Pellet di nocciolino di sansa: in che impianti usarli e quanto conviene

 

 

La stagione fredda è alle porte e con lei si avvicina il momento di accendere gli impianti di riscaldamento. Per alcuni questo vuol dire effettuare tutte quelle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria per rendere il proprio impianto pronto ad affrontare i grossi carichi di lavoro portati dalle basse temperature autunnali e invernali. Per altri invece le cose possono essere più complicate, soprattutto per coloro che si trovano tra le mani impianti datati, oppure per chi ritiene che il proprio impianto non sia più congruo con le proprie esigenze. Per chi si appresta dunque a sostituire il proprio impianto, la prima domanda che sorge spontanea è che tipo di combustibile sia meglio utilizzare. Dato che oggigiorno il mercato offre una miriade di opzioni diverse in fatto di biocombustibile, può accadere che ci si imbatta in termini del tutto alieni per il novizio che si avvicina per la prima volta al vasto mondo del biocombustibile. Pellet, legna da ardere, cippato e briquette sono termini abbastanza comuni, ma cosa dire invece del pellet di nocciolino di sansa? Sebbene per molti questo nome sia del tutto sconosciuto è bene sapere che il pellet di nocciolino di sansa è uno di quei biocombustibile che si stanno affermando sempre di più nel panorama italiano come valida alternativa alle classiche soluzioni sopramenzionate, e questo per una miriade di fattori (vedi Sansa di olive per produrre energia e non solo). Quando parliamo di pellet di noccioli di sansa intendiamo un tipo di soluzione sempre più comune in fatto di riscaldamento sia residenziale che industriale per l’eccellente potere calorifico (6000 Kcal/Kg) e gli scarsi residui post-combustione (circa 1%).

 

Cos’è il pellet di nocciolino di sansa?

 

Prima di procedere oltre è bene fare un po’ di chiarezza su cosa sia il nocciolino di sansa. Per nocciolino di sansa si intende un sottoprodotto di scarto derivante dalla spremitura delle olive, costituito dalle bucce, dai noccioli e dalla polpa pressati. Il nocciolino di sansa presenta, a parità di umidità, un potere calorifico (ovvero la quantità di calore che si rende disponibile per effetto della combustione) superiore al pellet tradizionale (per approfondire vedi Che cos’è il nocciolino? E come usarlo per il riscaldamento di casa?). Anche se consideriamo solo il fatto che il pellet di nocciolino di sansa è un biocombustibile ricavato dagli scarti della lavorazione delle olive, è possibile già apprezzare la prima grande caratteristiche di questo prodotto ovvero il fatto che sia completamente ecosostenibile e rinnovabile (per approfondire l’argomento vedi Nocciolino di sansa vergine e nocciolino di sansa disoleata: differenze e caratteristiche oppure Nocciolino di sansa vergine e nocciolino di sansa esausta: quali utilizzi? ed infine Sansa e nocciolino di sansa: facciamo un po’ di chiarezza). Gli utilizzi del pellet di nocciolino di sansa dunque sono molteplici, e le sue applicazioni oscillano da un utilizzo industriale ad uno residenziale.

 

Quali caratteristiche ha il pellet di nocciolino di sansa

 

Per quanto riguarda le caratteristiche principali del pellet di nocciolino di sansa queste possono essere riassunte in resa, stoccaggio, conservazione e prezzo.

 

Per quanto riguarda la resa, come già detto in precedenza, il pellet di nocciolino di sansa ha un potere calorifico nettamente superiore a quello del pellet tradizionale il quale si aggira in media intorno alle 4500 Kcal/Kg contro le 6000 Kcal/Kg del pellet di nocciolino di sansa. Questo è dovuto in particolar modo al suo elevato peso specifico (ovvero il rapporto tra peso ed il volume) il quale si traduce in una maggiore resa energetica.

