Della bellissima e utilissima pianta dell’eucalipto abbiamo già parlato in un precedente articolo https://www.biomassapp.it/blog/pellet-di-eucalipto-quando-si-incontrano-qualita-e-prezzo-competitivo

Una pianta presente in tutto il mondo e che gli uomini utilizzano da millenni non solo per riscaldarsi o per cucinare, ma per le sue straordinarie proprietà che gli derivano dall’olio essenziale contenuto nelle foglie.

L’olio essenziale dell’eucalipto contiene eucaliptolo, terpeni, aldeidi, polifoneli, flavonoidi, e tannini, tutte sostanze che da centinaia di anni vengono utilizzate in farmacia per le loro proprietà balsamiche, fluidificanti, ed espettoranti per curare tosse, raffreddore, sinusite.

All’eucalipto è riconosciuta anche una capacità antibatterica e antisettica (che puo’ contribuire a curare affezioni come la cistite e la candida) oltre a quella antisettica e cicatrizzante.

Per non parlare poi dell’uso degli oli essenziali di eucalipto nella cosmesi, per esempio per detergere la cute e capelli grassi.

Ma non è di questo che vogliamo parlare.

Abbiamo detto nell’articolo sopra richiamato che il pellet di eucalipto https://www.biomassapp.it/ad/offerta-prestagionale-del-pellet-di-eucalipto-kalo-premium-eu-365-sacchi-da-15-kg è un prodotto di qualità ad un prezzo molto competitivo, adatto a stufe e caldaie, con caratteristiche che lo collocano, in termini qualitativi, tra un ENplus A1 e un ENPlus A2.

Viene inoltre prodotto da alberi del bacino del Mediterraneo e senza alcun additivo: insomma un prodotto assolutamente naturale, a differenza di molti pellet che vengono prodotti con sfridi di segheria, spesso di dubbia provenienza e che presentano colori inspiegabilmente pallidi.

Cerchiamo ora di spiegare, in modo piu’ tecnico, e con solidi argomenti, perché il pellet di eucalipto è uno straordinario pellet.

Riportiamo una tabella estratta dal libro del dottor Marco Fiala, professore associato presso il dipartimento Ingegneria agraria della Università degli studi di Milano, “Energia da biomasse agricole, produzione e utilizzo”.

CAT

 [*]

ESSENZA

     (TURNO CEDUAZIONE)

anni

RESA

TSS/ha

UMI-DITA’

%

C

%SS

H

%SS

O

%SS

N

%SS

S

%SS

Cl

%SS

Cen

%SS

PCI

kWh/kgSS

LGC

Abete bianco

(90 – 110)

190-270

40-50

49,0

6,0

44,3

0,5

0,01

0,01

0,3

5,2

LGC

Abete rosso

(110 – 140)

160-240

40-50

50,5

6,3

41,9

0,6

0,01

0,03

0,7

5,1

LGC

Pino silvestre

(60 -80)

120-145

40-50

49,6

6,5

42,0

0,8

0,01

0,01

1,1

6,1

CAD

Pioppo (9- 12)

130-170

45-55

48,5

5,9

43,7

0,5

0,01

0,01

1,4

5,1

LGL

Faggio (80-100)

190-220

40-50

48,3

6,0

44,3

0,6

0,01

-

0,8

5,2

LGL

Quercia (70-100)

180-220

45-55

49,5

5,4

43,1

0,4

0,01

0,04

1,6

5,1

LGL

Carpino (30-40)

55-105

45-55

47,1

6,1

44,1

0,9

0,01

0,04

1,8

4,9

LGL

Robinia (20-30)

30-75

45-55

49,1

5,7

42,0

0,6

0,01

0,04

2,5

5,1

LGL

Eucalipto (60-70)

130-190

40-50

49,0

5,9

44,0

0,3

0,01

0,13

0,7

5,1

 

Note: [*] CAD = Culture Arboree Dedicate; LGC = Legno Conifere; LGL = Legno Latifoglie

 

Sono risultati interessanti, anche perché non è semplice trovare riscontri rispetto all’essenza di eucalipto e, ancora meno, in confronto con le altre essenze con conseguente omogeneità dei dati.

 

 

 

 

Il confronto è posto inoltre tra essenze che vengono utilizzate per la produzione di pellet (abete rosso, faggio ad esempio).  

Anzitutto la resa ton/per ettaro, che colloca l’eucalipto tra le essenze con la resa più alta: questo significa minori costi della materia prima e conseguentemente, minore costo del pellet.

Inoltre si tratta di alberi che crescono in zone di pianura o collinose e anche questo contribuisce ad una raccolta della legna meno onerosa.

Nulla da segnalare per ciò che riguarda i dati di umidità, carbonio, ossigeno e idrogeno, sostanzialmente allineati tra tutte le essenze.

Risulta invece molto interessante il dato relativo alla presenza di azoto (N) che è il più basso tra tutte le essenze considerate: è un riscontro molto positivo perchè in combustione l’azoto si trasforma in ossido di azoto, il famigerato NOX.

Anche lo zolfo è presente in una misura analoga alle altre essenze, mentre più alto risulta il cloro.

Le ceneri si mantengono ad un valore di 0,7%, fra i più bassi tra le essenze considerate, pari a quelle dell’abete rosso e inferiori a quelle del faggio, un fattore decisamente positivo se consideriamo la trasformazione del legno di eucalipto in pellet.

Anche il potere calorifico (attenzione quello riportato è il potere calorifico superiore, ovvero quello di legno anidro) risulta interessante, in linea con il più utilizzato abete rosso.

Insomma le caratteristiche dell’eucalipto ne fanno un punto di partenza ottimale per la produzione di un pellet di qualità, con alto potere calorifico e basso contenuto di ceneri.

Il pellet di eucalipto si caratterizza da un bel colore cappuccino rossiccio, tipico dell’essenza, e per favore non mi fate sentire che i clienti preferiscono il pellet chiaro: oramai tutti sanno (le vostre stufe certamente!) che il colore del pellet è una caratteristica solo estetica, assolutamente non legata alla qualità del prodotto.

 

 

 

Scritto da Gianclaudio Iannace

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Pubblicato da GIANCLAUDIO IANNACE