Carbone vegetale: per ogni utilizzo un tipo diverso 

 

Il barbecue è una tradizione delle giornate di festa ma anche un’occasione per condividere del tempo con amici e parenti all’aria aperta, soprattutto in questi ultimi sprazzi di estate prima del freddo invernale. Per cucinare una grigliata perfetta è possibile utilizzare biocombustibili differenti, nel nostro blog abbiamo parlato dell’uso della legna e dell’accensione del barbecue con il carbone vegetale, con i bricchetti tradizionali e quelli di sottoprodotti come il nocciolino di sansa, sempre più richiesti dai consumatori. In questo articolo ritorneremo sull’utilizzo della carbonella e dei bricchetti di carbone cercando di capire quale prediligere per una grigliata perfetta.

 

Che cos’è il carbone vegetale per il barbecue?

 

Il carbone vegetale, conosciuto anche come carbone di legna o “carbonella” non è altro che un combustibile derivato dalla trasformazione del legno. Deriva dalla carbonizzazione di questa materia prima, un processo naturale che avviene durante la sua combustione in presenza di una piccola quantità di ossigeno che la trasforma lentamente. Il processo è il medesimo che avviene in natura in lunghi tempi geologici. Questa biomassa è infatti lo stesso risultato che il pianeta crea nel sottosuolo in milioni di anni, una decomposizione organica che porta alla trasformazione della materia. Non è un caso se “carbone” deriva infatti dal greco Karpho che significa “rendere asciutto, arido”. Da non confondere con il carbon fossile, un combustibile pronto all'uso, formatosi entro rocce sedimentarie di color nero o bruno scuro, composto principalmente da carbonio con tracce di idrocarburi.

 

Perché utilizzare il carbone vegetale (o carbonella) per il barbecue?

 

Il carbone vegetale è tra i biocombustibili più richiesti per una bella grigliata all’aria aperta. E’ un prodotto che rispetta l’ambiente, soprattutto la carbonella che troviamo in commercio con il marchio FSC (il quale assicura la produzione secondo normativa e l’origine del legno da foreste gestite in modo sostenibile). La carbonella è adatta per cotture dirette dei cibi grazie all’elevata incandescenza e all’alto potere calorifico, nonostante mantenga le temperature elevate per poco tempo. Emette inoltre una ridotta produzione di fumi e particelle volatili.

Rispetto alla legna contiene una percentuale di umidità più bassa e una maggiore infiammabilità e di conseguenza, un potere calorifico più alto. Consente inoltre una perfetta conservazione per lungo tempo senza subire processi di decomposizione né venire attaccata da funghi, muffe o insetti. Il carbone vegetale si presenta a piccoli pezzi dalle dimensioni variabili, questa caratteristica rende praticamente impossibile una distribuzione uniforme nella griglia. Prima di disporre l’alimento per la cottura, è necessario attendere che tutto il biocombustibile sia incandescente e che non ci siano più fiamme vive; in media le braci sono pronte dopo 25- 30 minuti dall’accensione. Nonostante il carbone vegetale bruci in fretta, ha una buona resa per la cottura dei cibi e non ne altera i sapori.

Qual è la carbonella più apprezzata? I consumatori esperti prediligono quella di legna cosiddetta “dura”, ovvero proveniente da legna di quercia, ciliegio, faggio, noce. Il derivato è un ottimo prodotto, con un costo leggermente superiore.

 

Il carbone vegetale in bricchetti

 

Un altro prodotto molto richiesto per il barbecue sono i “bricchetti”, noti come “carbon bric. Si tratta di un amalgama di polvere di carbone ottenuta da legno duro di buona qualità, polvere di minerale refrattario e un legante a base cellulosica (due aggreganti molto usati sono la segatura e l’amido di mais). L’impasto viene pressato in bricchetti per facilitarne la manipolazione, l'imballaggio, il trasporto e l'uso. In commercio li troviamo in diverse forme: ovale, esagonale, cubo, cilindro o ottagonale. Con la loro particolare forma e compattezza garantiscono una combustione uniforme ed un’elevata temperatura di cottura. A differenza della carbonella tradizionale, i bricchetti bruciano più lentamente e la temperatura è inferiore ma resta costante all’interno del barbecue per tutta la durata dell’accensione. I pezzi che troviamo nelle confezioni sono inoltre quasi tutti della stessa dimensione e garantiscono una distribuzione uniforme del calore nella griglia. A differenza della carbonella, le braci necessitano di una tempistica più lunga per essere pronte, in media dopo 40- 45 minuti dall’accensione.

 

Carbonella o bricchetti, qual è la differenza da tenere in considerazione tra i due?

 

Il normale carbone vegetale o carbonella e i bricchetti di carbone compresso sono due validi prodotti per un’ottima grigliata e sicuri per la nostra salute. La scelta può variare considerando due importanti aspetti: la carbonella brucia più in fretta ma genera temperature più alte, i bricchetti invece ardono più lentamente ma a temperature più basse. In previsione di un lungo barbecue tra amici la seconda opzione potrebbe essere la più indicata poiché permette di non dover ricaricare più volte il barbecue mantenendo le braci sempre pronte. In ultimo, è doveroso sottolineare, soprattutto per gli estimatori, che i bricchetti non conferiscono ai cibi il tipico sapore della grigliata, a differenza della legna o della carbonella.

 

Scritto da: Elena Bittante per Biomassapp

 

 

 

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Pubblicato da Antonella Marinelli