A partire dal 2006, anno in cui in Italia si è avuto un vero e proprio boom nella vendita e nell'installazione di stufe a pellet con 300.000 pezzi in pochi mesi, il riscaldamento domestico a biomasse (pellet, legna da ardere, cippato, nocciolino di sansa e altro) è sotto i riflettori per i problemi ambientali causati dalle emissione di polveri sottili nell'aria. 
Per questo motivo, il legislatore ha deciso di intervenire e di definire alcune linee guida all'interno delle quali i professioni del settore possono muoversi se non per risolvere, per lo meno per contenere il fenomeno, mirando ad ottimizzare i consumi domestici nell'ottica dell'efficientamento energetico.  
Da allora sono stati fatti passi da gigante per sottoporre a controlli e a certificazioni di qualità sia i biocombustibili che i generatori di calore (stufe, caldaie, termocamini, etc.), poichè utilizzare un buon combustibile all'interno di un impianto obsoleto non ha un effetto ottimale sul mantenimento della salubrità dell'aria e, viceversa, anche utilizzare un biombustibile scadente in una stufa o in una caldaia di ultima generazione non contribuirà a migliorare la situazione. È necessario impegnarsi contemporaneamente su entrambi i fronti, affinché produttori e consumatori maturino la consapevolezza dell'importanza di allinearsi ai nuovi standard qualitativi. 
Abbiamo già trattato genericamente questo argomento nel nostro precedente articolo "La certificazione delle caldaie e delle stufe a legna o pellet", ma nel frattempo ci sono stati degli aggiornamenti ed è stato emanato il nuovo decreto attuativo del 7 novembre 2017 n. 186, ovvero il regolamento recante la disciplina dei requisiti, delle procedure e delle competenze per il rilascio della certificazione dei generatori di calore alimentati a biomasse combustibili solide.
In questo articolo, cercheremo di ripercorrere le fasi normative che hanno portato ad elaborare quest'ultimo regolamento in materia, e di capire perchè è importante acquistare stufe, caldaie e biocombustibili certificati.
 
Riferimenti normativi: il decreto legislativo 152/2006 e il decreto attuativo 186/2017
La prima norma significativa riguardante la certificazione di stufe e generatori di calore per il riscaldamento domestico è il decreto legislativo 152/2006; in particolare all'art. 290 si specifica genericamente in che modo debba avvenire la certificazione dei generatori di calore
  • la regolamentazione deve avvenire a livello locale (Enti e Amministrazioni) attraverso l'emanazione di piani per la qualità dell'aria studiati ad hoc per le diverse aree geografiche;
  • requisiti, procedure e competenze per il rilascio della certificazione dei generatori di calore riguardano prioritariamente quelli aventi potenza termica nominale inferiore al valore di soglia di 35 kW di potenza, che corrisponde solitamente alle dimensioni massime degli impianti di riscaldamento domestici;
  • nella certificazione deve essere attestata l'idoneità dell'impianto ad assicurare specifiche prestazioni emissive, con particolare riferimento alle emissioni di polveri e di ossidi di azoto, e deve essere assegnata una specifica classe di qualità;
  • il decreto individua anche le prestazioni emissive di riferimento per le diverse classi, i relativi metodi di prova e le verifiche che il produttore deve effettuare ai fini della certificazione, nonchè indicazioni circa le corrette modalità di installazione e gestione di stufe, caldaie, termocamini;
  • i piani di qualità dell'aria emanati a seguito dell'entrata in vigore del decreto possono imporre limiti e divieti all'utilizzo dei generatori di calore non aventi la certificazione o certificati con una classe di qualità inferiore, ove tale misura sia necessaria al conseguimento dei valori di qualità dell'aria;
  • i programmi e gli strumenti di finanziamento statali e regionali diretti ad incentivare l'installazione di generatori di calore a ridotto impatto ambientale assicurano priorità a quelli certificati con una classe di qualità superiore. 
L'art. 290 del D. Lgs 152/2006 è stato recepito con il decreto attuativo dell 7 novembre 2017 n. 186 da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Questo regolamento approfondisce l'argomento ed entra nello specifico riguardo a come richiedere la certificazione per stufe, caldaie, termocamini e altri generatori di calore, oltre a indicare chiaramente cosa devono fare i produttori per ottenerla e quali sono le classi di qualità ammesse (denotate con un sistema che va da 2 a 5 stelle). Specifica, inoltre, che la certificazione non è obbligatoria, ma a discrezione di chi produce gli impianti. Ovviamente, una volta richiesta, il richiedente è tenuto ad osservare scrupolosamente la normativa.
 
