Il 13 novembre il Parlamento Europeo ha approvato i nuovi obiettivi per le energie rinnovabili, l'efficienza energetica e i biocarburanti di seconda generazione votando per la direttiva per le energie rinnovabili (REDII). 

I membri del Parlamento hanno votato in modo favorevole in 495 e si sono contati 68 voti contrari, per approvare un obiettivo vincolante che impegna i Paesi partecipanti a lavorare affinché le energie rinnovabili rappresentino almeno il 32% del consumo finale lordo di energia dell'Unione europea entro il 2030.

Il Parlamento ha anche votato con 434 voti favorevoli e 104 voti contrari, per approvare un obiettivo indicativo che richiederà un aumento del 32,5% dell'efficienza energetica entro il 2030.

Un terzo voto ha approvato la governance dell'Unione dell'energia con 475 voti favorevoli contro 100 voti contrari, che imporrà a ciascuno stato membro di presentare un piano decennale nazionale sull'energia e il clima con obiettivi, politiche e misure a livello nazionale ad iniziare dalla fine del 2019 e successivamente ogni 10 anni. 

Insieme i tre provvedimenti legislativi fanno parte del pacchetto normativo “Energia pulita per tutti gli europei”.

Le informazioni pubblicate dal Parlamento europeo indicano che, gli obiettivi per le energie rinnovabili e l'efficienza energetica, saranno rivisti entro il 2023.

Gli obiettivi, tuttavia, possono essere soltanto migliorati, non possono essere peggiorati.

Come parte del pacchetto, i biocarburanti di seconda generazione devono fornire almeno il 14% del carburante per il trasporto entro il 2030.

I biocarburanti di prima generazione che sono considerati ad alto rischio di cambiamento indiretto della destinazione dei terreni (ILUC), tuttavia, non saranno più in grado di contare negli obiettivi dell'UE in materia di energie rinnovabili a partire dal 2030.

Dal 2019 al 2030, il contributo dei biocarburanti di prima generazione relativamente agli obiettivi energetici dell'UE, sarà gradualmente eliminato.

Una volta che il consiglio adotterà formalmente l'accordo, le nuove regole saranno pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. 

Il regolamento sulla governance sarà applicato direttamente a tutti gli Stati membri. 

Tuttavia, gli Stati membri dovranno recepire i nuovi elementi delle altre due direttive nella legislazione nazionale entro 18 mesi.

ePURE, l'associazione europea per l'etanolo rinnovabile, ha affermato che l'adozione definitiva del REDII da parte del Parlamento europeo apre la porta a un approccio più efficace alla decarbonizzazione dei trasporti ma ammonisce che spetterà agli Stati membri trasformare questa ambizione in azione.

Secondo ePURE, REDII conferma l'importanza della produzione di biocarburanti a base vegetale prodotti in modo sostenibile, incluso l'etanolo, per il contenimento dell’innalzamento della temperatura globale. 

La direttiva, tuttavia, limita il contributo che questi carburanti possono apportare all'obiettivo del 2020 di ciascuno Stato membro al 7 percento. 

ePURE ha affermato che questo significa che gli stati membri hanno tempo fino al 2020 per aumentare il loro uso dell'etanolo rinnovabile nei trasporti se vogliono massimizzare la loro capacità di raggiungere obiettivi di rinnovamento e cambiamento climatico.

"C'è un messaggio chiaro della Commissione europea e che ha l’obiettivo di una riduzione delle emissioni a lungo termine", ha dichiarato Emmanuel Desplechin, segretario generale di ePURE. "Gli Stati membri e il Parlamento europeo hanno convenuto che i biocarburanti sostenibili basati sulle colture come l'etanolo di produzione UE svolgono un ruolo importante nella decarbonizzazione. La nuova strategia a lungo termine, che guarda al 2050, dovrebbe rafforzare questo riconoscimento attribuendo grande importanza all'etanolo sia di prima che di seconda generazione. Ciò invierebbe un segnale reale da Bruxelles agli Stati membri sul fatto che l'UE è seriamente intenzionata a ridurre le emissioni dei trasporti ".

L'AEBIOM, l'associazione europea delle biomasse, ha affermato che il REDII è certamente un buon viatico ma non sarà sufficiente per decarbonizzare il settore del riscaldamento e raffreddamento dell'UE. 

Mentre la maggior parte degli sforzi passati si sono concentrati sulla promozione dell'elettricità rinnovabile, AEBIOM ha affermato che il nuovo REDII sta finalmente affrontando anche il riscaldamento e il raffreddamento, che rappresentano circa la metà dell'attuale consumo energetico finale dell'UE. 

Una dichiarazione rilasciata da AEBIOM e un gruppo di altre organizzazioni europee, tuttavia, invita l'UE ad essere più ambiziosa nei suoi sforzi per incoraggiare l'uso delle energie rinnovabili proprio relativamente alla produzione del riscaldamento e del raffreddamento. "L'accordo finale è pragmatico: ora invitiamo gli Stati membri a prendere misure concrete per eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili", ha dichiarato Jean-Marc Jossart, segretario generale dell'AEBIOM.

 

Scritto da Gianclaudio Iannace

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Pubblicato da GIANCLAUDIO IANNACE