Pellet di girasole: quando conviene e in che impianti usarlo
 

I moderni sistemi di riscaldamento domestico ed industriale fanno del pellet uno dei protagonisti principali e se le tipologie di pellet a base legnosa, come quelle di faggio e abete, sono senza ombra di dubbio i più gettonati, vi è un altro tipo di pellet che sta, sia pur lentamente, prendendo spazio nel mercato italiano: il pellet di girasole. Il pellet di girasole è un combustibile organico, altamente calorifico e totalmente ecosostenibile, derivante dalla pellettizzazione dei gusci dei semi di girasole. Il pellet di girasole infatti è il risultato del prodotto di scarto derivante dall’estrazione dell’olio dei semi di girasole. In questo breve articolo vedremo quali sono i vantaggi di questo tipo di biocombustibile, quando conviene comprarlo e in che tipo di impianti deve essere utilizzato per una resa ottimale.

 

Caratteristiche del pellet di girasole

Come accennato in precedenza il pellet di girasole è un prodotto derivante dalla pellettizzazione dei gusci di semi di girasole, materiale che può essere trovato in

caratteristiche del pellet di girasole

grandi quantità in tutti quegli impianti progettati per l’estrazione dell’olio di girasole. Per quanto riguarda l’Europa i maggiori produttori ed esportatori di questo tipo di materiale sono i paesi dell’est Europa come ad esempio l’Ucraina, la Bulgaria e l’Ungheria. A questi poi si aggiungono la Russia e la Romania. L’Italia dunque non rientra tra i grandi produttori di semi di girasole il che può essere considerato un piccolo svantaggio se paragonato ai benefici di questo tipo di prodotto. Per quanto riguarda le caratteristiche del pellet di girasole questo ha una lunghezza che può oscillare tra i 10 ed i 30 mm con un diametro che va dai 6 ai 10 mm ed una umidità media che si aggira intorno all’8%. La temperatura di combustione del pellet di girasole inoltre oscilla tra i 17,5 MJ/kg ed i 20 MJ/kg, più alta dunque rispetto al pellet di legno, con un costo oltretutto in media del 30% inferiore rispetto a quest’ultimo. Oltre ai vantaggi sopramenzionati bisogna menzionare anche il valore calorifico e ecosostenibilità.

Per quanto riguarda il valore calorifico del pellet di girasole questo si aggira intorno ai 4.5 kW/kg il quale, per paragone, può essere considerato come quasi il doppio rispetto a quello della legna da ardere al 30 - 35% di umidità.

Per quanto riguarda l’ecosostenibilità invece è necessario menzionare il fatto che il pellet di girasole durante la fase di combustione produce la stessa quantità di CO2 riscontrabile durante una tradizionale fase di decomposizione della materia con il quale è composto, il che è pari quasi allo zero.

I vantaggi dunque sono molti, ma questo non toglie comunque che sia possibile trovare anche qualche difetto. Tra questi i principali sono due, ovvero la quantità di ceneri residue ed il loro costo (non strettamente monetario) di trasporto e smaltimento. Per quanto riguarda il primo punto, c’è da dire che il pellet di girasole può arrivare ad avere un rapporto di ceneri residue rispetto al peso netto acquistato di circa il 4%. La cosa comunque viene in parte compensata, se pensiamo al fatto che le ceneri di questo tipo di biocombustibile si prestano ottimamente ad essere impiegate come fertilizzante organico, il quale per alcuni può compensare il ricavato energetico perduto nel processo di combustione. Per quanto riguarda il secondo punto invece c’è meno da dire. Dato che i maggiori produttori di pellet di girasole sono, come abbiamo visto, tutti situati al di fuori del nostro Paese, c’è da prendere in considerazione il fatto che l’impatto ambientale inerente al trasporto di questo tipo di biocombustibile, sia questo via terra o via mare, non sono di poco conto.

Conclusioni

Il mercato del pellet di girasole può essere considerato dunque come il naturale risultato di una crescente domanda di fonti di energia rinnovabili e completamente

ecosostenibili. È logico supporre dunque che la richiesta di pellet di girasole non possa che aumentare nel prossimo futuro, fino a prendere ancor più campo nel contesto italiano, e questo nonostante il fatto che, questo tipo di prodotto, viene per la maggior parte importato e non prodotto in Italia. Non vi è dubbio inoltre che il pellet di girasole sia una valida alternativa ai combustibili tradizionali. Chi pensa di avvicinarsi a questo tipo di prodotto però è bene che faccia attenzione a tre cose in particolare, ovvero alla sua reperibilità, al suo prezzo e al tipo di impianto nel quale intendiamo utilizzarlo. Come già menzionato la sua reperibilità può andare ad influire direttamente sul suo costo il quale, in ogni caso, dovrebbe essere sensibilmente inferiore rispetto a quello dei pellet tradizionali. A tal proposito è bene affidarsi ad un commerciante di fiducia che ci possa garantire la provenienza e la qualità del prodotto per evitare brutte sorprese. È bene diffidare dunque da offerte troppo buone per essere vere che promettono grandi risparmi i quali, molte volte, potrebbero essere giustificati da costi celati (come quelli di trasporto) o da un prodotto di bassa qualità che annullerà il risparmio. Internet è senza ombra di dubbio un’ottima risorsa se si sa però quello che si cerca e se si hanno le idee chiare in merito alle caratteristiche del prodotto che intendiamo acquistare. Per quanto riguarda l’impianto invece è possibile dire che il pellet di girasole è uno di quei prodotti che devono essere utilizzati in impianti moderni. Ovviamente una caldaia a policombustibile si presenta come una soluzione ideale per chi non vuole fare funzionare il proprio impianto con un solo tipo di biocombustibile (a tal proposito vedi Caldaia a pellet o caldaia policombustibile? cosa scegliere?).

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

 

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Pubblicato da Antonella Marinelli