Si è conclusa lo scorso 25 febbraio 2018 l'undicesima edizione di Progetto Fuoco, la più importante mostra internazionale di impianti ed attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione del legno. Ospitata dalla Fiera di Verona, la rassegna è stata un vero successo e ha fatto registrare numeri record per il settore: 115.000 metri quadrati di allestimento per circa 800 aziende espositrici, di cui 322 da 39 Paesi esteri, e quasi 70.000 visitatori. Protagonisti assoluti della manifestazione sono stati il legno e l'energia che da esso è possibile produrre; vediamo nel dettaglio le nuove opportunità di business emerse e come si sta evolvendo il mercato delle biomasse legnose secondo gli addetti ai lavori intervenuti.
 
L'approccio business-oriented di Progetto Fuoco
Progetto Fuoco 2018 è stata una vetrina importante per produttori e rivenditori di biocombustibilistufe a pellet, stufe a legna, camini e caldaie a pellet e legna: presenti tutte le principali aziende produttrici italiane, francesi, spagnole e tedesche, che rappresentano al momento i maggiori mercati di produzione. L'offerta di impianti si è affiancata a quella di circa 100 produttori di pellet e legna da ardere provenienti da Italia, Austria, Germania, Paesi dell'Est e Paesi Baltici, oltre che a una nutrita rappresentanza di produttori di canne fumarie, accessori e componentistica per il settore.
Per il secondo anno consecutivo, ha preso parte alla fiera anche Biomassapp, il primo e-commerce italiano delle biomasse ad uso energetico, dei prodotti e dei servizi collegati al loro utilizzo B2B e B2C. La strada intrapresa dagli operatori del settore è quella dell'innovazione e questo dato trova riscontro nel fatto che aumentano sempre di più i consumatori che acquistano online pellet, cippato, legna da ardere, ma anche stufe a pellet e legna, caldaie, termocamini. E sono in crescita costante anche i produttori e i rivenditori che ricercano in Rete buone occasioni di approvvigionamento materie prime e rifornimento prodotti.
La manifestazione si impone ormai come un appuntamento strategico annuale per guidare l'evoluzione e lo sviluppo della produzione di energia da biomasse legnose, e si identifica sempre più come un punto di riferimento mondiale per l'intero comparto. Si tratta di un evento dall'anima business-oriented, il cui obiettivo principale è far incontrare i professionisti del fuoco al fine di stringere accordi commerciali e concludere affari per la prossima stagione di vendita. Durante lo svolgimento della fiera, infatti, ogni anno è possibile prendere consapevolezza sull'andamento del mercato in vista del periodo prestagionale dei biocombustibili, oltre che farsi un'idea sulla definizione dei prezzi per la prossima stagione. Basti pensare che già dalla fine di aprile, i consumatori più attenti e oculati si metteranno alla ricerca delle migliori offerte di pellet per l'approvvigionamento invernale del prossimo inverno, al fine di spuntare un prezzo vantaggioso per un prodotto di qualità.
Oltre agli aspetti puramente commerciali, non è mancato un focus importante sulle politiche energetiche soprattutto in riferimento al caso PM10 di cui tanto si è discusso nei mesi scorsi. AIEL (Associazione Italiana delle Energie Agroforestali), partner tecnico della fiera e sempre protagonista in tal senso, ha organizzato e curato il format Wood Energy Days, una serie di incontri dedicati all'approfondimento dei temi attuali della filiera legno-energia, seguiti con molto interesse sia dai professionisti del settore che dai visitatori. Al centro dei vari dibattiti, la questione dell'efficientamento energetico e dell'abbattimento delle emissioni da polveri sottili e l'approccio consapevole al consumo di biocombustibili legnosi.
 
Certificazioni e buone pratiche per l'utilizzo di biocombustibili e impianti
In occasione di Progetto Fuoco, AIEL ha rivelato quale sarà l'impegno che la filiera legno-energia si è assunta di perseguire entro il 2030: ridurre del 70% le emissioni del riscaldamento domestico a pellet e legna. Per fare ciò, l'Associazione vuole lavorare a stretto contatto con le istituzioni e proprio a Verona sono state presentate le linee guida del Protocollo d'intesa con il Ministero dell'Ambiente e le Regioni del Bacino Padano, che contiene una serie di azioni e proposte integrate per abbattere le emissioni di PM10.
Le nuove regole riguarderanno tutti gli attori della filiera: costruttori di apparecchi e caldaie per il riscaldamento domestico, produttori e distributori di pellet certificato, produttori di legna da ardere e cippato, installatori e manutentori di stufe a pellet e legna.
Gli strumenti che verranno messi in campo possono essere riassunti in 5 punti:
  • turn over tecnologico: promuovere e migliorare la qualità tecnologica dei generatori a biomassa e avviare una campagna nazionale di rottamazione degli apparecchi obsoleti (già iniziata con gli incentivi del Conto Termico 2.0). Le aziende produttrici possono in tal senso dotarsi della certificazione volontaria Aria Pulita, al fine di garantire al consumatore uno standard qualitativo elevato e un'alta efficienza energetica di stufe a pellet, stufe a legna, camini, caldaie, ecc.;
  • biocombustibili di qualità: diffondere maggiormente i criteri qualitativi e di certificazione dei biocombustibili legnosi. Al momento, AIEL e ENAMA rilasciano la certificazione ENplus per il pellet e Biomassplus per legna da ardere, cippato e bricchette. Ma bisogna lavorare di più affinché sia recepita l'importanza di utilizzare biocombustibili certificati per non creare danni irreparabili all'ambiente e alla salute umana;
  • professionalità: garantire la professionalità degli installatori e dei manutentori attraverso più precisi percorsi di formazione e aggiornamento;
  • manutenzione periodica: intensificare i controlli sull'applicazione delle norme vigenti;
  • buone pratiche: promuovere presso i consumatori la conoscenza delle buone pratiche per un corretto utilizzo dei generatori a biomassa e dei biocombustibili.
Quest'ultimo punto è fondamentale per raggiungere l'ambizioso obiettivo proposto da AIEL, poiché il comportamento dell'utilizzatore finale di un moderno impianto (stufa a pellet o legna, caldaie, camini) è fondamentale nel contenimento delle emissioni della combustione. Possedere un impianto di ultima generazione a cui non segue l'utilizzo di combustibili di qualità non risolve affatto il problema, anzi lo aggrava. Invece, sarebbe opportuno seguire poche semplici regole che vanno a definire le buone pratiche:
  • utilizzare combustibile di qualità stagionato adeguatamente e possibilmente certificato;
  • seguire corrette tecniche di accensione del fuoco o della fiamma;
  • pulire l'apparecchio quotidianamente dai residui della combustione;
  • manutenere periodicamente l'impianto e farlo controllare da tecnici specializzati.
"Si vince la partita se si è professionali lungo tutto la filiera - ha affermato Alessandro Stefani, Direttore generale delle foreste in rappresentanza del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – a partire dalla gestione forestale sostenibile, che si può fare anche nei boschi italiani, fino alla qualità totale".

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Scritto da Maddalena Sofia