Guida all'acquisto del pellet non certificato

 

Il pellet è un biocombustibile addensato di forma cilindrica prodotto da biomassa polverizzata mediante un processo di pellettizzazione. In altre parole il pellet è una fonte di energia rinnovabile prodotto da differenti tipologie di materia prima (vedi Impariamo a conoscere il pellet di sansa, Tutto quello che c'è da sapere sul pellet di paglia, Pellet di nocciolino di sansa: guida all'acquisto, Pellet di girasole: guida all'acquisto, Pellet di mais tra etica e convenienza) che può essere impiegato sia per fini di cottura di pietanze (vedi Guida ai pellet per barbecue quanto costano e a cosa servono, Conviene abbandonare il barbecue a carbone per uno a pellet?, Guida all'acquisto del fornello da campeggio a pellet, Tutto che c’è da sapere sul forno per pizza a pellet, Barbecue a pellet o barbecue a carbone? Quale scegliere, Forno a pellet: tutto quello che c'è da sapere) che per fini di riscaldamento domestico ed industriale (vedi Meglio riscaldare la casa a pellet o a metano? tutto quello che c’è da sapere, Caldaia a pellet o caldaia a biomassa? Conviene davvero spendere di più, Guida all'acquisto della stufa a pellet canalizzata, Guida all'acquisto di una stufa a pellet usata). Non vi è dubbio che i vantaggi del pellet sono maggiori rispetto a quelli dei tradizionali combustibili fossili (Conto Termico per stufe a pellet). Non tutti i pellet però sono uguali soprattutto per quello che riguarda il riscaldamento domestico, e quando ci approcciamo al loro acquisto è bene tenere presente che oltre alle varie tipologie di materia prima dal quale può essere ricavato il pellet, esiste un’ulteriore suddivisione che è quella tra pellet certificato e pellet non certificato.

In questo articolo prenderemo in considerazione pellet certificato e pellet non certificato, vedremo differenze e similitudini e forniremo alcuni consigli per coloro che non possono, oppure non vogliono, acquistare pellet certificato.

 

Pellet non certificato

Il mercato del pellet è in rapida evoluzione e le produzioni regionali sono oggi in aperta competizione con un mercato globale che offre un scelta maggiore per il consumatore finale. I processi produttivi del pellet si stanno sempre di più delocalizzando, il che comporta una difficoltà crescente nell’identificare la provenienza del prodotto nonché un’entrata nel mercato da parte di produttori con poca o nessuna esperienza, che approfittano della brusca impennata di domanda per offrire prodotti di scarsa qualità. È per questo motivo che è bene fare un po' di chiarezza sul pellet non certificato e su quello certificato. Idealmente le differenza tra pellet certificato e pellet non certificato possono essere virtualmente nulle, in realtà le cose sono differenti. Quando ci apprestiamo a comprare del pellet non certificato incorriamo in rischi che una certificazione, invece, può farci evitare. Se una certificazione garantisce all’acquirente finale un prodotto controllato dall’inizio del processo di produzione fino alla sua immissione sul mercato, con uno standard riconosciuto in fatto di caratteristiche e prestazioni, chi acquista pellet non certificato può ritrovarsi di volta in volta prodotti con caratteristiche diverse. Questo può essere il caso per il potere calorifico del pellet che può variare a seconda della sua casa produttrice. Tutti i possessori di una stufa a pellet sanno che il proprio impianto necessita di manutenzione, e che differenti tipologie di pellet influiscono in maniera diversa sia sulle sue prestazioni che su quanta manutenzione è necessaria per conservare la nostra stufa in condizioni ottimali. Un pellet non certificato non ci garantisce né un grado di umidità stabile nel prodotto, né tantomeno un potere calorifico fisso. Questo può implicare varie cose tra le quali maggiori residui post-combustione, minore resa energetica, difficoltà di caricamento dovuto ad una possibile forma irregolare dei cilindretti di pellet, e complessivamente un maggior dispendio economico per una resa minore. Ovviamente non è possibile né corretto affermare che tutto il pellet non certificato è di bassa qualità. In questo caso fare affidamento ad un fornitore di fiducia è senza ombra di dubbio la soluzione migliore che coloro che vogliono pellet di prima qualità e che ritengano la certificazione come qualcosa di superfluo nonostante la differenza di prezzo tra pellet certificato e pellet non certificato sia virtualmente inesistente.

 

Pellet certificato

La certificazione ENplus® garantisce controlli durante tutto il processo di produzione e distribuzione del pellet, dalla casa produttrice fino alla sua immissione sul mercato.

Nello specifico ENplus® stabilisce:

  • Requisiti delle materie prime e caratteristiche di prodotto.

  • Requisiti per la gestione della qualità nel processo produttivo e nella movimentazione del pellet.

  • Requisiti circa il controllo, la tracciabilità e la dichiarazione, dalle materie prime al prodotto consegnato all'utente finale. 

A tale proposito è bene ricordare che anche Biomassapp è entrata a far parte della grande e rinomata famiglia ENplus® con certificazione IT390, che ci permette di assumere un nuovo e rinvigorito impegno verso i nostri clienti e fornitori, garantendo qualità e professionalità certificate da un ente mondiale che garantisce l'intera catena di approvvigionamento e fornitura del pellet di legno.

 

Conclusione

Come abbiamo visto dunque le differenze tra pellet certificato (vedi Quanto conta la certificazione del pellet?) e pellet non certificato esistono, soprattutto per quello che riguarda la qualità del prodotto acquistato, mentre per il prezzo le differenze sono irrisorie in quanto i fattori di produzione sono i medesimi (manodopera, materiale, energia etc.). Sebbene il pellet non certificato è comunque un prodotto legale e ampiamente diffuso sia in Italia che oltre i confini nazionali, e le sue proprietà possono essere di fatto identiche a quelle del pellet certificato, la differenza sta tutta nel fornitore. Come già detto in precedenza se decidiamo di acquistare un pellet non certificato dobbiamo affidarci sempre e comunque ad un fornitore di fiducia che possa garantirci la qualità del prodotto. Questa è sicuramente la maggiore differenza tra pellet certificato e pellet non certificato, ovvero la possibilità di fidarsi della certificazione visibile direttamente sul pellet indifferentemente da dove decidiamo di acquistare il prodotto. Questo garantisce l’acquirente una maggiore mobilità e possibilità di scelta. È bene fare presente inoltre il fatto che sempre più produttori di stufe domestiche consigliano l’utilizzo di pellet certificato per mantenere le prestazioni dell’impianto in condizioni ottimali. A tale proposito è bene sapere che sempre più regioni italiane stanno implementando norme per l’utilizzo esclusivo di pellet certificato per gli impianti domestici, come il caso dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Dal 1° ottobre 2018 entrambe queste regioni infatti hanno imposto restrizioni per i generatori di calore a biomassa legnosa e a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, imponendo l’utilizzo di pellet certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un Organismo di certificazione accreditato.

Che si decida di utilizzare pellet certificato oppure pellet non certificato Biomassapp è in grado di fornire entrambi, sia prodotti certificati ENplus® che prodotti garantiti da fornitori fidati e dalla nostra esperienza come primo e-commerce italiano delle biomasse ad uso energetico. Tutti i nostri prodotti infatti, sia certificati che non, hanno la nostra garanzia in fatto di prestazioni e qualità.

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

 

Ti è piaciuto questo articolo? 

Lascia un commento

Accedi o Registrati
Pubblicato da Antonella Marinelli