Il cippato di legno (dall’inglese “chip” - scaglia) è legno di provenienza agricola/forestale, selezionato ed ottenuto da diradamenti boschivi, tronchi, siepi campestri, residui di potature. Viene prodotto con apposite macchine cippatrici, sminuzzando il legno in scaglie di dimensioni variabili con lunghezza e spessore di pochi centimetri. I piccoli pezzetti così ricavati sono adatti ad essere utilizzati come combustibile per caldaie appositamente costruite.
A livello di specie impiegata, non esistono particolari prescrizioni (un’essenza particolarmente indicata risulta essere il faggio); la caratteristica più importante che ci permette di giudicare la qualità di un buon cippato è costituita indubbiamente dal suo potere calorico (o valore calorifico). Esso dipende fondamentalmente, come tutta la legna in genere, da due fattori: il tenore idrico (quanta acqua contiene) e il peso specifico (dato dal tipo di legname impiegato).
È possibile riassumere brevemente le caratteristiche fondamentali del cippato di legno:
Valore calorifico 4 KWh / Kg
Densità 200 – 250 Kg / metro cubo
Dimensioni G30 – G50
Contenuto idrico ( umidità) 15 – 35 %  
Per la combustione, l’ideale è avere a disposizione un cippato il più possibile asciutto (come abbiamo visto, il grado di umidità massima deve essere del 35%) e con una pezzatura massima G50 (una fibra non deve superare i 50 mm – 5 cm).
 
Come avviene la cippatura del legno
Nei lavori di utilizzazione forestale si distinguono le seguenti fasi:
Abbattimento
Allestimento (taglio dei rami)
Esbosco (trasporto)
Trasformazione (cippatura)
La cippatura è una fase che in questi ultimi anni ha acquisito importanza allo scopo di sfruttare e valorizzare biomassa, altrimenti inutilizzata e scartata. Si possono poi distinguere due sistemi di lavoro:
Sistema del legname corto (Short Wood System – SWS): l’allestimento avviene sul letto di caduta e il fusto si esbosca già diviso in assortimenti commerciali;
Sistema dell’albero intero (Full Tree System – FTS): dopo l’abbattimento, l’albero è esboscato intero e allestito sulla strada forestale o all’imposto. 
In Italia il sistema prevalente è ancora il primo, ma, soprattutto sull’arco alpino, il FTS si sta diffondendo, specialmente se l’esbosco è effettuato con gru a cavo. In questo modo si accumulano residui forestali disponibili per essere cippati.
 
L’importanza delle dimensioni del cippato

cippato di legno

La dimensione del cippato di legno è una delle informazioni più importanti per definirne la classe di qualità.
Una prima distinzione può essere effettuata tra cippato fino (G30), solitamente impiegato per l'uso domestico, e cippato medio (G50). Il cippato fino è sicuramente il prodotto più indicato per le caldaie di piccole dimensioni; ha scaglie di 3 cm al massimo, contrariamente al cippato medio che raggiunge anche i 5 cm e viene usato con caldaie di potenza medio/grande (di solito in impianti industriali).
In linea generale, ciascun tipo di impianto ha una pezzatura target ottimale, con la quale ottiene il massimo rendimento. Mentre gli impianti di taglia medio-piccola preferiscono cippato di piccole dimensioni (target 20 mm), quelli a gassificazione richiedono un prodotto molto più grossolano, con lunghezza media intorno ai 40-45 mm.
 
La qualità richiesta dalle caldaie
Le caldaie a cippato a griglia fissa richiedono materiale molto omogeneo, sia per la ridotta dimensione della griglia, sia perché pezzi fuori misura possono essere causa di blocchi alle coclee di trasporto e di caricamento. 
Il contenuto idrico del cippato nelle caldaie a griglia fissa non deve superare il 30%; esse infatti hanno una scarsa inerzia termica, in quanto i volumi della camera di combustione e dell’acqua nello scambiatore sono limitati, perciò l’ingresso di materiale molto umido abbasserebbe eccessivamente la temperatura di combustione.
Le caldaie a griglia mobile, invece, riescono a bruciare il cippato fresco. Resta comunque il problema che maggiore è il contenuto idrico del cippato, maggiore è la perdita di efficienza del processo di conversione energetica.  Inoltre, l’impiego di cippato di bassa qualità comporta un aumento dei costi di manutenzione e una sensibile riduzione del rendimento del generatore, con conseguente aumento del costo dell’energia utile.
 
La compravendita di cippato di legno
La vendita di cippato avviene a peso (€/t) o a volume sterico (€/msa), perciò il produttore professionale deve fornire all’acquirente le informazioni minime sulle caratteristiche fisico-energetiche del combustibile tali da permettere una oggettiva valutazione di convenienza del prezzo ponderale o volumetrico proposto.
La presenza di produttori professionali sul mercato consente di mettere a punto sistemi di compravendita pratici e trasparenti, che conquistano la fiducia dei consumatori e favoriscono lo sviluppo del mercato.
Nei mercati del centro-nord Europa e nel caso di cippato venduto direttamente dalle segherie, la composizione è generalmente sempre nota, perciò la vendita a volume, anche senza una precisa indicazione del contenuto idrico, consente di determinare con sufficiente precisione il costo dell’energia.
Al contrario, nel centro-sud Europa, è di fatto impossibile conoscere la composizione del cippato; nella fattispecie risulta quindi più indicata la compravendita a peso e con misurazione del contenuto idrico.
 
Cosa tenere in considerazione in un contratto di compravendita di cippato
  • Oggetto: il cippato migliore è quello proveniente dalla sminuzzatura di legno vergine;
  • Tempi di consegna: il tempo medio di consegna varia tra i 6 e i 10 giorni lavorativi;
  • Quantità: il consiglio è quello di acquistare la quantità di cippato che possa garantire la copertura di tutto il fabbisogno annuale;
  • Provenienza:  preferire sempre la filiera corta;
  • Pezzatura:  per la pezzatura si fa riferimento alle specifiche della norma UNI/TS 11264. Si consiglia comunque di dimensioni G30 per uso privato e G50 per uso industriale;
  • Purezza: il cippato deve essere privo di elementi estranei, come ad esempio oggetti metallici.

 

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