La stufa a pellet, ecologica e funzionale, si delinea come una scelta ideale per chi cerca un modo per riscaldare la propria abitazione riducendo i costi, e per chi, oltretutto, non ha voglia di investire energie e denaro in soluzioni più tradizionali, come ad esempio un termocamino a legna, il quale, oltre a necessitare più manutenzione ed essere meno efficiente, produce sia più residui che più odori, che possono risultare sgradevoli. La stufa a pellet invece, oltre a produrre meno fumo, produce anche meno residui, a patto che il pellet utilizzato sia di buona qualità. Da qui deriva il fatto che anche la manutenzione di una stufa a pellet, nella maggior parte dei casi, è più semplice rispetto a quella che possono richiedere altre soluzioni.

 

 

Prima di procedere è necessario specificare che la stufa a pellet necessita di due tipi di manutenzione ben distinte: la prima, manutenzione ordinaria (pulizia del piano del braciere e del cassetto della cenere), può effettuarla chiunque con dispendio minimo di energia, mentre la seconda, manutenzione straordinaria, deve essere obbligatoriamente affidata a manutentori stufe a pellet qualificati.

Dal 15 ottobre 2014 infatti, per tutte le stufe di potenza maggiore ai 5KW, è obbligatorio tenere aggiornato (o richiedere nel caso di impianti antecedenti al 2008) il libretto di impianto per la climatizzazione come richiesto dal Decreto Ministeriale del 10 febbraio 2014, la cui compilazione deve adeguarsi alle linee guida stabilite dal Decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, n. 74. Da qui deriva il fatto che i manutentori stufe a pellet qualificati devono seguire i criteri stabiliti dalla Norma Tecnica UNI 10683/2012 la quale definisce, tra le altre cose, i criteri di controllo e manutenzione degli impianti.

Stabilito dunque che la manutenzione straordinaria è obbligatoria e regolata da una molteplicità di norme e regolamenti pensati per preservare la sicurezza dell’ambiente domestico e non solo, è bene prestare molta attenzione quando ci apprestiamo a cercare il professionista giusto tra i vari manutentori stufe a pellet per il controllo annuo del nostro impianto, così da evitare spiacevoli sorprese.

Tra i primi requisiti cui dobbiamo fare attenzione vi è, ovviamente, la competenza del professionista, il quale deve essere non solo abilitato e preparato alla compilazione del libretto di impianto per la climatizzazione, ma anche essere a conoscenza delle normative vigenti. La corretta compilazione del libretto di impianto per la climatizzazione ci eviterà brutte sorprese nel caso in cui le autorità competenti decidano di effettuare un controllo al nostro impianto. Nel caso di irregolarità nella compilazione infatti, il proprietario dell’impianto è soggetto a sanzioni amministrative che oscillano dai 500 Euro fino ai 3000 Euro, come stabilito dal sopramenzionato DPR 74/13. 

Superato questo primo step, e scelto il professionista più qualificato tra i molteplici manutentori stufe a pellet presenti sul mercato, è ora di chiedersi quali operazioni verranno effettuate sulla nostra stufa. Le operazioni che possono essere effettuate sul nostro impianto sono diverse, ed ogni professionista propone quelle da lui ritenute opportune a seconda del caso. Generalmente, le operazioni minime che devono essere offerte dal manutentore prevedono la pulitura dei condotti di scarico, la pulitura e lubrificazione dei motori di combustione, l’ispezione dei cavi elettrici, la pulitura della camera di combustione, la pulizia della camera degli scambiatori. Oltre a questo si aggiungono operazioni minori, ma non per questo meno importanti, come la verifica delle guarnizioni per evitare perdite e la sostituzione di componenti minori, come ad esempio ventole, e così via.

 

 

 

Anche il prezzo dell’intervento è un elemento che va preso in considerazione quando scegliamo il professionista giusto tra i vari manutentori stufe a pellet. Questo come ci si può immaginare, oscilla ampiamente a seconda delle condizioni della nostra stufa e a seconda del carico di lavoro a cui la sottoponiamo. In linea generale è possibile affermare che la chiamata del manutentore più un intervento base può partire dai 60 Euro, mentre interventi più complessi possono arrivare anche intorno a 200 Euro.

Per ricapitolare, dunque, la pulizia annua della stufa a pellet è un step obbligatorio per tutti i possessori, il quale ci garantisce sia una messa in sicurezza dell’impianto che l’evitare di incorrere in eventuali sanzioni amministrative in caso di controllo. Da qui il fatto che l’affidarsi al professionista giusto tra i vari manutentori stufe a pellet presenti sul mercato ci garantisce tranquillità sia mentale che economica.

Come abbiamo visto, quando ci addentriamo nel mondo dei manutentori stufe a pellet ci sono tre elementi che ci permettono di districarci per trovare il professionista giusto. Questi sono la certificazione ad intervenire sull’impianto e la conseguente competenza nella compilazione a norma del libretto di impianto per la climatizzazione, i servizi offerti, i quali come minimo devono comprendere  gli interventi sopraelencati, ed infine il prezzo, che deve essere concorrenziale ed in linea con le offerte del mercato (quindi né troppo basso né troppo alto).

Una corretta manutenzione porta a meno consumo di pellet e più rendimento termico, e se per la manutenzione ordinaria è sufficiente equipaggiarci di aspirapolvere, guanti, mascherina e pazienza, per quella straordinaria i manutentori stufe a pellet certificati sono sia una sicurezza che un obbligo imposto dalla legge.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scritto da Leandro Loriga

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Pubblicato da GIANCLAUDIO IANNACE