Cosa deve fare un produttore di stufe e/o caldaie per ottenere la certificazione?
Il produttore deve richiedere il rilascio della certificazione ambientale del generatore di calore a un organismo notificato. Le classi di qualità per il rilascio della certificazione ambientale dei generatori di calore vanno da 2 a 5 stelle:
 
 
Classe 5 stelle
 
Tipo di generatore PP (mg/Nm²) COT (mg/Nm²) NOx (mg/Nm²) CO (mg/Nm²) η (mg/Nm²)
Caminetti aperti 25 35 100 650 85
Camini chiusi, inserti a legna 25 35 100 650 85
Stufe a legna 25 35 100 650 85
Cucine a legna 25 35 100 650 85
Stufe ad accumulo 25 35 100 650 85
Stufe, inserti e cucine a pellet - Termostufe 15 10 100 250 88
Caldaie 15 5 150 30 88
Caldaie (alimentazione a pellet o a cippato) 10 5 120 25 92
 
Classe 4 stelle
 
Tipo di generatore PP (mg/Nm²) COT (mg/Nm²) NOx (mg/Nm²) CO (mg/Nm²) η (mg/Nm²)
Caminetti aperti 30 70 160 1250 77
Camini chiusi, inserti a legna 30 70 160 1250 77
Stufe a legna 30 70 160 1250 77
Cucine a legna 30 70 160 1250 77
Stufe ad accumulo 30 70 160 1250 77
Stufe, inserti e cucine a pellet - Termostufe 20 35 160 250 87
Caldaie 20 10 150 200 87
Caldaie (alimentazione a pellet o a cippato) 15 10 130 100 91
 
 
Classe 3 stelle
 
Tipo di generatore PP (mg/Nm²) COT (mg/Nm²) NOx (mg/Nm²) CO (mg/Nm²) η (mg/Nm²)
Caminetti aperti 40 100 200 1500 75
Camini chiusi, inserti a legna 40 100 200 1500 75
Stufe a legna 40 100 200 1500 75
Cucine a legna 40 100 200 1500 75
Stufe ad accumulo 40 100 200 1500 75
Stufe, inserti e cucine a pellet - Termostufe 30 50 200 364 85
Caldaie 30 15 150 364 85
Caldaie (alimentazione a pellet o a cippato) 20 15 145 250 90
 
 
Classe 2 stelle
 
Tipo di generatore PP (mg/Nm²) COT (mg/Nm²) NOx (mg/Nm²) CO (mg/Nm²) η (mg/Nm²)
Caminetti aperti 75 150 200 2000 75
Camini chiusi, inserti a legna 75 150 200 2000 75
Stufe a legna 75 150 200 2000 75
Cucine a legna 75 150 200 2000 75
Stufe ad accumulo 75 150 200 2000 75
Stufe, inserti e cucine a pellet - Termostufe 50 80 200 500 85
Caldaie 60 30 200 500 85
Caldaie (alimentazione a pellet o a cippato) 40 20 200 300 90
Legenda
PP= Particolato primario  COT= Carbonio organico totale  NOx= Ossidi di azoto  CO= monossido di carbonio  η= rendimento
 
Entro 9 mesi dalla ricezione della richiesta, l'organismo notificato rilascia la certificazione, dopo aver effettuato le prove secondo metodi indicati dal decreto attuativo, aver rilasciato i rapporti di prova relativi alle prestazioni emissive del generatore di calore, e aver individuato la pertinente classe di qualità. 
Nel caso in cui il produttore presenti certificazioni rilasciate da enti di paesi dell'Unione europea attestanti l'idoneità del proprio generatore di calore ad assicurare determinate prestazioni emissive, allegando i rapporti delle prove svolte secondo i pertinenti metodi indicati dal decreto attuativo, l'organismo notificato verifica tale documentazione e, in caso positivo, assegna la conseguente classe di qualità e rilascia la relativa certificazione ambientale, entro 3 mesi dalla ricezione della richiesta. 
Il produttore può indicare sul generatore di calore certificato il possesso della certificazione unitamente all'indicazione della classe di qualità di appartenenza. 
L'organismo notificato provvede alla pubblicazione sul proprio sito internet di un elenco di certificazioni ambientali rilasciate. 
Il Ministero può in qualsiasi momento richiedere agli organismi notificati informazioni, anche corredate da apposita documentazione, in merito alle certificazioni ambientali rilasciate ed alle procedure a tal fine applicate. Ai fini della valutazione di tali informazioni il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si può avvalere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dell'Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA).
 
