Delle olive non si butta niente! Una bella massima per la logica del riciclo consapevole e per l’ottimizzazione del prezioso materiale di scarto. Le olive, dopo la raccolta, vengono sottoposte al processo di spremitura, una lavorazione meccanica che non prevede l’utilizzo di additivi né sostanze chimiche aggiuntive per ottenere l’olio di oliva. Da questa lavorazione rimangono due sottoprodotti, le acque di vegetazione e la sansa vergine, un “rifiuto prezioso”. Dalla centrifugazione della sansa vergine, attraverso un macchinario che si chiama separatore, si ottiene il nocciolino di sansa vergine. Quest’ultimo è un ottimo combustibile, ecologico ed utilizzabile negli impianti a biomasse. Lo conferma il decreto MiSE 23 giugno 2016, che va a recepire per l’Italia la direttiva 2009/28/CE. Tra le ultime novità relative alla filiera oleicola per l’utilizzo del nocciolino di sansa citiamo il Decreto Rinnovabili 2018 il quale stabilisce il principio del “food first. Questo testo normativo indica la priorità dell’utilizzo della sansa per scopi alimentari ma conferma la legittimità dell’uso energetico della materia prima negli impianti a biomasse e a biogas. Un duplice utilizzo che riporta in auge il ruolo dei sansifici e la valorizzazione dei sottoprodotti provenienti dalla lavorazione delle olive.

 

Il nocciolino di sansa vergine viene considerato un biocombustibile ottimale, una risorsa pulita per la salvaguardia dell’ambiente, ma in quali impianti è possibile utilizzarlo? Questo prodotto può essere usato al posto di altre biomasse per il riscaldamento domestico nelle stufe, nei termocamini, nelle caldaie per riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria e nei forni laddove gli impianti siano compatibili con il suo utilizzo. 

Perché scegliere il nocciolino di sansa vergine rispetto ad altre biomasse? Il principale aspetto da tenere in considerazione è il buon potere calorifico generato dalla sua combustione: il valore con umidità < 6% conta 4.800 kcal/kg e > 10% conta 4.100 kcal/kg. Un ulteriore vantaggio è il costo, inferiore rispetto a quello del pellet. Il nocciolino è un combustibile ideale per l’uso domestico in quanto è pulito, senza cattivi odori e pratico in quanto ha una elevata densità specifica e conseguentemente minori costi di trasporto e di stoccaggio anche rispetto al pellet. Un altro valore aggiunto è la capacità di incamerare poca umidità, di conseguenza ammuffisce raramente e non subisce trasformazioni meccaniche nella forma. Per quanto riguarda la manutenzione di un sistema alimentato a nocciolino di sansa vergine, è necessaria una pulizia settimanale che deve essere effettuata manualmente ma molto velocemente in quanto questo prodotto non subisce trattamenti chimici ed è composto totalmente da elementi naturali dunque non lascia residui ostici da rimuovere.

 

 

 

 

Nocciolino di sansa vergine, sansa esausta e nocciolino di sansa esausta ma qual è la differenza?

 

Si tende a fare spesso confusione tra questi combustibili. La sansa vergine che viene sottoposta al separatore crea il nocciolino di sansa vergine per azione meccanica, senza alcuna aggiunta di additivi chimici, mentre dalla sansa vergine che viene lavorata con l'utilizzo di alcuni prodotti chimici e temperature elevate, si ottiene l’olio di sansa e la sansa esausta la quale può essere sottoposta ad ulteriori lavorazioni. Attraverso un processo di lavaggio e di ventilazione/polverizzazione si ottiene infatti il nocciolino di sansa esausta

La sansa esausta è un ottimo combustibile, adatto per grandi impianti di combustione industriale, dotati di sistemi di filtraggio dei fumi, dei cattivi odori emanati dalla combustione e di apparati per la rimozione delle ceneri. Nei cementifici per esempio è molto richiesto per alimentare gli impianti di riscaldamento. Meno indicata per l’utilizzo nelle piccole caldaie domestiche perché può causare problemi di accensione, emissione di cattivi odori, intasamento degli scambiatori e della canna fumaria. L’utilizzo del nocciolino di sansa esausta, è invece indicato per gli impianti di riscaldamento domestico; è un ottimo combustibile, rispetto al nocciolino di sansa vergine contiene una minore percentuale di umidità e si distingue facilmente per il colore più scuro. 

Per approfondire la conoscenza tra le tipologie di nocciolino e dei loro utilizzi, suggeriamo gli articoli: “Nocciolino di sansa esausta e nocciolino di sansa vergine: che differenza c’è”, “Nocciolino di sansa vergine e nocciolino di sansa esausta: quali utilizzi

 

Il nocciolino di sansa vergine, la sansa esausta e il nocciolino di sansa esausto quanto vengono richiesti rispetto ad altre biomasse? Il loro mercato è in ascesa sia in ambito domestico che in quello industriale. Bisogna sottolineare che la produzione italiana di olive in questi ultimi anni non riesce a soddisfare questa domanda in crescita: l’ulivo è un albero con alterne produzioni e non aiutano le varie problematiche legate al clima e alle epidemie, in primis alla Xylella, responsabile del calo di produzione degli ulivi della regione Puglia. Questa triste dinamica ha incentivato e aumentato l’esportazione della materia prima dai paesi stranieri supportando un’offerta idonea ad una domanda in crescita. Al primo posto la Spagna, a seguire la Tunisia, il Marocco, la Grecia, l’Algeria e l’Egitto. Quest’ultimo Paese degno di nota, tra i favoriti per il costo in calo dei noli.

 

 

Scritto da Elena Bittante

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Pubblicato da GIANCLAUDIO IANNACE