Stilare una classifica del miglior pellet presente sul mercato non è facile, dato che la diffusione del calore non deriva esclusivamente dal combustibile ma anche dalla qualità della stufa. Dunque per ottimizzare il vostro impianto di riscaldamento, occorre trovare il giusto compromesso tra qualità del pellet e qualità della stufa. In ogni caso, per riconoscere una qualità valida, è sufficiente seguire alcune semplici regole.

Valutare la dimensione

Il miglior pellet ha delle dimensioni ridotte. Infatti il pellet di piccole dimensioni (in genere 6mm) è in grado di entrare meglio nel bruciatore e quindi di produrre più calore.

Le ceneri prodotte e le certificazioni   

Un altro modo per valutare la qualità del pellet è quello di verificare la quantità delle ceneri.  Ovviamente questa verifica non è semplice per un consumatore, il quale si deve affidare a quanto viene riportato sulla confezione del pellet. In aiuto del consumatore però, ci sono le certificazioni: il pellet di qualità riporta la certificazione EN Plus A1. 

A1) per il pellet certificato A1 deve essere inferiore allo 0,7%

A2) per il pellet certificato A2 deve essere inferiore all'1,5

Pertanto un pellet con residuo inferiore all'1,5% è accettabile, ma è ancora migliore con un residuo inferiore allo 0,7%.

La certificazione EN Plus non prescrive solo il tetto massimo del residuo di ceneri prodotto dal pellet, sancisce parametri sulle sostanze chimiche contenuti nella materia prima d’origine e quantità di calore sprigionato.

Il colore

Ma la qualità del pellet si può capire a una semplice ispezione visiva? La nota distinzione tra pellet chiaro e pellet scuro, scopriamo, non ha fondamento: può dipendere dal tipo di essicatoio, quello a tamburo tende a tostare leggermente il pellet, dandogli un colore più scuro.

La cosa importante  è prendere in mano il sacco e vedere quanti residui di pellet sbriciolato ci sono: deve essere compatto. Molti residui indicano pellet di scarsa qualità e che ha subito lunghi spostamenti.

Il potere calorifico

Il pellet deriva dagli alberi, dunque è possibile fare una lista collegata al potere calorifico del tipo di legno di origine:

Abete: 4600 kcal/kg

Pino: 4.900 kcal/kg

Larice: 4.000 kcal/kg

Betulla: 4.900 kcal/kg

Acero: 4.600 kcal/kg

Faggio: 4.600 kcal/kg

Frassino: 5.300 kcal/kg

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Scritto da Maddalena Sofia