Il pellet è un biocombustibile ottenuto da materia organica compressa. La domanda che più spesso ci si pone è: il pellet è nocivo? No! Il pellet non è nocivo e non contiene collanti di alcun tipo. 
 
Ma come viene prodotto il pellet?
Il processo di produzione del pellet può avvenire dalla segatura oppure dal legno; in questo secondo caso, la materia prima sarà prima cippata e poi macinata fino ad assumere la consistenza della segatura.

pellet

Il pellet è prodotto dalla compressione meccanica della materia legnosa che viene prima passata mediante un mulino (una macina). La compressione meccanica è operata da una pressa, nella quale, il legno macinato raggiunge elevate temperature. Elevata temperatura che fa assumere al pellet quella superficie lucida, quasi plastica! E proprio questo fenomeno è causato dalla lignina, sostanza contenuta nella parete della cellula vegetale che si sfalda comportandosi da collante naturale. 
La biomassa così macinata e pressata, passa attraverso dei fori di dimensioni specifiche (le dimensioni vanno dai 6 mm agli 8 mm, a seconda della richiesta di pellet). Quando il pellet si raffredda è pronto per essere insacchettato e distribuito per la vendita al dettaglio.
 
La questione ambientale
Dal punto di vista ambientale, la combustione del legno produce CO2, una delle sostanze responsabili dell'inquinamento atmosferico, ma a differenza di quanto accade con i combustibili fossili, le biomasse legnose – se utilizzate secondo determinati criteri, tra i quali, ad esempio, la necessità di un loro impiego a ritmi sostenibili, cioè ritmi inferiori alla capacità di rinnovamento biologico – possono essere considerate fonti energetiche sostenibili poiché la quantità di CO2 prodotta durante la combustione è pari a quella assorbita dalla pianta durante la propria crescita. Si tratta, in sostanza, di emissioni a bilancio zero, differentemente da quanto accade con i combustibili fossili, per i quali questo bilancio non può essere effettuato poiché l'assorbimento di CO2 che ne ha permesso la formazione migliaia di anni fa è avvenuto in tempi troppo lontani per poter essere preso in considerazione oggi, alla luce delle contemporanee e incombenti esigenze di diminuzione delle emissioni di sostanze inquinanti.
 
Occhio alle imitazioni
Sebbene all'apparenza simili, i migliori pellet sono quelli ottenuti con una pressatura meccanica (senza collanti) e da segatura esclusivamente di legno vergine. Difficilmente distinguibili ad occhio, troviamo poi in commercio pellet ottenuti pressando i residui del riciclo di rifiuti legnosi (anche mobili, pannelli truciolari) che possono contenere dosi anche molto elevate di sostanze chimiche trattanti e di collanti. 

pellet di legno

La loro presenza è rischiosa non solo per la salute e l'ambiente, ma anche per la durata e la resa della stufa. I pellet ricavati con l'aggiunta di collanti, come nei casi in cui la granulometria e la natura delle materie prime sia eterogenea, possono danneggiare con il tempo le stufe dove vengono bruciati, a causa della tipologia e della quantità dei residui di combustione. Non è raro trovare in commercio anche del pellet contenenti mais, canna, miscanto, distinguibile talvolta dal colore non uniforme. Spesso riconoscere il pellet di qualità non è impresa da poco. Ci facilitano nell'operazione alcune aziende che marchiano il prodotto colorandolo. Un chiaro segnale che il pellet non è di qualità è la quantità di ceneri residue dalla combustione: se supera il 10% il pellet ha un basso potere calorifico, è di scarsa qualità e tra l'altro obbliga ad una pulizia molto più frequente della stufa.
 
La materia prima
Stando alle attuali normative, il pellet di legno deve essere fabbricato con legno vergine privo o quasi di corteccia, cioè con legno non contaminato da altri materiali (plastiche, colle, vernici, preservanti, ecc.) come avviene invece nei pannelli truciolari, nei compensati, nelle traversine ferroviarie e in quasi tutti i tipi di “legno di risulta” derivanti da demolizioni o dalla dismissione di oggetti o manufatti di legno (mobili, attrezzi, paleria, palette, cassettame, ecc.). Il materiale di partenza per il pellet di legno “a norma” è oggi generalmente costituito da trucioli di piallatura (molto ricercati dai produttori a causa della loro omogenea e bassa umidità) e da segatura. Vengono però impiegati pure altri cascami di segheria (sempre vergini e senza corteccia), come sciaveri, refili e troncature, oppure anche scarti di alcune particolari industrie di seconda lavorazione del legno che impiegano solo materiale legnoso vergine, come lo sono, ad esempio, il tavolame o i semilavorati prodotti dalle segherie.
 
Il miglior pellet
La scelta del miglior pellet non è affatto semplice e occorre tener conto di diversi fattori. Innanzitutto, la scelta del pellet proveniente da segatura non garantisce la provenienze da filiera corta. Abbiamo ampiamente parlato dei vantaggi della filiera corta nel nostro precedente articolo "Vendita pellet online: come evitare le truffe!". 
Ciò che invece permette di sfruttare la filiera corta ed avere un prodotto ad altissima resa è l’utilizzo di pellet derivante direttamente da legna da ardere, presente in grandi quantità nei nostri boschi. Paradossalmente il migliore pellet risulta dall’impiego di legna da ardere resinosa e solo in seconda battuta dall’impiego di frondiferi. 
I vantaggi dell’impiego di legna da ardere proveniente direttamente dal bosco sono molteplici e perfettamente paragonabili a quelli dell’impiego del cippato.
 
I vantaggi del pellet da legna
  • Vantaggio di gestione sostenibile: Il pellet da legna da ardere permette ai proprietari dei boschi di valorizzare il loro patrimonio boschivo tramite l’utilizzo e lo smercio di assortimenti di massa commerciabili – vista la scarsa qualità – unicamente come vettore energetico. I proprietari di bosco, trovando uno sbocco economicamente interessante, saranno più disponibili all’attuazione di interventi selvicolturali allo scopo di migliorare e garantire l’adempimento delle funzioni del bosco.
  • Vantaggio economico: Il pellet da legna è una fonte di energia rinnovabile che genera la creazione e il mantenimento di posti di lavoro, soprattutto nelle regioni periferiche densamente boscate. La sostituzione dell’energia fossile con la legna indigena crea un importante valore aggiunto e di conseguenza un indotto economico regionale. Infine, utilizzando la legna, il prezzo dell’energia non dipenderà più esclusivamente dai mercati esteri.
  • Vantaggio ambientale: l'utilizzo del pellet da legna offre un importante contributo al contenimento dell’effetto serra (protocollo di Kyoto) promovendo impianti di riscaldamento che utilizzano una fonte di energia rinnovabile, neutra dal punto di vista delle emissioni di CO2, nel pieno rispetto delle norme e dei limiti fissati dall’Ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico (OIAt).

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Scritto da Maddalena Sofia