Come faccio a sapere se la mia stufa è certificata?
Il produttore che ha ottenuto la certificazione ambientale deve indicare, nel libretto di installazione, uso e manutenzione del generatore di calore, i seguenti dati: 
  • la classe di appartenenza (da 2 a 5 stelle); 
  • le eventuali ulteriori informazioni necessarie affinchè siano rispettate le prestazioni emissive di cui alla certificazione ambientale; 
  • le corrette modalità di gestione del generatore
  • il regime di funzionamento ottimale
  • i sistemi di regolazione presenti e le configurazioni impiantistiche più idonee (es. per il tiraggio dell'aria). 
In caso di generatori di calore che, al momento del rilascio della certificazione, sono a disposizione del produttore, costui deve provvedere ad integrare il relativo libretto di installazione, uso e manutenzione con i dati su specificati prima della loro immissione sul mercato. 
Per i modelli di generatori già immessi sul mercato al momento del rilascio della certificazione, il produttore deve garantire l'informazione al pubblico attraverso altri canali, tra cui il proprio sito internet.
 
L'impegno di Aiel per la sensibilizzazione di produttori e consumatori
Il tema delle certificazioni qualitative di biocombustibili e impianti di riscaldamento è delicato e controverso; se da un lato, si impone un'evidente esigenza di controllo per avere un maggiore rispetto dell'ambiente e della salute umana, dall'altro le suddette certificazioni non sono ancora obbligatorie ed è a discrezione di ognuno il fatto di vendere o acquistare stufe, caldaie, termocamini e/o combustibili certificati.
Associazioni come AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) si impegnano costantemente per una sensibilizzazione sempre più capillare su questi temi, ai fini di raggiungere un maggiore efficientamento energetico degli impianti con consumi minori, minori emissioni e, conseguentemente, risparmio reale per i consumatori.
Degne di nota sono le certificazioni riconosciute da AIEL sia per i biocombustibili (ENplus per il pellet, Biomassplus per il legno) che per gli impianti.
Per stufe, caldaie e termocamini, in particolare, AIEL riconosce a chi ne fa richiesta la certificazione Aria Pulita.
Aria Pulita è la certificazione di stufe, inseriti e piccole caldaie domestiche (sotto i 35 kW) che garantisce la qualità dei generatori a partire dalle performance di emissioni e rendimento; anche la certificazione Aria Pulita si esprime attraverso l'assegnazione di un numero crescente di stelle (al diminuire delle emissioni e al crescere del rendimento energetico).
Lo schema di certificazione volontario Aria Pulita, promosso da AIEL è la prima certificazione di qualità in Italia che permette di valutare stufe e caminetti in base alle loro prestazioni ambientali, ossia secondo il rendimento energetico che offrono e le emissioni che producono.
Aria Pulita è una certificazione volontaria, nel senso che l’adesione è una libera scelta delle aziende produttrici. Con Aria Pulita il consumatore potrà infatti finalmente distinguere in modo semplice e chiaro tra i prodotti che garantiscono gli standard qualitativi più elevati attraverso un sistema di classificazione di merito da 2 a 4 stelle.
Il marchio e le relative stelle vengono assegnati ai singoli prodotti che si sottopongono alla valutazione di uno specifico Comitato di Certificazione, coordinato da AIEL e composto da rappresentanti di ENEA, LEGAMBIENTE, ENAMA e Unione Nazionale Consumatori, ossia da soggetti fortemente coinvolti negli ambiti della tutela ambientale e della salvaguardia dei consumatori. Aria Pulita non è pertanto un’autodichiarazione, ma una certificazione assegnata dopo il controllo severo e imparziale dei prodotti e dei certificati emessi.

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Scritto da Maddalena Sofia