Pellet e Vaccini contagiati dal virus delle false notizie

Da 15 mesi, tempo di durata del servizio di leva pre-1976, si parla di COVID 19. Da 15 mesi ascoltiamo notizie il più delle volte allarmanti, talvolta di speranza, quasi sempre confuse e contradditorie.
 
 
Falsa informazione, fake news, ricerca della notizia sensazionale, politicizzazione e schieramenti partigiani quando si parla di virus e vaccini, perfino virologi di destra contro virologi di sinistra: anche su questo problema riusciamo a farci del male senza alcuna razionalità ma seguendo solo ondate emotive e partigiane.
 
Un caso davvero emblematico è quello dei vaccini: vero è che Astrazeneca ha creato un caos comunicativo, ma che gli italiani rifiutino di farsi vaccinare con questo prodotto è davvero irrazionale.
Nessuno dice che in Gran Bretagna, dove per la massima parte si sono usati i vaccini Astrazeneca, non si muore più dopo che i morti giornalieri avevano quasi raggiunto il terribile record italiano.
Ed è triste dirlo, ma va detto: in Italia il vaccino Astrazeneca viene rifiutato soprattutto nelle Regioni meridionali, proprio quelle dove, purtroppo, attecchiscono piu' facilmente movimenti politici che hanno promosso, tra le altre sciocchezze, strane idee no vax.
 
Eppure basterebbe informarsi su dove si è vaccinato in modo massivo e con quali vaccini, per riscontrare cosa è successo....niente da fare, non basta, le false notizie, il complottismo, la lobby diabolica delle grandi multinazionali farmaceutiche, sono argomenti suggestivi e convincenti e pochi vogliono ascoltare numeri e fatti concreti.
 
Che c'entra tutto questo con il pellet?
C'entra molto.
 
 
Anche per il pellet esiste la suggestione delle fake news, difficilissime da smontare.
 
Eccone alcune:
 
1- il pellet, per essere di qualità, deve essere chiaro: FALSO. La qualità del pellet non dipende dal suo colore. Oramai anche i rivenditori preferiscono assecondare questa convinzione dei clienti, troppo complicato e improduttivo provare a convincerlo del contrario: il venditore rischia di perdere il cliente. Abbiamo scritto sull'argomento già in passato:
 
 
2 – il pellet di qualità è quello di abete, meglio se pellet di abete bianco: FALSO. Anche questa non ha nessun argomento a supporto, abbiamo cercato di fare chiarezza
 
 
e anche
 
 
3 – Il pellet austriaco è il miglior pellet, anzi il migliore è l'Holz pellet austriaco: FALSO. Cominciamo con il dire che “Holz pellet” non è un marchio, ma significa semplicemente “pellet di legno” in tedesco. Se poi tutto il pellet che viene venduto come prodotto in Austria, venisse davvero dai boschi degli Alti Tauri, l'Austria sarebbe un deserto. Guardate bene cosa è scritto sulle buste ed in particolare sul codice identificativo presente sulla busta del pellet con certificazione ENPlus: in Austria i produttori di pellet sono 36 e i distributori 69! I distributori possono correttamente indicare di essere azienda austriaca, ma questo non vuol dire che il pellet sia prodotto in Austria. Come distinguerli? Facile numero identificativo che dopo il codice Paese, va da 1 a 1 a 299 è codice associato a produttore e da 300 in poi a distributore.
 
4 – il pellet di qualità è solo quello certificato: FALSO. Il pellet certificato è certamente di qualità, ma quello non certificato, (assolutamente legale venderlo) può essere un ottimo pellet.
Queste alcune delle false notizie che, a forza di venire ripetute, sono diventate se non vere verosimili, perchè, come si attribuisce al quel simpaticone di J. Goebbles : “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.” ,  ma pare che anche questo aforisma sia una fake news!
 
 
Articolo scritto da: Gianclaudio Iannace
 
 
 
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Categoria di Biomassa: 
Pellet

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Pubblicato da Gianclaudio Iannace