Scritto da Gianclaudio Iannace
 
Quale è la migliore legna da ardere?
Cercheremo di dare qualche consiglio pratico di carattere generale e proveremo poi a scendere nel dettaglio dei tipi di legna da ardere più utilizzati, per conoscere le diverse tipologie di essenza e le loro caratteristiche:
 
1. Scegli la legna che si produce intorno a casa tua
Innanzitutto un consiglio molto pratico e che vi farà risparmiare subito un po’ di soldi: la migliore legna da ardere è...quella che si  produce intorno alla vostra residenza!
La legna da ardere e tutti i suoi derivati (cippato, pellet e bricchetti) sono combustibili a basso valore ed il trasporto rappresenta una voce di costo rilevantissima. Se vicino a casa vostra si produce roverella, mentre il faggio si trova in montagna, anche solo a 20 km di distanza, non c'è che da scegliere la roverella.
 
2. Scegli la legna ben stagionata
La legna da ardere deve essere soprattutto ben stagionata. Comprare legna fresca vuole dire comprare acqua; la legna appena tagliata può contenere fino al 75% di umidità, mentre la legna da ardere è perfetta quando il suo tenore  di umidità è contenuto al 15-20%. Quanto tempo serve per abbassare il tenore di umidità della legna e farla diventare così legna da ardere?
Servono almeno 6 mesi e naturalmente molto dipende da dove la legna viene ricoverata, ovvero se viene lasciata all’aria aperta o ricoverata in un luogo coperto. In 6 mesi il livello di umidità si porta tra il 30 ed il 40%. Perché il livello di umidità si abbassi a quel 15-20%, che rende la legna da ardere in prodotto ottimale, servono tra i 18 e 24 mesi di stagionatura, a secondo che la legna sia ricoverata all’aperto o sia lasciata all’aria aperta.
 
3. Ma perché è tanto importante che la legna da ardere sia ben stagionata?
È importantissimo e vi farà risparmiare tanto. Se la legna è verde e contiene alto contenuto idrico, buona parte del calore sprigionato servirà per fare evaporare l’acqua e verrà disperso insieme al vapore acqueo prodotto, oltre a produrre un gran fumo. Per rendere la cosa più chiara un esempio. Prendiamo in considerazione del legno di faggio, largamente utilizzato come legna da ardere. Il potere calorifico del faggio a zero umidità (anidro è il termine scientifico) è pari a 4.456 kcal/kg ma:
  • 15% di umidità 3700 kcal/kg;
  • 30% di umidità 2940 kcal/kg;
  • 50% di umidità 1930 kcal/kg;
Basta questo per capire che tra legna da ardere al 30% di umidità e quella al 15%, quest’ultima produce il 25% di calore in più e, a parità di peso e di prezzo, significa risparmiare il 25% di soldi. Pertanto se vi chiedessero il 15% di prezzo in più per legna ben stagionata rispetto a quella fresca, risparmiereste!
 
4. Una curiosità: perché la legna fresca scoppietta?
Si tratta di una reazione chimico-fisica, dovuta alla reazione delle sostanze interne alla legna quando entrano in contatto con il calore. Quando le sostanze che si trovano nel legno (linfa, acqua, resina) vaporizzano, a causa del calore, aumenta il loro volume, e la pressione che questa sostanza esercita contro il legno, fa spaccare le fibre legnose, determinando lo scoppiettio.
 
5. Legna da ardere dura o dolce?
Per convenzione il legno si divide in due tipologie: legno duro e legno dolce. Il legno duro è in genere quello delle latifoglie ovvero rovere, faggio noce e quello dolce delle conifere come pino, larice ed abete. Il legno duro è più denso, e produce maggior calore in rapporto al volume, brucia più lentamente e pertanto un calore più durevole. I legni dolci bruciano più rapidamente e questo rende più facile la partenza del fuoco.
 
6. Caratteristiche delle diverse specie di legna da ardere
Proviamo a fare una fotografia delle diverse specie di legna da ardere e delle loro principali caratteristiche.
  • Quercia: legno compatto, mantiene la fiamma, brucia lentamente
  • Castagno: non particolarmente apprezzato come legna da ardere, tende a scoppiettare se non è ben secco, produce fumo e non ha un gran potere calorifico
  • Larice: buon combustibile ma un po’ resinoso, tende a sporcare la canna fumaria, è un legno economico apprezzato per le cotture delle carni.
  • Olmo: ottimo. Brucia lentamente e ha un gran potere calorifico
  • Olivo: è ottima legna da ardere e brucia abbastanza bene anche se non asciuttissima perché, nelle fibre del legno, risiede un contenuto oleoso. Particolarmente apprezzato da pizzerie e forni a legna.
  • Pino: discreto legno combustibile. Un po’ di fumo in accensione e qualche scintilla dovuta a componente resinosa. Fiamma scintillante, che riscalda rapidamente.
  • Faggio: buon potere calorifico, legna pesante e bruciatura lenta
  • Pioppo: legno leggero adatto alle prime fasi di accensione, brucia e si consuma in fretta.
  • Betulla: legno morbido, non particolarmente adatto poiché brucia troppo velocemente
  • Ciliegio: ottimo combustibile per forno, meno per il riscaldamento. 

 

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Pubblicato da Maddalena Sofia