Grazie alle detrazioni fiscali per gli interventi di miglioria energetica, le stufe a pellet, le caldaie e i caminetti, sono diventati gli elementi più gettonati nell'edilizia moderna, sostituendo i vecchi impianti di riscaldamento a combustibili fossili. Scegliere il miglior pellet per l'alimentazione del proprio sistema di riscaldamento presenta molti vantaggi, non solo nella produzione di calore, ma soprattutto per motivi pratici: necessita di meno spazio nella conservazione e nel suo approvvigionamento, per il quale è necessario un luogo asciutto e che i sacchi in cui è contenuto siano integri. Per questo motivo, l'alimentazione a pellet è ideale per chi abita in una piccola casa, in appartamento o in condominio in cui non vi è lo spazio per portare a livello di essiccatura o di stagionatura ottimale il combustibile, operazione necessaria per la legna da ardere.
Come abbiamo già precisato nei precedenti articoli (leggi anche "Pellet, vademecum per scegliere quello giusto"), il momento migliore per acquistare il pellet è quello che va da aprile a settembre. In questo periodo infatti, si possono trovare tantissime offerte di pellet prestagionale. Ma la scelta del pellet può mettere in crisi i consumatori più accorti. Infatti, è bene sfruttare le offerte per accaparrarsi una grande quantità di pellet ad un prezzo interessante.
Ma che tipo di pellet acquistare? Come fare a capire qual è il pellet migliore?
 
Quale pellet scegliere
La scelta del pellet, della marca e del tipo giusto, deve avvenire sempre in conseguenza di alcune valutazioni, tenendo però ben presente che alcune spesso sono dei veri e propri luoghi comuni.

miglior pellet

La provenienza del pellet è determinante? Esiste un pellet migliore che proviene da una determinata zona? C’è chi tesse le lodi del pellet austriaco, chi guarda con sospetto quello dell’est Europa: non esiste un pellet che sia migliore degli altri a livello geografico.
La qualità del prodotto va determinata in base alle caratteristiche, non alla sua provenienza. Pensiamo addirittura che talvolta la materia prima utilizzata per realizzare il pellet arriva anche da un paese diverso da quello in cui avviene la produzione del pellet stesso. E’ dunque molto importante fare attenzione alle caratteristiche del prodotto che sono riportate nella confezione, senza soffermarsi solo sul Paese di produzione.
Che colore deve avere un buon pellet? Ad oggi non è stata riscontrata nessuna corrispondenza diretta tra colore e qualità del pellet. Ma è giusto essere informati, e sapere che il pellet di abete è più chiaro, mentre quello di faggio ha un colore più scuro.
Questa non è la sola considerazione da fare, perchè sul colore possono incidere anche il tipo di macchinario utilizzato per la produzione, la varietà di scarto utilizzato e il relativo stoccaggio.
Alla stregua della provenienza, il colore del pellet non ha un’influenza diretta sulla sua qualità. Diffidate quindi da chi vi vuole convincere di avere il pellet migliore in quanto chiaro e austriaco, o scuro ed italiano.
 
Qual è il miglior pellet in commercio
Spesso i rivenditori di pellet dicono che il miglior pellet è il pellet di faggio; secondo molti il pellet bianco (chiaro) è il più indicato per le stufe a pellet: ottimo rendimento, residui di cenere contenuti e soprattutto certificato che attesta la qualità del pellet e l’assenza di altre sostanze che in altri tipi di pellet ne compromettono la qualità.
Anche il pellet di abete è generalmente un ottimo combustibile, il legname si presta molto bene alla produzione di un buon pellet e soprattutto i luoghi principali produttori di abete sono Paesi da processi produttivi affidabili.
In ogni caso, al di là di normative e caratteristiche indicate nei sacchi dai produttori, che possono anche essere parzialmente vere o non vere affatto, stabilire qual è il miglior pellet in commercio è impossibile, nel senso che è fondamentale provarlo e vedere come brucia, anche in riferimento alla propria stufa.
A parità di pellet, la stufa può fare la differenza, e ciò che ottimo nella mia stufa magari ha delle performance ridotte in un’altra, e viceversa.
Quindi il pellet migliore è quello che brucia meglio nella nostra stufa!
 
Dove acquistare pellet a buon prezzo
Il pellet è più economico di altri tipi di combustibile, è assolutamente vero. 2 Kg di pellet, in termini di valore calorifero, corrispondono a circa 1 Kg di petrolio. I costi per l’acquisto dell’impianto di riscaldamento, stufa o caldaia, vengono ammortizzati sia dalla detrazione prevista dalla legge, che dai più bassi prezzi del pellet rispetto ad altri tipi di combustibili.
Il pellet rappresenta l’alternativa migliore ai tradizionali combustibili utilizzati per riscaldare: si reperisce con facilità, è molto pratico da trasportare, è ecologico, economico e anche sicuro.
Il pellet viene confezionato tipicamente in sacchi da 15 Kg, questo permette di immagazzinarlo facilmente anche a chi ha poco spazio a disposizione. Inoltre, il pellet non sporca e non fa sollevare nessun tipo di polvere quando viene riversato nelle stufe; è richiesta solamente una certa manutenzione ordinaria per le stufe e le caldaie.
Portali come Biomassapp permettono di mettere in comunicazione il venditore con il cliente, il quale ha una vastissima gamma di prodotti a sua disposizione. In questo modo è possibile valutare il prezzo di ogni tipologia e marca di pellet, per trovare il miglior rapporto qualità/prezzo.
 
Quanti sacchi di pellet occorrono per una stagione?
Determinare la quantità di pellet da acquistare per superare l’inverno non è facilissimo. Per calcolare quanti sacchi (tipicamente da 15 kg) o pancali di pellet (composti da 70 sacchi ciascuno) occorre acquistare per un'intera stagione di riscaldamento della propria casa, occorre conoscere il fabbisogno energetico della propria casa ed il rendimento del generatore di calore usato (stufa o caldaia che sia), riportato fra i dati di targa sull'apparecchio o sul libretto di impianto. 
Ad esempio, supponiamo che la superficie riscaldata di una casa sia di 100 mq, e che il relativo fabbisogno energetico per il riscaldamento sia di 50 kWh / mq anno, allora - ipotizzando un potere calorifico del pellet di 4,6 kWh/kg e un rendimento del generatore dell'88% - risulta che l'energia termica annua per il riscaldamento della casa è di circa 5.000 kWh, mentre l'energia termica resa dal generatore è di 4,0 kWh/kg, per cui per l'intera stagione sono necessari 1235 kg di pellet, pari ad 82 sacchi o 1,2 pancali.
 

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Scritto da Maddalena Sofia