Attualmente l'Unione europea produce oltre 13 milioni di tonnellate di potature di legno all'anno, ma solo una parte marginale di queste potature viene usata come biomassa combustibile.

L'utilizzo delle potature come biomassa potrebbe essere incoraggiato in un quadro europeo di supporto, anche attraverso l'uso dei finanziamenti europei da destinarsi a progetti di sviluppo di questa opportunità.

In confronto ad altre biomasse energetiche, come il legname e le colture energetiche dedicate, la biomassa residua da agricoltura o boschiva, creano certamente meno problemi di sostenibilità ambientale.

 
Potenziale Europa potature energetiche
Sebbene i residui di silvicoltura siano già utilizzati per produrre il pellet e per la produzione di cippato di legno, molti residui agricoli rimangono al di fuori del campo di applicazione del mercato delle bioenergie, a causa di una serie di ostacoli tecnici, ambientali, economici e di conoscenza: 
• Cecità politica e normativa - Le potature non sono riconosciute nella politica energetica dei diversi Paesi UE come biomassa energetica
• Scarsa consapevolezza: gli agricoltori in genere considerano le potature come un rifiuto, non come una risorsa e così, la loro preoccupazione principale, è semplicemente quella di sbarazzarsi delle potature nel modo più rapido e conveniente possibile.
• Uso esistente - Gli agricoltori che producono le potature hanno già delle pratiche per il loro uso.
Tipicamente, le potature vengono triturate e lasciate sul terreno, agendo come fertilizzante organico, o sono ammucchiate e bruciate sul lato del campo. 
Mentre la prima pratica può avere un positivo impatto per la fertilità del suolo (sebbene possa anche agire come vettore di malattie), bruciare le potature non solo non crea valore, ma può costituire un problema ambientale e di sicurezza. 
Nella rara occasione in cui le potature siano già utilizzate come risorse energetiche, esse sono generalmente utilizzate dal contadino come legna da ardere per autoconsumo.
• logistica e trasporto - Le potature non sono adatte per essere trasportate su lunghe distanze. I residui agricoli sono prodotti su piccola scala e vengono generalmente raccolti su più siti di raccolta, quindi logistica e costi di trasporto possono essere piuttosto onerosi, limitando il potenziale economico dell'utilizzo delle potature ai soli mercati locali. 
La biomassa è pertanto principalmente utilizzata localmente, essendo trasportabile a breve o media distanza (da 5 a 30 km) dal sito all'utente finale. 
• Scetticismo degli utenti finali - Le potature sono considerate di bassa qualità e non competitive rispetto alle altre biomasse. Gli utenti finali sono poco disposti a cambiare le loro abitudini e a sostituire le biomasse che utilizzano con le potature e tanto meno a pagare abbastanza da coprire i costi di raccolta, stoccaggio e consegna delle potature
• Mancanza di modelli di business - L'intensità della manodopera per la raccolta delle potature è un problema serio e la produzione per ettaro è incerta e spesso bassa. I costi associati alla raccolta e alla gestione delle potature possono essere considerati troppo alti per un'attività spesso stagionale, il che significa che i costi delle macchine e degli strumenti devono essere coperti da modelli di business innovativi che possano condividere i costi tra diversi siti di raccolta.
 
Raccomandazioni per un maggiore utilizzo delle potature come biomasse energetiche:
 • Prendere in considerazione il potenziale delle potature come biomassa energetica in ottica europea. 
L'uso di energia rinnovabile è sostenuto a livello europeo attraverso il programma 2020 e quello imminente 2030. 
Nel raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici, gli Stati membri dovranno orientare le loro politiche verso lo sviluppo di piani di azione nazionali aperti alla valorizzazione delle potature e del loro potenziale energetico
La biomassa continuerà a svolgere anche in futuro un ruolo importante in Europa: oggi oltre il 60% della produzione di energia rinnovabile è derivato dall’uso delle biomasse. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a considerare le potature una biomassa energetica da valorizzare, in particolare in Spagna, Italia, Grecia, Francia, Portogallo e Polonia.
 
• Utilizzare i criteri di sostenibilità della biomassa per supportare l'uso di legno riciclato
La Commissione europea dovrebbe cogliere l'opportunità introdotta dal quadro per l’energia e l’ambiente 2030, per insistere sui criteri di sostenibilità della biomassa basati sull'economia circolare e Bioeconomia. 
Questo non supporterà solo l'uso sostenibile delle risorse esistenti di biomassa, ma servirà anche ad incoraggiare l'uso di biomassa di bassa qualità, come le potature, supportando nel contempo l’emergere della bioeconomia e consentire così lo sviluppo rurale. 
• Introdurre divieti sulla combustione a cielo aperto.
• Riconoscere le caratteristiche specifiche dei residui agricoli in tutte le fasi della catena del valore. 
È necessario rimuovere le barriere normative a livello UE, come i requisiti per la progettazione ecocompatibile per piccole stufe (<50kw) e caldaie (<500kw), che pongono limiti rigorosi alle emissioni. Le politiche europee dovrebbero riconoscere i residui agricoli come specifiche categorie di biomassa, incoraggiandone l’utilizzo. 
• Gli agricoltori possono essere incoraggiati ad utilizzare potature come ammendante del suolo nelle regioni in cui il suolo è di scarsa qualità, ma altrove la pratica è un ostacolo allo sviluppo del mercato delle biomasse
• Fare uso dei fondi disponibili per sostenere lo sviluppo della catena del valore
Le catene del valore relativo alle potature sono necessariamente locali e, come tali, le misure per incoraggiarne lo sviluppo dovrebbe avvenire a livello regionale. Questo può essere incoraggiato usando il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale che può finanziare il trasferimento di conoscenze, la formazione e l'acquisizione di competenze per lo sviluppo aziendale e imprenditoriale e per promuovere la cooperazione tra gli attori della catena del valore per la fornitura di biomassa energetica e la produzione di energia
• Supportare modelli di business cooperativi per condividere costi e rischi.
 
 
Scritto da Gianclaudio Iannace

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Pubblicato da Debora De Carlo