Termocamini, stufe e caldaie: quali possono utilizzare il nocciolino di sansa?

 

Il nocciolino di sansa è un biocombustibile naturale, rinnovabile, e di facile impiego che sta prendendo sempre più spazio nel mercato italiano a discapito di soluzioni più tradizionali (vedi Potere Calorifico del nocciolino di sansa v/s potere calorifico del pellet di legno: chi vince? e Conviene davvero utilizzare il nocciolino di sansa al posto del pellet? Pro e contro).

Il nocciolino di sansa è un sottoprodotto derivante dalla lavorazione delle olive costituito esclusivamente dagli scarti del solo nocciolo dell’oliva, con un contenuto idrico che può oscillare dal' 8 al 12%, con una granulometria è inferiore ai 5 mm e dall’alto potere calorifico (4900 Kcal/kg circa).  Le sue caratteristiche dunque non possono passare inosservante sia a livello locale, né tantomeno a livello internazionale (vedi Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 inerente le Norme in materia ambientale oppure la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili ed infine il  Decreto 23 giugno 2016 per l’Incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico).

Per gli amanti dei biocombustibili il nocciolino di sansa dunque si presenta come una soluzione efficiente ed economica per il riscaldamento domestico. In questo breve articolo prenderemo in considerazione la maniera ottimale per utilizzare il nocciolino di sansa nei nostri impianti domestici, e cercheremo di fornire per quanto possibile una panoramica delle soluzioni a nostra disposizione.

 

Impianti a policombustibile

Per prima cosa che è bene specificare per tutti coloro che decidono di avvicinarsi a questo tipo di biocombustibile è che le opzioni a nostra disposizione per il suo impiego sono molteplici. Nonostante questo sul mercato ad oggi non è disponibile nessun tipo di impianto per il riscaldamento domestico ideato esclusivamente per il nocciolino di sansa. Sebbene questa possa sembrare una contraddizione in realtà non lo è. Il nocciolino di sansa infatti può essere impiegato in tutti gli impianti a policombustibile presenti sul mercato, i quali rendono questo tipo di prodotto ancora più versatile andando non solo a sfruttare a pieno le sue caratteristiche, ma utilizzandole anche come integrazione migliorativa per altri tipi di biocombustibile (Che cos’è il nocciolino? E come usarlo per il riscaldamento di casa?). In questa istanza prenderemo in considerazione tre soluzioni per il riscaldamento domestico; termocamini, stufe e caldaie a policombustibile.

Sia stufe che termocamini a policombustibile presentano varie similitudini che li rendono due tipi di impianti versatili, di facile utilizzo ed intercambiabili tra di loro. Questo è il caso soprattutto per quello che riguarda la loro installazione nell’abitato. Per entrambe queste soluzioni infatti è possibile sfruttare il preesistente sistema centralizzato di riscaldamento, allacciando sia il termocamino che la stufa a termosifoni, canne fumarie e vecchi condotti di ventilazione nel caso in cui necessitassimo di un sistema di canalizzazione per una migliore areazione dell’ambiente domestico. Oltre al processo di installazione le similitudini tra termocamino e stufa a policombustibile possono essere trovate anche nel processo di funzionamento. In entrambi i casi infatti le componenti dell’impianto possono risultare molto simili tra di loro. Queste comprendono un serbatoio per la produzione di acqua calda sanitaria, un sistema di caricamento automatico che garantisce la continuità nel tempo del processo di combustione ed infine una centralina di comando che consente di gestire elettronicamente le varie funzioni dell’impianto Ovviamente il mercato è vasto ed i modelli variano tra di loro soprattutto a seconda della potenza richiesta e dell’impiego che ne vogliamo fare (per approfondire vedi Termocamino a legna o termocamino a pellet o nocciolino? cosa scegliere? e Per Natale...regalatevi una stufa policombustibile!).

Anche per quello che riguarda la caldaia a policombustibile è possibile fare riferimento alle caratteristiche sopraelencate per il termocamino e la stufa a policombustibile. A queste però è necessario fare delle aggiunte. Le caldaia infatti sono impianti più complessi rispetto ai camini e alle stufe. Per chi decide di optare per una caldaia a policombustibile per impiegare il proprio nocciolino di sansa la caratteristica di spicco è la possibilità di avere un rendimento fino al 90% superiore rispetto alle classiche caldaie a combustibili fossili. Queste ultime però, a differenza delle caldaie a policombustibile richiedono meno manutenzione. L’alimentazione della caldaia a policombustibile infatti ad esempio deve necessariamente essere effettuata a mano così come la pulizia mensile degli scambiatori. Anche le dimensioni sono più ingombranti rispetto ad una caldaia tradizionale. La caldaia a policombustibile infatti è collegata ad un silos che funge da serbatoio per il nostro nocciolino di sansa il quale è collegato direttamente alla bocca di carico. L’installazione di una caldaia a policombustibile dunque non è solamente un’operazione più complessa, ma richiede oltretutto un apposito spazio (idealmente posizionato all’esterno del nucleo abitato) sia per l’ingombro della caldaia stessa che per lo stoccaggio del nostro nocciolino di sansa o di qualsiasi altro tipo di biocombustibile (vedi Caldaia a pellet o caldaia a biomassa? Conviene davvero spendere di più e Caldaia a nocciolino: ecologia e risparmio garantiti).

 

Conclusione

Come abbiamo visto il nocciolino di sansa è una soluzione ideale per tutti coloro che decidono di tagliare i costi della bolletta senza rinunciare alle prestazioni. In ogni caso l’impiego del nocciolino di sansa per riscaldare il nostro abitato verge verso gli impianti a policombustibile, come stufe, termocamini e caldaie. Gli impianti a policombustibile sono ideati appositamente per bruciare diverse tipologie di biomassa sfruttandone al massimo le caratteristiche e lasciando allo stesso tempo una maggiore libertà d’azione all’utente finale. Questo può risultare allo stesso tempo un vantaggio per chi è in grado di miscelare i vari tipi di biocombustibile per ricavarne la massima resa, che uno svantaggio per le stesse medesime ragioni. Una maggiore libertà d’azione infatti implica anche maggiore probabilità di compromettere le caratteristiche dei singoli prodotti. Nonostante questo niente vieta di dedicarsi esclusivamente all’utilizzo di un biocombustibile in questi impianti, come può essere appunto il nocciolino di sansa. Se fino ad ora abbiamo elencato i maggiori vantaggi degli impianti a policombustibile, è necessario ora prendere in considerazione anche alcuni degli svantaggi. Tra questi vi è indubbiamente il prezzo. Tutti gli impianti a policombustibile infatti hanno un costo d’acquisto che è minimo due volte il prezzo di un impianto tradizionale. Sono impianti dunque non idonei per chi vuole sperimentare, ma sono invece investimenti a lungo termine che vengano ripagati nel tempo sia per quello che riguarda il risparmio in bolletta che il prezzo del biocombustibile (il nocciolino di sansa oscilla dai 12 ai 28 euro circa al quintale). Per approfondire si rimanda a In quali impianti di riscaldamento si può utilizzare il nocciolino di sansa? e In che casi e in quali impianti si può utilizzare la sansa.

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

 

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Pubblicato da Antonella Marinelli