, le ceneri appunto.
Le ceneri non contribuiscono alla produzione di energia durante la combustione e, pertanto, rimangono come materiale solido al termine della combustione stessa.
Per questo è auspicabile che il contenuto delle ceneri sia il più basso possibile, vuoi per ridurre il fastidio di svuotare il contenitore dalle ceneri, vuoi perchè minore è il contenuto di ceneri (e questo vale anche per l’umidità naturalmente, di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo "Qualità del pellet: variabili in gioco, dimensioni e umidità") più energia utile avrete comprato.
pellet prezzo
C'è inoltre la possibilità che si formino depositi di ceneri volatili sulle superfici interne dell'impianto con la necessità di fermare l'impianto e ripulirlo internamente e questo certamente può portare anche a maggiori spese di manutenzione.
Inoltre, con le elevate temperature che si producono in combustione, parte di queste ceneri possono volatilizzare, contribuendo alla formazione delle polveri sottili.
Ma di cosa sono fatte le ceneri?
In genere, sono costituite da silicati, ossidi di sodio, sali di sodio, potassio, calcio, carbonati di magnesio, solfati, cloruri.
Nelle piante, questi componenti vengono assorbiti dalle piante stesse attraverso le radici e variano a secondo le caratteristiche del terreno.
Anche il comportamento di questi elementi chimici in combustione varia da elemento a elemento.
Sodio, potassio e fosforo tendono a fondere a bassa temperatura, causando problematiche agli impianti (si formano delle masse dure e spugnose attraverso un processo di clickerizzazione). 
stufa a pellet
Più in generale, le ceneri da biomasse legnose fondono a temperature più alte, mentre quelle da biomasse erbacee o da rami più sottili, hanno punti di fusione più bassi. Parliamo di basse temperature di fusione quando queste si attestano sotto i 1000°C.
Per quanto riguarda le ceneri contenute nel pellet, queste variano anche secondo il materiale che viene utilizzato: biomasse senza corteccia possono stare sotto lo 0,7% di ceneri. Lo stesso risultato si può ottenere anche utilizzando segatura di segherie.
Molto più alte le ceneri quando si utilizza legna da short rotation (pioppo o salice ad esempio), utilizzando le quali si possono avere ceneri tra 1,5% e 4%.
Utilizzando alcune biomasse erbacee, le percentuali di ceneri possono essere anche più alte (paglia 5,5 – 9%; sansa 7 – 11%; vinaccia 6,5 – 9%).
I costruttori raccomandano, soprattutto per i piccoli impianti domestici, quindi stufe e termocamini, di utilizzare pellet a basso contenuto di ceneri, ed è bene attenersi alle loro indicazioni.
 
Potere calorifico
Il potere calorifico indica la capacità di un combustibile di liberare energia da una completa combustione. L'unità di misura è il J/g.
Nel mercato delle biomasse energetiche, e nel pellet in particolare, si utilizzano anche kcal/kg o il kwh/kg.
Per rendere più semplice la comprensione, qui sotto una tabella di conversione:
 
 
  kcal/kg Kj/kg Kwh/kg
1 kcal/kg 1 4,19 0,0016
1 kj/kg 0,24 1 0,000278
1 kwh/kg 859,85 3600 1
 
Il potere calorifico si distingue in superiore e inferiore. Quello superiore è un valore misurato in laboratorio attraverso uno strumento chiamato "calorimetro".
La misura si basa sulla combustione completa della biomassa in un sistema chiuso: in questo sistema chiuso, l'acqua rimane all'interno del calorimetro.
Quando invece la combustione avviene in un sistema aperto, come una stufa o un camino, l'acqua si trasforma in vapore acqueo e pertanto l'energia disponibile  a seguito della combustione è minore rispetto a quella misurata con il calorimetro: in questo secondo caso, si parla di potere calorifico inferiore.
stufa a legna
Le specifiche tecniche applicate al pellet, chiedono di indicare il dato del potere calorifico inferiore espresso sul prodotto tal quale, cioè considerando il suo contenuto di umidità (potere calorifico netto).
Come abbiamo già detto, il potere calorifico può variare in funzione della presenza di sostanze quali resine e olii che aumentano il potere calorifico inferiore.
 
Massa volumica
La massa volumica (espressa in kg/m3) è la massa di una biomassa contenuta in un'unità di volume.
La massa volumica varia secondo la dimensione del pellet.
Per il pellet, i valori di massa volumica non devono essere inferiori a 600 kg/m3.
È apprezzabile che questo valore sia il più alto possibile per ottenere una maggiore densità energetica e pertanto ottenere vantaggi di stoccaggio e di trasporto.
Nel prossimo articolo durabilità meccanica, parametri chimici e additivi.  
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Pubblicato da Maddalena Sofia