La riduzione delle emissioni di PM10 nell’aria è uno degli obiettivi che le Regioni e i Comuni si pongono per migliorare la qualità dell’aria e di conseguenza della vita. E’ opinione comune che l’eccessiva emissione di PM10 provenga dalle automobili. In realtà, si stima che il 50% dell’anidride carbonica presente in atmosfera e il 30% delle polveri sottili provenga proprio dalle abitazioni. La ripartizione di responsabilità tra caldaie e automobili si attesta dunque su di un rapporto di tre a uno.

caldaie

I responsabili di questo aumento smisurato di emissione di PM10 sono dunque abitazioni ed edifici, che in larghissima parte hanno dei sistemi di riscaldamento obsoleti e spesso non a norma. La dispersione termica completa poi quel quadro di spreco e di inquinamento generato da tante abitazioni italiane.

In alcune città la situazione è talmente grave che vengono emesse delle ordinanze di stop alle caldaie per determinati periodi di tempo, generando un grave disagio alle utenze, specie nelle giornate molto fredde.

Quali caldaie sono soggette a limitazioni?

Non esiste un ordinamento generale, ma comunque chi sceglie una caldaia a biomassa (pellet, cippato o anche pezzi di legno) di nuova generazione non incorre in nessun problema.  La regione Lombardia, ad esempio, ha diramato una serie di disposizioni che prevedono il divieto di utilizzo di apparecchi per il riscaldamento domestico alimentati a pellet, cippato o legno  appartenenti alle seguenti categorie:

  • camini aperti;
  • camini chiusi e stufe con un rendimento inferiore al 63%.

Non viene fatta dunque alcuna menzione per le categorie a pellet e a cippato, che restano dei sistemi di riscaldamento assolutamente affidabili e a basso consumo.

La parola d’ordine resta dunque quella di investire nel riscaldamento a pellet e a cippato per salvaguardare l’ambiente e il proprio portafoglio!

 

Ti è piaciuto questo articolo? 

Ricevi gratuitamente le news direttamente al tuo indirizzo e-mail

Scritto da Admin Admin