Se state valutando la possibilità di passare a un tipo di riscaldamento domestico a pellet o sansa, il primo consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di dotarvi di una caldaia a biomassa policombustibile, in modo tale da avere un ventaglio più ampio di soluzioni, sempre che abbiate la possibilità di poter scegliere più di un combustibile nella vostra zona.

Si tratta di un investimento che comporta un ritorno economico nel tempo, in quanto è possibile scegliere il combustibile più adatto alle proprie necessità al prezzo più conveniente. A seconda della grandezza della propria abitazione, occorre acquistare una caldaia adeguata: per 100 m² di superficie con un'altezza del soffitto di 2,5 metri occorre una stufa di almeno 13 kW di potenza, a fronte di una spesa che può essere compresa tra i 2000 e i 3000 euro circa (per saperne di più leggi questo articolo).

 

Il pellet di legno e la sansa di olive possono essere classificati tra i biocombustibili ecologici alternativi alle tradizionali fonti di approvvigionamento energetico per il riscaldamento domestico. Oltre ad avere un basso impatto ambientale, con una limitata emissione di fumi e una quantità irrisoria di ceneri, contribuiscono ad allungare la filiera del prodotto in quanto ricavati da materiali di recupero delle produzioni agroindustriali.

La scelta di riutilizzare gli scarti del legno per il pellet e delle olive per la sansa nasce dall'esigenza di allungare il ciclo di vita del prodotto, reintroducendo nella filiera materiali che altrimenti sarebbero bollati come rifiuti, con un ingente spreco di risorse.

Quali sono le differenze che intercorrono tra le due biomasse? Scegliere tra pellet o sansa consente di ottimizzare i consumi delle nostre caldaie e risparmiare sul costo del combustibile?

 

pellet o sansaLa sansa è un biocombustibile vegetale da non confondere con il nocciolino, che è ottenuto dalla denocciolatura delle olive. La sansa deriva anch'essa dalla lavorazione delle olive ma è composta dai frammenti di nocciolo, dalle buccette e dai frammenti di polpa. Prodotta direttamente in frantoio, la sansa rappresenta oggi una valida alternativa al più conosciuto pellet che, da parte sua, è uno dei combustibili naturali più ricercati per la sua ottimale resa termica.

Il pellet si presenta sottoforma di piccoli cilindri ottenuti dalla pressatura degli scarti del legno (legno vergine scortecciato, segatura, trucioli) permettendone la legatura  attraverso la lignina (sostanza costitutiva del legno) senza l'aggiunta di sostanze dannose per la salute dell'uomo e dell'ambiente. E' proprio il processo di pressatura che dona al pellet una doppia densità energetica rispetto al legno naturale, generando la proprietà di maggiore resa calorica e ottimale combustione; inoltre, le ceneri possono essere utilizzate ancora come fertilizzanti, rinnovando ulteriormente il processo di sfruttamento della risorsa energetica.

Per quanto riguarda il potere calorifico, per il pellet A1 si attesta intorno a 4700-4800 Kcal/Kg e per la sansa intorno a 4400-4500 Kcal/Kg.

 

Cosa conviene scegliere allora tra pellet e sansa per un riscaldamento ottimale della propria abitazione? Se si considera soltanto costo, la sansa offre un buon rapporto qualità/prezzo nel mercato dei combustibili per le caldaie domestiche. Utilizzare la sansa di olive in alternativa al tradizionale pellet può rappresentare un'importante forma di risparmio economico poichè costa meno. Il pellet di legno, infatti, risente di frequenti oscillazioni di prezzo oltre ad avere l'IVA al 22% a vantaggio della sansa che la ha al 10%.

Ma nella scelta dell'opzione più conveniente, bisogna considerare un'ulteriore ma non meno importante variabile, cioè i costi di manutenzione della caldaia. È noto, infatti, che i biocombustibili producono dei residui. Generalmente si parla di "clinker" per riferirsi al fenomeno della fusione delle ceneri. Esso esiste in tutti i processi di combustione di biomasse in quantità differenti. Si presenta sotto forma di formazioni spugnose, simili a pietra lavica poco compatta o a sabbia agglomerata che, in alcuni casi, può obbligare alla fermata e alla pulizia del braciere nonostante non fosse necessario ancora eliminare la cenere.

La formazione di clinker dipende dalla qualità del combustibile; prendendo come riferimento il pellet A1, esso produce meno ceneri rispetto alla sansa. Pertanto, se la vostra scelta di combustibile ricadrà su quest'ultima, assicuratevi che all'atto di installazione della caldaia vi sia assicurata una manutenzione periodica per la pulizia dei residui, altrimenti rischiate di risparmiare sul costo del combustibile ma di spendere di più per la mantenere efficiente l'apparecchio.

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