Scritto da Gianclaudio Iannace
 
Nell’ambito del progetto biomasud Plus, il report task 2.1 pubblicato a novembre 2017, analizza lo stato dell’arte relativo al mercato dei biocombustibili per il riscaldamento residenziale in sette Paesi che si affacciano al Mediterraneo: Italia, Slovenia, Croazia, Grecia, Turchia, Spagna e Portogallo.
Lo studio dei mercati nazionali riguarda:
  • L’identificazione dell’importanza del mercato dei biocombustibili per il riscaldamento residenziale all’interno del contesto della domanda di energia del singolo Paese
  • Le risorse disponibili in ciascun Paese per la produzione di biocombustibili
  • Notizie sulla produzione dei biocombustibili 
  • Distribuzione dei prodotti e mercati
  • Legislazione di regolamentazione ed eventuali misure a sostegno del mercato
Inoltre è stata effettuata una analisi SWOT per le diverse tipologie di biomasse energetiche ed in particolare:
  • Nocciolino di sansa
  • Cippato di legno
  • Gusci di mandorle, nocciole, ecc.
  • Potature di uliveti e vigne
Possiamo così presentare un breve riassunto della relazione che risulta, nella sua versione integrale, molto articolata.
 
Croazia
È un Paese soprattutto di esportazione: il 95% della biomassa ad uso energetico che viene prodotta è esportata.
Lo sfruttamento della biomassa di derivazione forestale, fa parte delle attività tradizionali della Croazia, con particolare riguardo per la legna da ardere.
Solo il 4% della popolazione utilizza per il riscaldamento domestico pellet di legno o bricchetti di legno.
Il 47% della popolazione utilizza una qualche biomassa per il riscaldamento residenziale, per cucinare o per produrre acqua calda, percentuale che si eleva nelle aree rurali fino al 73% e che risulta invece del 23% nelle aree urbane.
Il pellet di legno viene prodotto da una dozzina di fabbriche che esportano circa il 95% della loro produzione: il totale del pellet prodotto è di circa 250.000 tonnellate all’anno.
La legna da ardere in Croazia è tipicamente di carpino e faggio.
 
Grecia
Benché i biocombustibili siano l'energia rinnovabile con la quota percentuale più elevata nel consumo nazionale dell'energia primaria, il consumo pro-capite di biocombustibili resta uno dei più bassi della UE a 28.
L’80% del consumo di biocombustibili fa comunque riferimento al mercato residenziale.
I principali biocombustibili utilizzati in Grecia sono:
  • Legna da ardere: è il principale biocombustibile utilizzato dalla famiglie con circa 1,5 milioni di tons anno
  • Biomasse agro-industriali: in particolare residui della lavorazione dell’olio, sia di nocciolino di sansa che di sansa per un totale complessivo di 135.000 tonnellate anno.
  • Pellet di legno: non siamo certo ai consumi italiani o spagnoli, ma il settore è in crescita con un consumo annuo di circa 60.000 tonnellate e qualche produttore locale.
Gusci di mandorla, noci, ecc.: è un consumo locale per la maggior parte di gusci di mandorle e comunque sotto le 15.000 tonnellate all’anno.
Interessante è il potenziale relativo alle potature degli uliveti e dei vigneti che viene stimato dallo studio in 1,5 / 2,5 milioni di tonnellate di sostanza secca, una risorsa che non trova ancora un valido utilizzo.
 
Italia
Un settore quello dei biocombustibili che cresce di anno in anno, vuoi per la maggiore sensibilità ambientale e vuoi per i vantaggi economici che si ricavano dall’utilizzo delle biomasse energetiche.
Nel 2015 il consumo lordo di energia finale in Italia è stato di circa 120 Mtep (fonte GSE 2016).
Il consumo di energia termica vale oltre il 50% e di questo circa 6,52 Mtep sono relativi a biocombustibili.
L’Italia viene così ad essere il 4° Paese consumatore di biocombustibili nella UE a 28 Paesi con un 9% del consumo totale UE.
Il principale vettore del consumo di biocombustibili in Italia per un 97% va al mercato residenziale e l’Italia nel mercato consumer è il primo consumatore in UE.
Spingono i consumi residenziali 5 milioni di stufe a biomassa installate in Italia.
I consumi di legna da ardere sono di 20.000.000 di tonnellate anno di legna e circa 3.500.000 di tonnellate di pellet di legno.
Una valutazione delle biomasse disponibili è stimata in 90.000 tons di potature, 40.000 tonnellate di nocciolino di sansa, 140.000 tonnellate di sansa, 90.000 tonnellate di gusci, numeri decisamente interessanti.
 
Portogallo
Il legno rappresenta il 94% dei consumi di biocombustibili solidi utilizzati nel Paese.
Sansa e nocciolino di sansa vengono tradizionalmente utilizzati nelle industrie, ma l’utilizzo domestico è in aumento.
Anche i gusci hanno un utilizzo nelle caldaie industriali.
 
Slovenia
Le biomasse legnose sono la più diffusa energia rinnovabile utilizzata in Slovenia.
Le biomasse legnose vengono utilizzate per il consumo domestico e per la produzione di energia elettrica, una scelta razionale in un Paese che risulta il terzo più boscoso d’Europa, con il 58% della superficie coperta da foreste.
Le famiglie consumano circa 1.600.000 milioni di tonnellate anno di biomasse legnose.
Si producono il Slovenia circa 110.000 tonnellate di pellet di legno generalmente prodotti da piccole fabbriche tutte sotto le 10.000 tonnellate di produzione anno e pertanto il Paese necessità di importare pellet da altri Paesi.
Alta la produzione di cippato di legno con circa 1.500.000 tonnellate anno.
 
Spagna
Nel mercato industriale il biocombustibile maggiormente utilizzato è il cippato di legno con 3.000.000 di tonnellate per anno
Il secondo è la sansa con un potenziale di 800.000 tonnellate anno.
Forte il potenziale di potature di vigneto e soprattutto di ulivo anche se per ora ampiamente sottoutilizzato.
Per quanto riguarda il mercato domestico la biomassa più utilizzata è ancora la legna da ardere con 1.500.000 tonnellate anno, dato ufficiale, ma il consumo reale è significativamente più alto.
Il pellet di legno è molto utilizzato con circa 500.000 tonnellate anno, un consumo che aumenta velocemente di anno in anno.
Dopo il pellet, il cippato è la seconda biomassa di origine legnosa più utilizzata con 250.000 tonnellate anno.
Il nocciolino di sansa viene consumato per 130.000 tonnellate anno ma il potenziale dispone di altre 300.000 tonnellate anno.
 
Turchia
È un mercato con un fortissimo potenziale, ma bisognerà passare attraverso processi di certificazione dei biocombustibili, che vedano affiancati i produttori di biomasse e quelli degli impianti: bisognerà incoraggiare l’utilizzo di biocombustibili maggiormente rispettosi dell’ambiente anche attraverso l’aumento del sostegno pubblico.

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Pubblicato da Maddalena Sofia