Nocciolino di sansa: per utilizzarlo nelle stufe o caldaie a pellet serve una modifica?

Il mondo delle biomasse è in perenne espansione (vedi Pellettizzazione delle Biomasse: tutto quello che c’è da sapere). Ad oggi il mercato offre una molteplicità di soluzioni sia per il riscaldamento residenziale che industriale, con sempre più prodotti che si vanno ad aggiungere nel panorama delle biomasse come fonte energetica ecologica ed efficiente a discapito dei tradizionali impianti a combustibile fossile (vedi Gusci di noce: caratteristiche di questa interessante biomassa, Buccette di pomodoro: in quali casi e come vengono utilizzate come biocombustibile, Noccioli di albicocca: tutto quello che c'è da sapere su questo importante biocombustibile, Valore energetico dei sottoprodotti agricoli). In questo panorama sono due le biomasse che occupano le porzioni più importanti del mercato italiano ed estero; pellet e nocciolino di sansa. Sebbene queste due tipologie di biocombustibile spiccano per prestazioni e costo, vi sono comunque grandi differenze meccaniche che non rendano pellet e nocciolino di sansa prodotti intercambiabili, soprattutto per quello che riguarda gli impianti di riscaldamento. Di seguito prenderemo in considerazione il nocciolino di sansa e impianti a pellet, e vedremo quando, come e se è possibile impiegare queste due biomasse in maniera intercambiabile.

 

Nocciolino di sansa e impianti a pellet; facciamo chiarezza

Il nocciolino di sansa è uno di quei biocombustibili che sta lentamente guadagnando sempre più spazio nel mercato italiano sia per le proprietà meccaniche del prodotto in sé, che per la predisposizione nazionale alla produzione di questa tipologia di biomassa (vedi Che cos’è il nocciolino? E come usarlo per il riscaldamento di casa?, Quando conviene acquistare il nocciolino di sansa, Dove acquistare nocciolino di sansa? Frantoi, sansifici, rivenditori, on line). A questo si aggiungono politiche che incentivano l’acquisto, sostituzione e rottamazione (vedi Guida alla rottamazione della vecchia caldaia per ottenere il contributo del conto termico 65%, Ecobonus 110% o conto termico? Cosa scegliere, Comprare un impianto di riscaldamento a biomassa: meglio il Conto Termico o l'ecobonus 110%?, Decreto rilancio ed ecobonus fiscale 110% per gli impianti a biomassa: sono ammessi all'incentivo?) di vecchi impianti con impianti di nuova generazione (vedi Caldaia a 5 stelle: tutto quello che devi sapere). Questo può portare molti a prendere in considerazione la possibilità di utilizzare due tipologie di biomassa dalle alte prestazioni, come nocciolino di sansa e pellet, nel medesimo impianto. La stessa domanda oltretutto può sorgere anche a possessori di impianti a pellet che vogliono integrare il nocciolino di sansa per migliorarne le prestazioni. Il primo punto da prendere in considerazione dunque è il seguente, ovvero la possibilità di utilizzare il nocciolino di sansa in impianti pensati esclusivamente per la combustione del pellet. La cosa è possibile. Nocciolino di sansa e impianti a pellet sono una possibilità concreta a patto che l’impianto venga sottoposto alle dovute modifiche in modo particolare per quello che riguarda braciere e coclea. Un impianto a pellet infatti è pensato per la combustione di una tipologia di biomassa (pellet) non solo di dimensioni superiori, ma anche con un processo di combustione diverso. Questo comporta tre cose:

1.     Il braciere deve essere ridimensionato per evitare al nocciolino di cadere direttamente nel contenitore della cenere, dato le dimensioni ridotte.

2.     La coclea deve essere modificata per le medesime ragioni del braciere.

3.     L’immissione di ossigeno all’interno di caldaia e stufa deve essere regolata per adattarsi al nuovo tipo di biocombustibile.

Nocciolino di sansa e impianti a pellet dunque non sono mutualmente esclusivi, a patto che si apportino le modifiche richieste dal caso le quali comportano non solo un investimento monetario, ma anche il rischio di compromettere la funzionalità e prestazioni dell’impianto se non effettuate con cautela. Questo comporta che tali modifiche devono essere affidate ad un professionista del settore una volta valutata che tale modifica è l’opzione migliore a nostra disposizione.

Conclusione

Per ricapitolare dunque nocciolino di sansa e impianti a pellet possono andare d’accordo a patto che si rispettino certi criteri imposti per la salvaguardia non solo dell’impianto, ma anche dell’utente finale. A questo punto la domanda che sorge spontanea è se tale investimento, di energie e monetario, sia la scelta consona. Come già ricordato ad oggi le opzioni per l’acquisto, la sostituzione e la rottamazione del vecchio impianto a biomassa con uno nuovo sono molteplici e estremamente vantaggiose. Per chi è deciso oltretutto ad unire i vantaggi e pregi del nocciolino di sansa e impianti a pellet, il consiglio senza ombra di dubbio è quello di acquistare un impianto a policombustibile, il quale è ideato appositamente per la combustione di biomasse di consistenza e calibratura diverse (vedi In quali impianti di riscaldamento si può utilizzare il nocciolino di sansa?, Quali impianti domestici possono utilizzare il nocciolino di sansa?, Termocamino a legna o termocamino a pellet o nocciolino? cosa scegliere?, Per Natale...regalatevi una stufa policombustibile!). Per concludere dunque è possibile affermare che nocciolino di sansa e impianti a pellet sono compatibili a patto che si sappiano effettuare le dovute modifiche. Per chi decide di optare per questa soluzione il consiglio da dare ancora una volta è quello di rivolgersi a professionisti del settore.

Categoria di Biomassa: 
Sottoprodotti della trasformazione delle olive (sanse, sanse di olive disoleata, acque di vegetazione)

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Pubblicato da Gianclaudio Iannace