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Il nocciolino di sansa è meglio del pellet?

Tutto quello che c'è da sapere sul nocciolino di sansa

Il nocciolino di sansa, così come il pellet, sono due tipologie di biocombustibile dalle alte prestazioni e dal costo contenuto. Se il pellet è senza ombra di dubbio il protagonista indiscusso nel panorama italiano per acquisto e consumo, soprattutto per quello che riguarda il riscaldamento residenziale (si stima in Italia un consumo annuo di 3,5 milioni di tonnellate di pellet, il 90% del quale di categoria ENplus® A1), il nocciolino si sta lentamente facendo sempre più strada grazie ad una maggiore sensibilizzazione e conoscenza da parte del consumatore finale (vedi Biomassapp ottiene la certificazione come distributore EnPlus A1 con codice IT 390). Così come il pellet non è tutto uguale (vedi Comprare il pellet online conviene? Guida all'acquisto, Pellet di conifera: cos'è e quale scegliere, Pellet di eucalipto buono per la salute, l'ambiente e il portafoglio, Impariamo a conoscere il pellet di sansaTutto quello che c'è da sapere sul pellet di pagliaPellet di nocciolino di sansa: guida all'acquistoPellet di girasole: guida all'acquistoPellet di mais tra etica e convenienza) anche il nocciolino di sansa presenta differenze (vedi Nocciolino di sansa vergine e nocciolino di sansa esausta: quali utilizzi?, Nocciolino di sansa vergine e nocciolino di sansa disoleata: differenze e caratteristiche). Quando parliamo di nocciolino di sansa facciamo riferimento ad un sottoprodotto di scarto ottenuto dalla lavorazione delle olive (Che cos’è il nocciolino? E come usarlo per il riscaldamento di casa?). Nel presente articolo prenderemo in considerazione il nocciolino di sansa e pellet, metteremo a confronto queste due tipologie di biocombustibile e cercheremo di rispondere alla domanda su quale tipologia di biomassa, tra nocciolino e pellet, sia più conveniente utilizzare per i nostri impianti di riscaldamento.

 

Nocciolino di sansa e pellet; tutto quello che c’è da sapere

La prima cosa che è importante notare prima di addentrarsi in un’analisi più approfondita sul nocciolino di sansa e pellet, è che la qualità conta. Questo vuol dire che optare per il nocciolino di sansa piuttosto che per il pellet vuol dire fare una scelta ponderata, prendendo in considerazione vari fattori, tra i quali disponibilità del prodotto e la qualità. Questi due elementi infatti possono essere usati come punto di riferimento per una valutazione tra prezzo di acquisto e benefici ricavati idealmente per qualsiasi tipologia di biomassa. Oltre a questo è bene ricordare che nocciolino di sansa e pellet sono due tipologie di biomassa ricavate dalla lavorazione meccanica della materia prima. In altre parole nocciolino di sansa e pellet non devono presentare al proprio interno alcun tipo di filler o legante chimico per alternarne le qualità meccaniche né tantomeno quelle estetiche (vedi Come riconoscere il pellet di qualità e Colore del pellet troppo chiaro: una concessione al marketing che non è indicatore della qualità del prodotto). Detto questo è ora possibile rispondere alla domanda se il nocciolino di sansa sia meglio del pellet per alimentare i nostri impianti di riscaldamento. La risposta a questa domanda come c’è da aspettarsi è dipende. Dipende infatti da vari fattori primi fra tutti quelli già menzionati (disponibilità del prodotto e prezzo d’acquisto), ai quali si aggiunge l’impianto a nostra disposizione (che deve essere policombustibile) e le nostre conoscenza in fatto di biomassa e combustibile. Tralasciando questi elementi e analizzando esclusivamente le caratteristiche tecniche di nocciolino di sansa e pellet è possibile affermare il seguente:

·       Il potere calorifico di base del nocciolino di sansa è nettamente superiore al potere calorifico del pellet (4 kWh/kg circa del pellet contro una base di circa 5 Kw/Kg del nocciolino di sansa).

·       Costo Energia € 0.056 circa del pellet contro € 0.038 del nocciolino di sansa.

·       Costo annuo per scaldare 100 mq € 1,630 circa del pellet contro € 1.100 del nocciolino di sansa.

·       Risparmio emissioni di gas serra CO2 90.2% circa del pellet contro 98,6% del nocciolino di sansa.

Se tralasciamo dunque elementi contingenti il nocciolino di sansa presenta un vantaggio non solo a livello calorifico, ma anche per quello che riguarda il risparmio monetario del consumatore finale e un contenuto minore di inquinamento atmosferico (vedi Potere Calorifico del nocciolino di sansa v/s potere calorifico del pellet di legno: chi vince?).

 

Per finire

Il paragone tra nocciolino di sansa e pellet non può che essere un approccio approssimativo ed utile per capire le sole proprietà meccaniche di queste due tipologie di biocombustibile. A livello teorico come è stato possibile osservare, il nocciolino di sansa presenta caratteristiche decisamente più invitanti rispetto al pellet. A livello pratico invece la questione è aperta, e per effettuare una corretta valutazione è necessario prendere come campione la singola istanza. Che si decida di optare per nocciolino di sansa oppure pellet, la cosa certa è che entrambi prodotti sono estremamente validi a patto che si sappia fare la scelta giusta al momento del loro acquisto e del loro impiego (vedi Quando conviene acquistare il nocciolino di sansa , Dove acquistare nocciolino di sansa? Frantoi, sansifici, rivenditori, on line).

Leandro Loriga

 

Categoria di Biomassa: 
Sottoprodotti della trasformazione delle olive (sanse, sanse di olive disoleata, acque di vegetazione)

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Pubblicato da Gianclaudio Iannace