I noccioli di albicocca: un biocombustibile naturale per impianti policombustibili

 

Negli ultimi anni l’Italia ha visto un incremento esponenziale dell’energia termica prodotta tramite la combustione di biomassa, il che ha portato il mercato ad adeguarsi alle necessità di un nuovo tipo di consumatore, che sceglie di alimentare la propria abitazione (o azienda) in maniera alternativa rispetto ai classici combustibili fossili.
All’avanzata di questo nuovo trend di mercato hanno contribuito anche i prezzi progressivamente sempre più proibitivi di metano, gasolio, Gpl e così via.
Non c’è da sorprendersi allora se un crescente numero di utenti decida di utilizzare impianti a biomassa come la legna, pellet, cippato, briquette, nocciolino ed anche semi e noccioli di frutta.

Tutte queste soluzioni infatti non solo si presentano come estremamente vantaggiose rispetto ai combustibili tradizionali, consentendo un risparmio anche del 60% (se calcoliamo i costi in bolletta e la resa a lungo termine), ma sono oltretutto una soluzione ecosostenibile e rinnovabile.
Questo è particolarmente vero per quei tipi di biocombustibile che fino a non molti anni fa erano considerati lo scarto di lavorazioni primarie, come può essere il caso ad esempio il pellet di sansa (vedi Impariamo a conoscere il pellet di sansa), il pellet di nocciolino di sansa (vedi Pellet di nocciolino di sansa: guida all'acquisto) il pellet di paglia (vedi Tutto quello che c'è da sapere sul pellet di paglia), il pellet di girasole (vedi Pellet di girasole: guida all'acquisto) e così via.
In questa categoria rientrano anche i noccioli di albicocca, i quali soltanto recentemente stanno trovando il loro spazio nel mercato italiano come alternativa valida ad altri tipi di biocombustibile.

In questo breve articolo esploreremo caratteristiche e utilizzo dei noccioli di albicocca, e si vedrà perché questo importante biocombustibile dovrebbe avere più spazio sul mercato italiano rispetto a quello che dispone oggigiorno.

 

Noccioli di albicocca: caratteristiche ed utilizzo

 

Se fino a non molto tempo fa i noccioli di albicocca erano considerati un prodotto di scarto dell’industria alimentare, oggi vengono utilizzati sia per l’alimentazione di impianti a biomassa per uso aziendale che per uso domestico.

Nonostante questo i noccioli di albicocca ancora faticano a trovare il posto che meritano soprattutto nel mercato italiano.

Per quanto riguarda le loro caratteristiche tecniche, i noccioli di albicocca sono, come già osservato in precedenza, ecosostenibili, rinnovabili e soprattutto presentano un potere calorifero  di circa 4500 Kcal/Kg, il quale può essere considerato equiparabile, per prestazioni, alla legna da ardere  la quale, a seconda della tipologia e della stagionatura, ha un potere calorifico che oscilla tra i 3500 Kcal/Kg e i 4300 Kcal/Kg (per approfondire vedi Qual è la migliore legna da ardere?).

A questo si somma il fatto che i noccioli di albicocca presentano un livello di umidità talmente basso (meno del 12%) da conservare quasi per intero il loro potere calorifico indipendentemente dalle condizioni del loro stoccaggio e dal momento del loro utilizzo.

Questo vuol dire che i noccioli di albicocca possono essere conservati in condizioni anche non ottimali (se necessario) e non assorbire umidità dall’ambiente circostante, il che è decisamente un vantaggio per chi decide di acquistare il prodotto in grandi quantità per risparmiare.

Gli impianti a biomassa policombustibile infine sono la soluzione ideale per chi decide di sperimentare questo tipo di prodotto.
I noccioli di albicocca infatti possono essere bruciati sia da soli, che come integrazione ad altri tipi di biocombustibile.

Per chi opta per la prima opzione si accorgerà ben presto della loro alta resa calorifica, della scarsa produzione di residui post-combustione (dal 2 al 4% di ceneri), e dei limitati fumi di combustione, i quali non andranno a gravare in maniera significativa sul nostro impianto in termini di pulizia (come può essere il caso invece per materiali particolarmente resinosi, come i pellet di scarsa qualità).

Per chi decide invece di utilizzare i noccioli di albicocca come integrazione ad altri biocombustibili, l’unico consiglio che è possibile dare è quello di fare attenzione alle proporzioni per evitare che la resa calorifica e il risparmio economico dei biocombustibili utilizzati vada perduto.

In questo caso dunque è bene fare i giusti calcoli, o come alternativa, rivolgersi al nostro fornitore di fiducia o lì dove abbiamo comprato il nostro impianto a policombustibile (per approfondire vedi Caldaia a pellet o caldaia policombustibile? cosa scegliere?).

 

Per finire

 

Per ricapitolare dunque è possibile dire che i noccioli di albicocca, sebbene possono essere considerati ancora come un mercato di nicchia, hanno grandi potenzialità che possono essere riassunte nel seguente modo: alta resa calorifica, ecosostenibilità e rinnovabilità del prodotto, bassa percentuale di umidità (ottimale per conservazione e stoccaggio), minimi residui post-combustione, prezzo contenuto. Per concludere i noccioli di albicocca sono un biocombustibile importante a cui ancora, purtroppo, non viene riconosciuto il potenziale che sicuramente si meritano. Questo però arriverà con il tempo. Per tutti gli estimatori ed i possessori di un impianto a policombustibile il consiglio è quello di provare questo tipo di prodotto il quale, senza ombra di dubbio, non lascerà insoddisfatti.

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp

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Pubblicato da Antonella Marinelli