Si sta chiudendo la stagione del pellet 2017/2018 e già si inizia a parlare dei prezzi per il 2018/2019: che anno ci aspetta? Quale sarà il trend dei prezzi?
Le aziende produttrici comunicheranno i nuovi prezzi tra aprile e maggio, almeno per quello che riguarda il prezzo prestagionale, che generalmente ha validità da maggio a fine agosto (per approfondire, rimandiamo al nostro precedente articolo "Stagionalità del pellet, prezzi di mercato e costi della logistica").
C'è però da rilevare che non tutte le aziende utilizzano la politica del prezzo prestagionale, preferendo un unico prezzo durante tutto l'anno.
Che ci dobbiamo aspettare per la stagione 2018/2019? Per cercare di fare una previsione sull'andamento dei prezzi dobbiamo fare un po' il punto sulla stagione del pellet che sta per concludersi.
 
È stata una stagione con prezzi prestagionali molto competitivi, ma velocemente ha scontato una carenza di prodotto che ha determinato, in molti casi, l'impossibilità di rispettare le consegne alle condizioni che erano state precedentemente pattuite.
La carenza di prodotto che si è venuta a determinare già dal mese di novembre 2017 un po' in tutta Italia, ha determinato un certo nervosismo del mercato, producendo un innalzamento dei prezzi del pellet, che ha mantenuto quotazioni elevate fino a tutto il mese di marzo 2018.
Inoltre i produttori, considerando la carenza di prodotto, hanno via via aggiornato al rialzo i prezzi, adeguando il loro comportamento alle logiche di mercato. Il motivo sembra legato al positivo trend economico dell'Europa, che ha portato Paesi tradizionalmente produttori a diventare anche consumatori.
A questo problema si aggiunge la difficoltà dell'Italia, pur in presenza di un trend di prezzo in aumento, ad incrementare i propri volumi produttivi che rimangono marginali rispetto al totale del consumo di pellet in italia (3,5 milioni di tonnellate all'anno).
Questo è anche comprensibile considerando che la realizzazione di nuovi impianti sconta un tempo che non può essere inferiore ai 18/24 mesi.
C'è comunque molto interesse, specie da parte di piccoli imprenditori, alla realizzazione di impianti di taglia modesta, con particolare attenzione alla produzione di agripellet.
Purtroppo l'alto costo del lavoro e soprattutto quello dell'energia, rendono molto difficile produrre in Italia pellet a prezzi competitivi.
Inoltre, puntare sui prodotti a basso costo (agripellet) non riteniamo possa essere una strategia vincente, in quanto il costo di produzione rimane comunque alto; meglio sarebbe puntare su prodotti di grande qualità.
Meglio pertanto grandi impianti, prodotto certificato e attenzione alla filiera di approvvigionamento del legno.
Anche le attuali politiche forestali, caratterizzate da una certa rigidità e senza una strategia "industriale" delle risorse, non aiutano certamente a tenere contenuta la proposta economica del prodotto nazionale.
L'Italia rimarrà, pertanto, anche per il 2018/2019 un Paese principalmente importatore.
Considerando l'aspettativa di prezzi al rialzo, sarà molto difficile non solo ottenere dei prezzi prestagionali paragonabili a quelli dello scorso anno, ma anche stipulare contratti di fornitura annuali con un prezzo prefissato, in quanto i produttori hanno aspettative di prezzo al rialzo nel corso dell'anno e contano pertanto di adeguare i prezzi del pellet mese su mese.
Questo naturalmente non considera un evento non prevedibile e non gestibile: le condizioni meteorologiche!
Quest'anno abbiamo avuto onde di maltempo che hanno portato ad un consumo di combustibile che sembra essere (un consuntivo non è ancora disponibile) leggermente più elevato dell'anno precedente.
 
Cosa possiamo pertanto suggerire ai nostri utenti?
Il suggerimento è quello di ripartire il rischio di acquisto. L'ideale sarebbe comprare un 50% del presunto consumo annuale tra maggio e luglio con le offerte di pellet prestagionale e il restante 50% nel corso del periodo autunnale/invernale, evitando di acquistare oltre il mese di gennaio.
La catena di distribuzione del prodotto pellet è inoltre abbastanza tradizionale ovvero:
produttore (importatore) --> agente --> rivenditori --> consumatore finale
con il prodotto disponibile presso la grande distribuzione, i negozi di brico, i ferramenta, quelli di edilizia, i negozi di gardening e perfino i benzinai!
Poiché si tratta di un prodotto a bassa marginalità, il consumatore dovrebbe cercare di comprare da chi può garantirgli la minore intermediazione possibile del prodotto.
In tal senso, le vendite online rappresentano una buona opportunità con prezzi del pellet inferiori del 10-15% rispetto a quanto disponibile presso la distribuzione tradizionale e con la possibilità di consegna a domicilio.
Per le vendite online, la previsione minima di acquisto è normalmente di un bancale che può avere un peso variabile tra 1000 e 1350 kg. 
 

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Scritto da Maddalena Sofia