Legna da ardere prezzi: andamento del mercato

 

La stagione termica 2019/2020 è alle porte, il che vuol dire che presto sarà possibile accendere nuovamente i nostri impianti. Molti possessori di stufe, camini o caldaie a biocombustibile non hanno perso tempo e con la conclusione della stagione 2018/2019 (ufficialmente chiusa il 15 aprile 2019) hanno approfittato della bassa stagione e dei prezzi cosiddetti pre-stagionali per fare rifornimento del loro biocombustibile prediletto, sia questo pellet, cippato oppure legna da ardere, ad un costo vantaggioso. Tutti coloro invece che si apprestano all’acquisto di biocombustibile con la stagione fredda alle porte noteranno qualche cambiamento nel mercato, soprattutto per quello che riguarda la legna da ardere prezzi, in particolar modo se acquistata attraverso grandi catene di distribuzione. Con la globalizzazione infatti si è visto la nascita di nuove politiche

 

economiche che garantiscono una maggiore libertà di circolazione dei prodotti sia all’interno dell’UE, che all’esterno, questo vuol dire sia una maggiore possibilità di scelta del prodotto da parte dell’utente finale, che un mercato influenzato da correnti esterne secondo i principi di un’economia aperta. Per quello che riguarda questo breve articolo, questo si traduce in legna da ardere prezzi soggetta a fluttuazioni di mercato molto spesso indipendenti dalla situazione italiana. Con politiche forestali sempre più restrittive nei principali paesi di esportazione del legname infatti è salito in modo esponenziale il consumo contingente (ovvero interno al paese di provenienza) il che comporta una minore quantità destinata all’estero. Questo implica un significativo aumento della legna da ardere prezzi, al quale devono ancora essere aggiunte tasse di esportazione, spese di trasporto e consegna (a tal proposito vedi Legna da ardere in bancali: meglio comprarla così o sfusa?). Tutto questo, come è possibile intuire, va a gravare sul consumatore finale. In questo breve articolo saranno fatte alcune considerazione sulla legna da ardere prezzi e si vedrà cosa dobbiamo aspettarci dal mercato per la stagione termica 2019/2020.

 

 

Premessa

 

Il ventunesimo secolo è, come abbiamo già notato anche in articoli precedenti, l’era della riscoperta della biomassa. Questo è vero non solo per il contesto italiano, ma anche per quello globale. Un nuovo interesse per l’ambiente ha fatto in modo che l’attenzione del mercato si spostasse da prodotti di origine artificiale a quelli di origine naturale, come ad esempio i combustibili solidi naturali (legna da ardere etc.). Questo, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto decollare l’industria del legno la quale oggigiorno è soggetta a forti pressioni provenienti da tutto il mondo. A questo si sommano, come già notato, nuove politiche forestali adottate dai principali paesi esportatori europei (soprattutto l’est Europa) il che implica varie cose. La prima è che i suddetti paesi saranno più propensi al commercio interno per evitare l’alta tassazione dovuta all’export. Questo si traduce in una minore disponibilità di legname proveniente dall’Europa e diretto verso l’Italia. Questo è particolarmente importante se consideriamo che l’Italia, secondo la FederlegnoArredo e la Conlegno, è al terzo posto nella classifica europea dei paesi importatori di legname, con quasi 3 miliardi di euro (davanti all’Italia solo UK e Germania). La seconda cosa è che il legno proveniente dall’Europa e diretto verso l’Italia, arriverà al consumatore finale con un prezzo maggiorato rispetto al passato. Terza ed ultima osservazione è che, data la carenza di legname le importazioni sono affidate a grandi esportatori situati all’esterno dell’UE. In ordine di grandezza questi sono Russia, Brasile, Canada, Stati Uniti, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo.

 

Cosa aspettarsi per la stagione 2019/2020

 

Come è possibile osservare dunque il prospetto della legna da ardere prezzi per la stagione 2019/2020 non è incoraggiante, e c’è da aspettarsi un incremento dei costi rispetto agli anni passati che oltretutto, secondo le previsioni appena accennate, non ha intenzione di diminuire ma bensì di aumentare. Tutto questo ovviamente grava sulle tasche del

consumatore, il quale per sopperire ad una spesa maggiore della legna da ardere prezzi rispetto a quella degli anni passati potrebbe affidarsi a produttori che agiscono al limite della legalità (a tal proposito è bene ricordare che esiste l’European Union Timber Regulation, adottato nel nostro paese nel 2014 che ha l’obiettivo di contrastare il commercio di legname illegale). Generalmente è possibile dire che nonostante le prospettive del mercato non siano delle migliori ci sono comunque modi per contenere i costi, come ad esempio affidarsi a produttori locali di piccole/medie dimensioni (è avvantaggiato chi vive in contesti rurali mentre per tutti gli altri le energie da impiegare per trovare un fornitore affidabile sono leggermente maggiori). Per quanto riguarda legna da ardere prezzi è comunque è possibile fare riferimento ai parametri stabiliti dall’Ufficio delle Entrate per avere un’idea del prezzo d’acquisto per la stagione 2018/2019. La legna da ardere in bancali infatti ha un prezzo al pubblico che si aggira intorno € 150,00/ Ton, mentre per quella sfusa i prezzi si aggirano intorno ai 13/14 euro al quintale. Questi ovviamente sono prezzi di riferimento e le variabili sono molte (a tal proposito vedi Legna da ardere: prezzi e consigli)

 

Per finire

 

La stagione 2019/2020 dunque promette aumenti per quello che riguarda la legna da ardere prezzi. Come abbiamo visto questo è dovuto ad una commistione di circostanze tra le quali l’applicazione di nuove politiche forestali per i principali paesi esportatori europei e un riscoperto d’interesse a livello globale per il legname (non solo quello da ardere). Tra i consigli che è possibile fornire per contenere le spese è quello di affidarsi a produttori locali certificati, i quali se operanti in piccole realtà tendono generalmente a tagliare le spese di trasporto e consegna. Oltre a questo oltretutto è sempre bene fare rifornimento di legname nella bassa stagione (il periodo primaverile è l’ideale) per approfittare di prezzi decisamente più vantaggiosi rispetto all’alta stagione, dove la richiesta di legname è ingente. È bene tenere sotto controllo anche i consumi per evitare di sprecare in maniera inutile in nostro biocombustibile. Questo è possibile farlo eseguendo operazioni di manutenzione ordinaria ed straordinaria al nostro impianto per mantenerne l’efficienza, e prendere in considerazioni le varie proposte che offre il mercato per quanto riguarda l’impianto (a tal proposito vedi i differenti tipi di caldaia presenti sul mercato, il camino chiuso, stufa ventilata, stufa ad accumulo etc.).

 

Scritto da: Leandro Loriga per Biomassapp.

 

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Pubblicato da Antonella Marinelli