Scritto da Gianclaudio Iannace
 
Del nocciolino di sansa abbiamo parlato diverse volte nel nostro blog e speriamo di aver fornito un contributo di chiarezza, in particolar modo nel distinguere le diverse tipologie di nocciolino (nocciolino di sansa vergine e nocciolino di sansa disoleata), spiegando anche che il nocciolino di sansa è cosa diversa dalla sansa vergine e dalla sansa esausta.
Biocombustibili diversi adatti ad impianti con caratteristiche specifiche e pertanto una conoscenza più approfondita di questi prodotti, consente un acquisto consapevole, con la sicurezza di comprare il prodotto giusto al prezzo corretto.
Un consumo, quello del nocciolino di sansa, destinato ad aumentare, vuoi per la diffusione sempre maggiore degli impianti policombustibile e vuoi per l’oggettivo ottimo rapporto prezzo/potere calorifico del nocciolino di sansa.
Chi sostituisce la caldaia preferisce, se può, spendere di più ma comprare una caldaia policombustibile, che possa garantire la massima flessibilità in ordine all’utilizzo delle biomasse energetiche usando pertanto meno pellet e più cippato oltre che il nocciolino di sansa: considerate anche che il cippato e il nocciolino di sansa hanno un regime IVA al 10% a differenza del pellet che sconta IVA al 22%.
Insomma il nocciolino di sansa si sta trasformando da prodotto “locale” ovvero consumato solo in alcune Regioni d’Italia come Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, a prodotto la cui diffusione è oramai presente in tutta o quasi la penisola.
Hanno fortemente influito a questa crescita dei consumi, anche le importazioni dai Paesi stranieri, prima su tutti la Spagna e poi Tunisia, Marocco, Grecia, Algeria, Egitto, favorita in questi ultimi anni anche dal costo in calo dei noli.
Da questi Paesi, oltre l’importazione del nocciolino di sansa, sta cominciando ad arrivare in Italia anche il nocciolo di olive, intero, spezzato o frantumato: si tratta del nocciolo di olive (kernel of olive) che deriva dalla lavorazione delle olive da tavola.
Il nocciolo di oliva viene pulito dai residui della polpa di olive rimasti nelle zone apicali, lavato, asciugato e poi spezzato in modo generalmente grossolano o più sottile secondo le esigenze del cliente.
Si tratta di un ottimo prodotto poiché di solito viene venduto abbastanza asciutto e presenta un ottimo potere calorifico dovuto alla maggiore presenza di contenuto oleoso.
Il più delle volte è venduto con una frantumazione grossolana e spesso sono presenti semi interi nella fornitura: questi semi interi non determinano particolari problemi se non una certa rumorosità scorrendo in tramoggia e nella coclea.
In genere questa tipologia di prodotto viene importata da Egitto e Marocco.
Taluno lamenta un'eccessiva presenza di sale o di silicati che procurerebbero problematiche agli impianti, ma, personalmente, non ho mai dovuto lamentare casi di questo tipo.
Il mercato del nocciolino di sansa si allarga, ma si tratta di un prodotto che ha comunque una limitazione di utilizzo rispetto al pellet, dovuta al fatto che l’ulivo è un albero con alterne produzioni e, fatta eccezione per la stagione appena conclusa, non abbiamo avuto annate particolarmente buone, anzi.
Solo per l’ultima stagione, si è risalita la china della produzione e i prezzi si sono infatti mantenuti interessanti (intorno ai 18 euro per nocciolino di sansa sciolto e 21/22 euro per il prodotto confezionato in sacchette da 15 kg, 20 kg o 25 kg), tanto da scoraggiare massicce importazioni dai Paesi stranieri che comunque stanno avvenendo anche in considerazione delle richieste di nocciolino di sansa sempre crescenti; consideriamo poi che la Spagna è un fortissimo produttore di olio di oliva con oltre il 50% del mercato e l’Italia secondo gli ultimi dati, ha perso la posizione numero 2 a discapito di Paesi quali la Tunisia, Grecia e sembra che anche la Siria abbia una produzione maggiore dell’Italia, la quale si ferma a poco più di 183.000 tons anno di olio prodotto.
 
Come andrà questa stagione 2018/2019?
Non bene.
Abbiamo avuto un inverno con punte di freddo piuttosto intenso e sembra che gli ulivi abbiano sofferto parecchio, e, allo stato, l’infiorescenza degli ulivi risulta scarsa.
Inoltre abbiamo il problema che affligge una parte sempre più larga degli ulivi pugliesi e salentini in particolare: la Xylella.
Le aziende agricole sono piuttosto scoraggiate e poco fiduciose circa la possibilità di una contrazione del problema che è lontano dal trovare un protocollo curativo e come non bastassero i problemi “naturali” ci si mette anche la politica che litiga perfino sulla opportunità o meno dei tagli delle piante colpite dal batterio.
Molti proprietari sono rassegnati all'avanzata della malattia; si ritiene, infatti, che essa possa rapidamente espandersi e non si sono ancora trovati cultivar immuni dal batterio, così che anche nuove piantagioni non hanno garanzia di successo. In ogni caso servono circa 10 anni prima che una pianta possa dare una qualche produzione significativa.
Se le cose staranno così, questo 2018/2019  sarà un anno di scarsa produzione, di ritorno alle importazioni massicce di nocciolino di sansa e di prezzi in rialzo: un consiglio, comprate subito un po’ di scorte del vostro nocciolino di sansa (per approfondire, rimandiamo al nostro precedente articolo “Dove acquistare nocciolino di sansa? Frantoi, sansifici, rivenditori, on line”!

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Pubblicato da Maddalena Sofia