Pellet di conifera: cos'è e quale scegliere

Le Pinophyta, note anche come conifere, sono una divisione di piante (tra cui pino, abete e larice) con un’ampia diffusione nel settore della produzione di biomassa. Il pellet di conifera dunque compre una porzione importante del mercato, e come tutte le altre tipologie di pellet  (vedi Impariamo a conoscere il pellet di sansaTutto quello che c'è da sapere sul pellet di pagliaPellet di nocciolino di sansa: guida all'acquistoPellet di girasole: guida all'acquistoPellet di mais tra etica e convenienza) anche il pellet di conifera presenta caratteristiche uniche nel suo genere che è bene conoscere per poter valorizzare appieno il proprio impianto di riscaldamento. In questo breve articolo prenderemo in considerazione il pellet di conifera ed in particolare il pellet di pino, analizzandone caratteristiche ed impiego.

 

Pellet di pino: un prodotto d’eccellenza

Gli alberi di pino sono alberi sempreverdi, resinosi, con corteccia spessa (la maggior parte) che possono arrivare fino ad 80 metri in altezza e vivere fino a 1000 anni circa. La diffusione del pino in Italia è considerevole (pinus pinea o pino domestico) con una coltivazione estesa prevalentemente su tutto il territorio nazionale, ad eccezione delle zone montuose. Il pellet di pino dunque rientra a tutti gli effetti tra i pellet di conifera nostrani, i quali presentano caratteristiche uniche; tra le prime proprio il fatto che il pino, essendo un albero così diffuso, incoraggia le produzioni a livello territoriale evitando così di contribuire al mercato nero delle importazioni di biomassa (vedi Perché in Italia si continua a importare tanta legna da ardere?Certificazione e tracciabilità per la legna da ardereScegliere la legna da ardere: quali mosse adottare per comprare la migliore legna in bancaliLegna da ardere in bancali: meglio comprarla così o sfusa?).

Tra le caratteristiche del pellet di pino è possibile elencare l’alto potere calorifico, il basso contenuto di umidità (inferiore all’10%) e residui post combustione, un prolungato tempo di combustione il che rende questo tipo di pellet particolarmente economico. Oltre a questo il pino, come la maggior parte dei pellet di conifera contiene un’elevata quantità di lignina fondamentale per garantire un corretto processo di pellettizzazione del legno con conseguente produzione di pellet di alta qualità privo di additivi chimici (vedi Pellettizzazione delle Biomasse: tutto quello che c’è da sapere,  Conviene produrre il pellet fai da te?Il processo di produzione del pelletCome si produce il pellet? Definizione, qualità e processo di lavorazione).

A tal proposito è bene ricordare che uno dei principali sintomi di presenza di additivi derivanti da sintesi chimica nel pellet è il colore troppo chiaro di quest’ultimo (vedi Come riconoscere il pellet di qualitàColore del pellet troppo chiaro: una concessione al marketing che non è indicatore della qualità del prodotto). Un pellet di pino di qualità si riconosce anche colore del prodotto il quale è lievemente più scuro rispetto ad altri tipi di pellet derivanti da conifera, come ad esempio l’abete. Quello che deve interessare il consumatore tanto quanto il rivenditore sono le prestazioni del pellet, in quanto sia il prezzo che il costo del è calcolato sul calore (resa energetica) e non sul colore (marketing).

 

 

Conclusione

In questo breve articolo è stato preso in considerazione il pellet di conifera, con un’attenzione particolare al pellet di pino. Come è stato possibile notare il pino, come tutte le conifere, è un legno altamente diffuso su tutta la penisola italiana, il che lo rende facilmente reperibile, economico e di facile lavorazione (a differenza invece di alberi dal tronco duro come ad esempio quercia, acero e ciliegio, betulla). Queste peculiarità rendono il legno di pino particolarmente propenso non solo per la produzione di pellet destinato a sistemi di riscaldamento come stufe, caldaie o camini, ma anche per impieghi in ambito alimentare (vedi Barbecue a pellet: tutto quello che c’è da sapereGuida ai pellet per barbecue quanto costano e a cosa servono).

Per concludere dunque i pregi del pellet di conifera sono molti (vedi Pellet di conifera, ovvero pellet di pino e pellet di abete: quale scegliere?Come scegliere il pellet in base all'essenza del legno. Faggio o abete?). Tra questi il pellet di pino è senza ombra di dubbio un pellet particolarmente interessante in quanto riesce a bilanciare in maniera ottimale il costo di produzione, il prezzo di vendita e la resa energetica. Il pellet di pino dunque si posiziona tra quelle tipologie di prodotto che ad oggi si distinguono nell’ampio panorama del mercato del pellet per caratteristiche e prestazioni (vedi anche Pellet Kalò di eucalipto; un pellet 100% bio dalle caratteristiche unichePerché il pellet di eucalipto è un ottimo pellet per stufe e caldaiePellet di eucalipto: quando si incontrano qualità e prezzo competitivoPellet di eucalipto buono per la salute, l'ambiente e il portafoglio).

Anche in questo caso il consiglio da dare è quello di affidarsi ad un produttore o rivenditore di fiducia, il quale sappia consigliare il consumatore finale a seconda delle esigenze e dell’impianto a biomassa a disposizione e che prioritizzi la qualità del prodotto piuttosto che mode passeggiere e strategie di marketing.

 

 

Categoria di Biomassa: 
Pellet

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Pubblicato da Gianclaudio Iannace