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La differenza tra la sansa di olive e il nocciolino di sansa

Il periodo di raccolta delle olive è terminato anche per quelle parti del paese dove la raccolta si prolunga oltre i mesi più freddi (vedi Quando conviene acquistare il nocciolino di sansa e Dove acquistare nocciolino di sansa? Frantoi, sansifici, rivenditori, on line). Questo significa che molti frantoi del paese sono nel pieno delle attività di stoccaggio e vendita di quello che un tempo era considerato come il naturale scarto del processo di estrazione dell’olio dalle olive; la sansa di olive. La sansa di olive può essere definito come un sottoprodotto derivane dalla spremitura delle olive, la quale contiene sia buccette, polpa che noccioli triturati. Sebbene la sansa di olive per molto tempo sia stata considerata come un prodotto puramente di scarto, ad oggi nuovi impieghi nell’industria del riscaldamento domestico e industriale, il che consente di utilizzare tutti gli scarti al processo della filiera olearia in maniera produttiva ed ecologica. In questo breve articolo prenderemo in considerazione la sansa di olive e il nocciolino di sansa, dando una definizione a questi due prodotti e vedendo in qual impianti sono utilizzabili.

 

Sansa di olive e nocciolino di sansa

Come già accennato il prodotto primario del processo di lavorazione delle olive è la sansa vergine la quale fino a non molto tempo è stata considerata come un prodotto di scarto. La sansa vergine, che può essere definita come il primo prodotto derivante dal processo di estrazione dell’olio dalle olive (vedi Sansa vergine e sansa esausta: processi produttivi e utilizzo) nella sua forma primaria non ha alcun tipo di applicabilità diretta, almeno a livello residenziali. Questo perché la sansa vergine ha un alta percentuale di umidità (70% circa) il che la rende non consona ad un suo utilizzo in impianti a combustione. È solamente dopo un ulteriore processo di lavorazione che la sansa vergine può essere trasformata in un ulteriore sottoprodotto consono al suo utilizzo come biomassa. Questo prodotto è il nocciolino di sansa. Il nocciolino di sansa (densità 750 kg /m3 circa e contenuto idrico 15% circa) è un sottoprodotto della sansa di olive la cui caratteristica primaria è la sua composizione derivante dagli scarti del solo nocciolo dell’oliva (vedi Che cos’è il nocciolino? E come usarlo per il riscaldamento di casa?, Nocciolino di sansa vergine e nocciolino di sansa disoleata: differenze e caratteristiche). A sua volta il nocciolino di sansa può essere differenziato in due sottoprodotti;

 

 

  • Nocciolino di sansa vergine il quale, al contrario del nocciolino di sansa esausta, è il risultato di un solo processo di separazione meccanica della sansa dal nocciolino (e quindi privo di agenti chimici).

 

La regolamentazione della produzione del nocciolino (sia questo nocciolino di sansa esausta o nocciolino di sansa vergine) è reperibile nel Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 inerente le Norme in materia ambientale, nella Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili ed infine il  Decreto 23 giugno 2016 per l’Incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

 

Sansa di olive e nocciolino di sansa; quali impianti sono idonei al loro utilizzo?

Come è stato possibile vedere dal procedo di estrazione dell’olio di oliva si ottengono, a fini di combustione, tre prodotti; sansa di olive, nocciolino di sansa vergine, nocciolino di sansa esausta. Esclusivamente da un punto di vista tecnico tutti e tre questi prodotti possono essere utilizzati come combustibile; questo non vuol dire però che tutti e tre questi prodotti dovrebbero essere usati come tale. Se il nocciolino di sansa vergine e il nocciolino di sansa esausta sono biocombustibili ideali che presentano esclusivamente differenze meccaniche e di prezzo (nocciolino di sansa vergine è più performante rispetto al nocciolino di sansa esausta, il quale però presenta un prezzo d’acquisto inferiore), la pura sansa vergine, considerando il suo alto contenuto di umidità, non si presta bene al essere un biocombustibile. Questo vuol dire che alimentare un impianto di riscaldamento con sansa vergine può causare non solo gravi perdite a livello economico (il potere calorifico sprigionato non giustifica il prezzo d’acquisto) ma anche danneggiare l’impianto in quanto l’alta percentuale di sostanze volatili presenti nella sansa vergine possono comprometterne la funzionalità (In che casi e in quali impianti si può utilizzare la sansa). Per quanto riguarda il nocciolino di sansa esausta ed il nocciolino di sansa vergine invece le cose cambiano. Entrambi questi prodotti sono ideali per essere sfruttati come supplemento, oppure anche come biocombustibile principale per tutti gli impianti a biocombustibile (vedi Nocciolino di sansa: per utilizzarlo nelle stufe o caldaie a pellet serve una modifica?, Quali impianti domestici possono utilizzare il nocciolino di sansa?, Il nocciolino di sansa è meglio del pellet?).

 

Conclusione

La sansa di olive è un prodotto dalle proprietà varie e disparate, il cui impiego è particolarmente apprezzato non solo nell’industria cosmetica, ma anche in quella alimentare. A questo si aggiunge ad oggi la sua lavorazione a fini di prodotte tipologie di biocombustibile economico e dall’alto rendimento come è il caso per il nocciolino di sansa esausta ed il nocciolino di sansa disoleata. Prestazioni, prezzo e applicabilità sono dipendenti da molteplici fattori, primo tra tutti la qualità del prodotto che si traduce in un attento processo di produzione (per approfondire vedi Come, differenze di potere calorifico delle biomasse, influenzano i consumi e i costi di esercizio del tuo impianto, Il potere calorifico delle biomasse).

Articolo scritto da: Leandro Loriga 

 

 

 

 

 

Categoria di Biomassa: 
Sottoprodotti della trasformazione delle olive (sanse, sanse di olive disoleata, acque di vegetazione)

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Pubblicato da Antonella Marinelli