Il pellet di legno ha rivoluzionato in pochi anni il nostro modo di riscaldare le case e cambiato completamente lo scenario degli impianti.
Il pellet però non trova un utilizzo esclusivamente residenziale, ma ha anche, e forse ancora di più, un utilizzo industriale che si sta diffondendo molto velocemente a livello globale, con numeri impressionanti (vedi nostro precedente articolo "Prezzo del pellet 2018: si confermano gli aumenti").
pellet
In particolare, le pratiche di riduzione delle emissioni di carbonio e il passaggio a produzione di energia da fonti rinnovabili in Paesi come il Giappone, la Corea del Sud, il Canada e i Paesi della Europa occidentale, stanno portando alla progressiva eliminazione dell’uso del carbone e alla sua sostituzione con il pellet.
Ad oggi si usa nelle industrie pellet molto simile a quello destinato per uso residenziale, che, oltre a tanti vantaggi dei quali abbiamo più volte parlato, ha dei limiti.
I problemi del pellet per l’uso industriale, ovvero il costo del trasporto e la resistenza all’acqua, sono fattori che ne limitano l’utilizzo. 
Da qualche tempo alcune aziende innovative hanno trovato una soluzione, ovvero il pellet SE che, dopo una prima sperimentazione, non solo funziona benissimo e ha superato le problematiche che abbiamo accennato sopra, ma che viene prodotto a condizioni competitive rispetto al pellet tradizionale.
Ma che cosa è il pellet SE detto anche pellet evoluto o pellet nero (quest’ultima definizione è quella che forse meno adatta a venderlo, visto che i consumatori, parlo di quelli residenziali, associano ancora, sbagliando, il pellet chiaro al pellet di qualità)?
Il pellet SE viene prodotto attraverso un processo che si chiama “Steam Explosion”.
Si tratta di un processo che tende a separare le tre parti di cui è composta la fibra legnosa: emicellulosa, cellulosa e lignina.
All’interno di un reattore si sottopone il legno a vapore saturo ad alta pressione, ad una temperatura tra i 180° e i 230°, per un tempo massimo di 10 minuti, e, al termine del processo, viene ripristinata la pressione atmosferica; a questo punto avviene una decompressione esplosiva che sfibra il legno.
Questa “esplosione” fa emergere la lignina (che sappiamo essere l’elemento “legante” del pellet) sulla superficie delle fibre di legno sotto forma di piccole perle. 
Nel processo di pressatura del pellet queste particella di lignina formano un rivestimento superficiale simile ad una pellicola, un po' come quella del legno spezzato, e danno origine ad un pellet molto più resistente all’acqua e di maggiore durabilità e minori polveri o residui.
silos pellet
Rispetto al pellet “bianco” il pellet SE risulta più denso e con un maggior contenuto energetico specifico (GJ/m3).
Il pellet SE presenta due principali vantaggi rispetto al pellet normale:
A differenza del pellet bianco non si disgrega se immerso in acqua
Rispetto al pellet bianco, il pellet SE ha una densità energetica superiore (cira il 30% in piu’ in termini di GJ/m3): questo significa che più energia che può essere immagazzinata o trasportata per unità di volume.
Sia il processo di Steam Explosion, che le caratteristiche del pellet SE, erano note da anni, ma gli alti costi di produzione ne avevano impedito lo sviluppo commerciale.
È interessante rilevare alcune caratteristiche del pellet SE: dopo 48 ore di immersione in acqua il contenuto di umidità del pellet passa dal 6% al 14%, mentre un pellet bianco di disintegrerebbero in brevissimo tempo.
Nell’immersione in acqua il pellet SE non perde neanche le sue caratteristiche di durabilità meccanica: infatti se la durabilità meccanica del pellet SE è del 98,8% prima della immersione in acqua, dopo 48 ore di immersione la durabilità è pari al 97,7% - 98,5%.
Questo significa che il pellet SE può essere stoccato all’aperto, evitando costosi silos o capannoni o vagoni coperti, a tutto vantaggio della economicità di questo prodotto rispetto al pellet bianco.
Parlando di grandi utilizzatori industriali basta questo esempio per capire quale e quanto sia il vantaggio: una nave che carichi 60.000 metri cubi di pellet trasporta un contenuto energetico di 682.000 GJ se carica pellet bianco e di 924.000 GJ se invece viene caricata a pellet SE.
È insomma una innovazione che certamente avrà successo nel pellet industriale: potrà trovare applicazione anche per il pellet domestico?
 
Scritto da Gianclaudio Iannace

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Pubblicato da Debora De Carlo