Per quello che riguarda lo stoccaggio invece il pellet di nocciolino di sansa si presenta sul mercato nelle classiche confezioni da 15, 20 oppure 25 Kg molto simili a quelle del pellet tradizionali. Il loro imballaggio ne facilita il trasporto, lo stoccaggio e l’utilizzo il quale è in linea con prodotti simili. Questo ovviamente va a beneficiare sul prezzo finale che risente della facilità con il quale il prodotto è confezionato e consegnato. Il pellet di nocciolino di sansa oltretutto è un prodotto con una bassa percentuale di umidità (in media meno del 10%) il che lo rende estremamente coriaceo all’attacco di muffe e poco propenso ad assorbire umidità dall’ambiente circostante. Tutto questo si traduce nella possibilità di poterlo lasciare per medi/lunghi periodi in condizioni non ottimali (come un seminterrato poco isolato) e nonostante tutto di non subire significative alterazioni a livello meccanico.

Infine il prezzo il quale è sicuramente uno dei maggiori vantaggi del pellet di nocciolino di sansa. Questo dipende da due fattori principali: Primo di questi è che la produzione del pellet di nocciolino di sansa è estremamente semplice. Come notato in precedenza infatti il pellet di nocciolino di sansa è un prodotto di scarto derivante dalla spremitura delle olive il quale viene successivamente pellettizzato per la vendita. Il procedimento è tanto semplice quanto sembra e i prezzi di produzione, lavorazione e immissione nel mercato sono estremamente bassi. Il secondo fattore invece è di natura geografica. L’Italia infatti è al secondo posto dopo la Spagna per quello che riguarda la produzione e l’esportazione di olio di oliva, ma al primo posto per quello che ne riguarda il consumo. Da questo si deduce che le olive non sono un prodotto che scarseggia nella nostra penisola, il che rende il nocciolino di sansa completamente ecosostenibile e rinnovabile. Vi sono comunque, come c’è da aspettarsi, piccole differenze tra regione e regione i quali possono influire, sebbene minimamente, sul prezzo finale di vendita. Per il resto l’Italia può essere considerata il posto ideale per chi decide di sfruttare il pellet di nocciolino di sansa come proprio biocombustibile prediletto. Ovviamente le oscillazioni di prezzo devono essere prese in considerazione in quanto sono dipendenti principalmente dalle produzione delle olive le quali possono avere annate buone ed annate meno buone (meno olive faranno lievitare il prezzo e viceversa). Un buon consiglio per cercare di ovviare a questo problema è quello di comprare il pellet di nocciolino di sansa durante l’alta stagione di lavorazione quanto il prodotto è abbondante sul mercato (vedi Quando conviene comprare il nocciolino di sansa?).

 

Con quali impianti si usa il pellet di nocciolino di sansa?

 

Il pellet di nocciolino di sansa è un biocombustibile dagli usi molteplici che può essere utilizzato in impianti diversi. Ovviamente ognuno deve fare le proprie

considerazioni. Per quello che riguarda l’uso domestico una caldaia a policombustibile può essere considerata come una soluzione ideale per chi cerca un buon compromesso tra libertà di scelta, spesa e resa energetica. Il pellet di nocciolino di sansa infatti può essere utilizzato come integrazione o sostituto ad altri biocombustibili per variare il regime di lavoro della nostro impianto. Niente ci viete però di utilizzare il pellet di nocciolino di sansa anche in una stufa a pellet tradizionale. Ovviamente tutto sta nel riuscire a bilanciare in maniera adeguata i diversi tipi di biocombustibile per evitare così di vanificarne le peculiarità e annullare i vantaggi. A parte queste piccole precauzioni non vi sono impianti più o meno adatti all’utilizzo del pellet di nocciolino di sansa ma solo modi più o meno saggi di utilizzarlo.

 

Conclusioni

 

Per concludere dunque il pellet di nocciolino di sansa è un prodotto dalle caratteristiche eccezionali ria in fatto di resa termica che di prezzo. Il fatto di trovarsi in Italia oltretutto consente ai suoi estimatori di averne un eccellente rapporto qualità/prezzo. Come tutte le cose però ovviamente ci vuole del buonsenso, e l’affidarsi a fornitori fidati è sicuramente il consiglio più saggio che si possa dare per evitare di imbattersi in prodotti di bassa qualità. Per il resto pellet di nocciolino di sansa è un biocombustibile adatto a tutte le esigenze ed impiegabile in molti impianti diversi anche se, come già notato, una caldaia a policombustibile probabilmente è la soluzione ideale per chi vuole risaltare veramente le caratteristiche di questo biocombustibile così poco conosciuto ma dai vantaggi così grandi.

 

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

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Pubblicato da Antonella Marinelli